Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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sabato 31 maggio 2008

Tema in classe 2

Parte di un tema di una ragazza di 17 anni sul bilancio di un anno scolastico ormai al termine:

"Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire"[Leonardo da Vinci].
Sicuramente 17 anni sono pochi per un bilancio di questo genere, ma dopo aver perso un anno a scuola, mi sono convinta che il tempo è un bene prezioso... Quest'ultimo periodo, fatto di tanto studio e tante interrogazioni, è stato la dimostrazione che sfruttando in modo vantaggioso ogni minuto della giornata, e dedicandomi allo studio in modo assiduo e concreto, ho arricchito la mia persona di tutte quelle cose che non mi avrebbero mai gratificata tanto se cercate in altre realtà. Fino a qualche mese fa, consideravo la scuola un obbligo dal quale mi sarei voluta liberare il piu' presto possibile... Mi considero una persona che quando non riceve gratificazioni, tende a dare la colpa agli altri per il proprio malessere; ma dopo aver passato mesi, forse anni ad incolpare persone ingiustamente, mi sono resa conto che la causa del mio male ero io: non sono mai stati gli altri ad avermi allontanato dalla scuola, dalla famiglia, dal mio modo di essere; sono stata io a scegliere di stornare da me ogni cosa che non mi recava soddisfazioni per il semplice fatto che non le meritavo. Ognuno è libero di fare qualunque cosa a questo mondo, ma presto o tardi dovrà fare i conti e prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Io ho pagato, e continuo tutt'ora a pagare le mie mancanze, la mia ingenuità e testardaggine a non voler ascoltare consigli che invece mi avrebbero sicuramente aiutata. Tuttavia, pagare il prezzo dei miei errori è stato un bene: in primo luogo perchè ho saputo distinguere il bene dal male, in seguito, perchè, con il senno di poi, ho saputo riconoscere gli errori prima ancora di commetterli...
Quest'anno ormai volge al termine e sono felice di aver finalmente trovato nella scuola "la F."che avrei voluto, di aver trovato del pulito in questo mondo sporco; un mondo che mi ha definito coraggiosa perchè testarda e capace di affrontare scelte difficili per la mia età, un mondo che pero' non si è mai accorto di quanto io sia sensibile perchè le apparenze, a mio avviso, sono solo futili gustificazioni. Sono cresciuta finalmente, ho imparato ad amare gli ostacoli per poi superarli ed ho capito che solo le parole non bastano, perchè sono i gesti a rendere veramente cio' che si è. Non mi importa così tanto di come andrà a finire quest'anno scolastico rispetto al risultato che so già di aver ottenuto.

PS. Il tema è stato giudicato insufficiente dall'insegnante (non è Prof 2.0!), soprattutto perchè non sincero... Secondo Prof 2.0 neanche Dante avrebbe ottenuto la sufficienza: racconta di essere stato nell'aldilà, che bugiardo!
Che terribile responsabilità ci prendiamo noi prof sui cuori di questi ragazzi, quando ci permettiamo di dare insufficiente anche al loro cuore...

venerdì 30 maggio 2008

Shit City Streets

Lo spazzino Beppo tutte le mattine comincia il suo lavoro all'alba. Ogni giorno la consegna è diversa e gli vengono affidate strade nuove. Beppo preferisce pulire strade corte e strette, anche se sono tante, perchè ne vede la fine e sa quanto durerà la sua fatica. Ma a volte la consegna prevede delle strade molto lunghe, di cui quasi non si vede la fine. Beppo un tempo sollevava spesso lo sguardo per scorgere il termine della lunga strada da spazzare, ma così finiva per scoraggiarsi e lavorava di malavoglia, il suo cuore era annebbiato dall'ansia di una fine ancora così lontana. Poi un giorno scorse una formica che portava una mollica da un capo all'altro di una strada. La formica non sapeva quanto quella via fosse lunga. Così Beppo capì il segreto per non stancarsi. Perchè è guardare alla fine della strada, che spesso non si vede, che stanca. E decise di concentrarsi passo passo su ogni metro, come se la via fosse lunga un metro soltanto, senza preoccuparsi della lunghezza della strada polverosa, come se le strade fossero tutte uguali. Così passo dopo passo all'improvviso si scopriva ad aver finito ed era sorpreso dalla gioia. Anche se la schiena gli doleva per la fatica era contento. Tutte le strade di Shit City, anche le più lunghe e faticose, anche quelle senza fine, attraverso la cura del singolo passo, per Beppo erano diventate brevi.

giovedì 29 maggio 2008

Il sonno è vita e non riposo

Prof 2.0 oggi è al funerale di un caro amico. Il volto dell'amico non è più luminoso. I suoi occhi sono davvero spenti. La sua pelle pallida e fredda all'ultimo bacio.
La chiesa è piena di gente: una vita del tutto ordinaria spesa per gli altri, convenuti per un grazie finale. Il dolore dell'assenza è compensato dalla dolcezza di ricordi nitidi, che riaffiorano e che nessuno potrà strappare via. Sono tutti ricordi di attenzioni ricevute, di sorrisi, di affetto. Una persona che sapeva davvero amare gli altri e lo faceva, innanzitutto, con un costante sorriso, anche quando era stanco, anche quando la malattia gli toglieva il respiro, anche quando non ne aveva voglia. Neanche in quei momenti riusciva a pensare a se stesso. Aveva sempre una caramella da regalarti, o uno scherzo per tirarti su.
Se n'è andato ripetendo frasi affettuose rivolte a Dio, a cui aveva dedicato tutta la sua vita. Le ultime parole di un uomo hanno sempre qualcosa di affascinante. Sarebbe bello scriverci un libro. Orson Welles ci ha costruito sopra il suo capolavoro cinematografico.

Sono affiorate alla mente quelle parole della canzone di Gaber dal titolo "Quando sarò capace di amare", che dicono "il sonno è vita e non riposo".

mercoledì 28 maggio 2008

Living Room 3

Le isole, stanche e provate dai marosi di una giornata di lavoro, si ritrovano sul far della sera nel tranquillo arcipelago di Living Room (il soggiorno di F.) per la terza volta. Spira un vento leggero e la tavola è imbandita come si deve. Serata sit-com. Sulla parete, trasformata per l'occasione in un maxischermo, vengono proiettate in sequenza una puntata della prima serie di Friends, una puntata di una serie americana non ancora giunta in Italia (Rules of Engagement) e una puntata dei Simpson. Cosa accomuna le tre puntate? A parte le risate, il tema della serata: come ci viene raccontato l'amore: l'amore tra amici, l'amore tra coniugi, l'amore tra fidanzati... Nella molteplice fenomenologia amorosa esiste qualcosa di stabile che accomuna tutti i tipi di amore? Le tre puntate danno materiale a sufficienza per un acceso dibattito. Il pendolo narrativo dell'amore oggi si muove tra il polo del sogno (l'amore Titanic) e quello cinico (l'amore Sex & the city). Esiste una via di mezzo? Esiste un'appassionante vita quotidiana dei legami? E se esiste perchè nessuno la racconta? Molte le suggestioni, molte le sparate, molte le risate.

Oscar della serata. Miglior dolce: torta di meringa portata da F., cugino di F. Miglior intervento: la giovanissima amica di E., che con la sua domanda ha fatto decollare la discussione. Miglior sparata: non poteva essere che del padrone di casa, che ha sostenuto 007 come modello di amore quotidiano (aveva bevuto?).

L'arcipelago, composto da una ventina di isole, benchè non sia segnato sulle carte, è reale. E si allarga come tutti i legami autentici.

martedì 27 maggio 2008

Specchio

Avere delle alunne con problemi di anoressia costringe Prof 2.0 a prendersela con lo specchio.

Stamattina ci siamo specchiati. Abbiamo condiviso questa quotidianissima tragedia: il nostro aspetto. Come faccio ad andare in giro con quella faccia? Ci siamo detti sconsolati. Eppure questo sconforto è segno di qualcosa di grande. C'è qualcuno dentro di noi che sa giudicare la superficie riflessa su uno specchio e quel qualcuno sa che ciò che vede sullo specchio non esaurisce sè stesso. Sa di essere molto di più di quella accozzaglia di connotati più o meno affascinanti secondo i canoni passeggeri di bellezza. Ma tale può essere la delusione di quella superficie e la debolezza di quel qualcuno, da cercare disperatamente di rendere quella superficie il più possibile accettabile dal canone che circola, attraverso pezze modaiole e segni che raccontino in superficie chi siamo. Se metti un cane o un gatto davanti allo specchio si spaventano o attaccano, pensando di avere di fronte un altro esemplare della loro specie. Noi no (a parte Narciso, che ci lasciò le penne...). Qualcosa dentro di noi sa dire che chi abbiamo di fronte sono "io", ma sa anche che quella superficie non è tutto "io". Ed è inutile prendersela con la superficie se non è come vorremmo, se ci delude, se ci fa pena... E se ci fa troppa pena, forse "io" sta rinunciando alla sua ricchezza e pienezza, accontentandosi di essere una superficie. Allora viva lo specchio se ci mostra quanto eccediamo la nostra superficie. Immaginate uno specchio capace di riflettere "io" anzichè la superficie. Cosa vedremmo?

C'è chi dice che gli amici siano quello specchio, capace di riflettere la nostra pienezza, migliorarla, restituircela, aiutandoci a vederla ed amarla, quando "io" è incapace di farlo...

lunedì 26 maggio 2008

Shit City Utopia

Shit City è una città piena di rischi. Il primo è che non esista. Un'isola che non c'è. Una città invisibile. E allora Prof 2.0 osserva la mappa di Shit City per capire cosa sia esattamente. Una città utopica. Utopia è una bella parola. La coniò un grande umanista inglese, morto per non aver avallato le voglie adulterine del suo re. La coniò con studiata ambiguità: potrebbe infatti indicare sia un luogo ideale (eu + topos: ben-luogo) sia un luogo impossibile (ou + topos = non-luogo). Questa ambiguità caratterizza Shit City. Un luogo che non esiste ed è un'aspirazione di bellezza. Un luogo che può cominciare ad esistere solo come aspirazione, ma poi i mattoni per costruirlo sono le persone che vi si aggirano. L'importante è rimanere ancorati al reale e non perdersi nelle suggestioni di mondi possibili. Esistono educatori bravissimi nell'arte della scrittura di trattati di pedagogia, ma poi i loro figli sono complessati, perchè avevano bisogno dei genitori reali, troppo impegnati a scrivere i loro trattati. Cambiare il mondo a parole è facile e comodo. Shit City cominicia in un non-luogo-ideale e prosegue nelle vite reali: incontri, conoscenze, email, amici, gioie, dolori, amori, disamori, errori... Solo questa continuità la rende abitabile e non una fuga, ma una nostalgia che ispira la costruzione di una nave con cui prendere il largo. In fondo tutta l'arte aspira all'età dell'oro e l'arte vera suscita la nostalgia di luoghi non ancora reali, che però possono diventarlo. Allora Prof 2.0 fa sua una preghiera di quello stesso umanista inglese, che la vita se l'è giocata per un luogo che riteneva più reale di quello fatto di compromessi inaccettabili e di comodo, un luogo tanto fortemente desiderato che viene il sospetto essere persino più reale di quello tangibile con i cinque sensi:

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.
Thomas More

domenica 25 maggio 2008

La banalità del male

Prof 2.0 sa che a Shit City ci sono cittadini di tutti i tipi. Uno di loro ha deciso di scrivere sui muri di questa città alcune bestemmie. E non solo sui muri di questa città, ma su quelli di altre città gemellate con Shit City. Non c'è da stupirsi. C'è chi si annoia, c'è chi cova rabbia, c'è chi non sopporta la felicità altrui e ha bisogno di scriverlo sui muri che odia il mondo. Chissà che adrenalina dà scrivere bestemmie sui muri di Shit City. Anche se devo dire dà molta più adrenalina costruire anzichè distruggere, sebbene la prima attività sia più faticosa e quindi non da tutti. Prof 2.0 è quindi costretto a riflettere sulla presenza del male (non la bestemmia in sè, ma "il voler distruggere consapevolmente") a Shit City: male relativo all'azione, non alla persona che lo compie, che se Prof 2.0 potesse affronterebbe a tu per tu con grande serenità, perchè chi fa il male è un uomo come tutti e quindi non fa nessuna paura, anche se è armato; ma come detto qualche post fa chi agisce per distruggere è rigorosamente anonimo, dato che sotto sotto si vergogna della sua identità.
Il male per quanto male faccia è pur sempre banale. Una grande filosofa ebrea ha scritto anche un libro in merito e da qualche parte diceva, a proposito degli aguzzini nazisti:

“Quando io parlo della “banalità del male”, lo faccio su un piano quanto mai concreto. Eichmann non era uno Iago né un Macbeth, e nulla sarebbe stato più lontano dalla sua mentalità che “fare il cattivo” – come Riccardo III – per fredda determinazione. […] Non era uno stupido; era semplicemente senza idee (una cosa molto diversa dalla stupidità), e tale mancanza d’idee ne faceva un individuo predisposto a divenire uno dei più grandi criminali di quel periodo. […] Quella lontananza dalla realtà e quella mancanza d’idee possono essere molto più pericolose di tutti gli istinti malvagi che forse sono innati nell’uomo”.
H.Arendt, La banalità del male

Non è il male che fa paura. Non gli istinti malvagi, che abbiamo tutti. No. A far paura sono la mancanza di idee e la lontananza dalla realtà, che rendono più facilmente predisposti a diventare strumenti di forze esterne a volte cieche o impersonali: il gruppo, le mode, la rabbia, la noia...
Chi pensa e prova a conoscere la realtà fa più fatica a fare il male.
Grazie anonimo arrabbiato, questo post è merito tuo.
Non sei stupido. Semplicemente ti mancano idee.

sabato 24 maggio 2008

Shit City Family

In una famiglia quello che conta è prendere le persone per quello che sono e non per quello che hanno o sanno fare... anche se c'è da rendersi ridicoli. Quando una famiglia è così è contagiosa...
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Prof 2.0 ce l'ha fatta prima che scadesse la mezzanotte... Un giorno senza post è un giorno senza cuore a Shit City.

venerdì 23 maggio 2008

Shit City Citizens

Ciao prof 2.0, sono entrata in questo blog sotto consiglio di un mio amico... sono uscita da poco da una storia di piu’ di due anni e da allora non mi sono mai sfogata... niente. mai una lacrima... e questo mi stava distruggendo... poi ho visto quel filmato della ragazza e del topo [nn so neanche quale sia il film]… e ti ringrazio di cuore perché, oltre ad avermi fatto finalmente piangere, mi hai anche ricordato di continuare a sperare... sembra una cosa stupida... anzi, lo è... ma questo ringraziamento era di dovere…

Prof 2.0 segue con passione questo blog e una mail come questa, benchè privata, meritava un'affissione pubblica (un grazie alla meravigliosa autrice che non conosco, per la capacità, rara oggi, soprattutto alla sua età, di ringraziare: hai ripagato le fatiche che il blog comporta, con poche righe, attraverso le quali sembra quasi di vederti tanto sono di carne e ossa).

Shit City è piena di cittadini doloranti, come è normale che sia in una città. Ma a Shit City la speranza è pronta a sorprenderti dietro ogni angolo, anche il più buio, come un'oasi in mezzo al deserto (ha detto qualcun'altro), purchè tu tenga gli occhi ben aperti. E a giudicare da altre storie sentite non si tratta di illusori miraggi meridiani, che svaniscono come bolle.
Vale anche per Prof 2.0, un cittadino come tutti gli altri, e quindi a volte dolorante anche lui, con l'unico merito di provare a tenere gli occhi aperti, anche quando sarebbe ora di andare a dormire e altri sussurrano che tanto è tutto inutile...

giovedì 22 maggio 2008

Isole

Esiste un'isola del Pacifico in cui gli abitanti non dividono le cose e le persone in genere maschile e femminile, ma in "cose che provengono dal cielo" e "cose che provengono dal mare".

Mi piace pensare che provengano dal mare: la donna, la bellezza, la vita, la morte, la nostalgia, la pace, la passione, l'immaginazione, la memoria, la parola...

Mi piace pensare che provengano dal cielo: l'uomo, l'amore, il vento, il lavoro, il corpo, il dolore, il sogno, il cuore...

Sull'isola tutto è donato. E cielo e mare non si incontrano sulla linea dell'orizzonte, ma nel cuore degli isolani.

mercoledì 21 maggio 2008

Perle di saggezza

Un simpatico ex-alunno ha confidato a Prof 2.0 alcune perle di saggezza elargite dai suoi nuovi professori e raccolte giorno per giorno, impietosamente, su un blog, di cui non svelo l'idirizzo per l'incolumità del suddetto... (E poi i prof si chiedono perchè i ragazzi oggi siano messi così male...).

Stima tra colleghi
Una prof di un'altra: "Quella crede nei puffi... ma io dico: può insegnare filosofia?!"

Questione di "carattere"
"Ma dai ragazzi come fate a non capire? Eppure c'è scritto sul libro a caratteri genitali!!!"

Beati loro...

"Se gli antichi parlavano di folletti, evidentemente li vedevano"

Scioglilingua

"Probabilmente non c'è più un universo. Universo vuol dire verso un unico verso. Oggi si parlerà di multiverso, cioè tanti universi che vanno verso versi diversi"

ps. Prof 2.0 ha scoperto che uno dei suoi compagni del liceo (il Pubblicitario) ha conservato il quaderno con tutti gli strafalcioni dei prof del liceo. Da pubblicare...

martedì 20 maggio 2008

Pulizie a Shit City

Dopo una giornata piena di incontri Prof 2.0 riporta le sue membra stanche e affaticate a casa. Apre il blog e trova molti commenti nuovi. Ringrazia tutti quelli che soggiornano o si aggirano casualmente per le strade di Shit City e ogni tanto magari entrano nella scuola 2.0, lasciando commenti sulla lavagna... Come in ogni scuola ci sono alunni di tutti i tipi. E, come a scuola, c'è una costante che ha colpito Prof 2.0: chi lascia commenti offensivi (alcuni dei quali Prof ha dovuto cancellare nel caso di parolacce o attacchi ad altre persone) è rigorosamente anonimo.
Non avere un nome sembra necessario per chi tira le pietre, per chi sfregia le statue, per chi distrugge le aiuole di Shit City. Forse comunque perchè in fondo di qualcosa si vergogna ancora... a partire dalla propria identità...
Al contrario a Shit City chi ha un nome o un soprannome, insomma chi si fa riconoscere, ha il coraggio di essere sè stesso e, guarda caso, lavora per tenere Shit City pulita...

ps. qualche tempo fa in un post intitolato "Shit City People" si parlava di persone che mandano in rovina il mondo. Invito tutti gli anonimi di cui sopra ad un'attenta rilettura.

lunedì 19 maggio 2008

Terapia antidepressiva: la bellezza

Da "La mia storia con Mozart", di E.E. Schmitt.
L'autore racconta il suo incontro di quindicenne aspirante suicida con la musica di Mozart:

"Sì nella sala irrompeva la bellezza, tutta la bellezza del mondo; era là davanti a me, mi veniva regalata... l'unica cosa di cui ho memoria è che da quel momento sono guarito. Addio sconforto! Addio depressione! Volevo vivere. Se al mondo c'erano cose così preziose, così piene e così intense, l'esistenza mi attirava... "Avrò il tempo di scoprire tutte le meraviglie che rigurgita il pianeta?... Mozart mi aveva salvato: non si abbandona un universo dove si sentono cose così belle, non ci si suicida in una terra che dà frutti come quelli e altri frutti simili. La guarigione attraverso la bellezza. Agli psicologi non era venuto in mente di guarirmi con questa terapia. Mozart aveva inventato la cura e me l'aveva somministrata. Come un'allodola che vola alta verso il cielo, uscivo dalle tenebre, mi libravo nell'azzurro. Mi ci rifugio spesso".

Bisognerebbe avere sempre a portata di cuore il proprio catalizzatore di azzurro (di qualunque natura sia ha sempre a che fare con l'amicizia), per quando naufraga nel grigio indistinto e piovoso di Shit City e si riduce ad un semplice muscolo striato involontario...

domenica 18 maggio 2008

Cosa è la felicità?

Prof 2.0 ha trovato su un blog amico questa interessante citazione:

"Immaginiamoci un uomo disteso sul tavolo di una sala operatoria. E' stato sottoposto ad anestesia generale. Nel suo cranio sono inseriti alcuni cavi. Attraverso questi cavi vengono indotte, in determinati centri cerebrali, scariche elettriche accuratamente dosate, che fanno sì che quest'uomo si trovi in uno stato di perenne euforia. Il suo volto riflette uno stato di estremo benessere e piacere. Il medico che conduce l'esperimento ci dice che quest'uomo resterà almeno altri quindici anni in questo stato e ci propone di metterci subito, se vogliamo, nella stessa situazione. Ciascuno di noi può chiedersi, a questo punto, se sarebbe disposto a lasciarsi portare in questa specie di felicità".

Nessun commento. A ciascuno la risposta e le conseguenze.
Anche perchè Prof 2.0 oggi non è in vena di riflessioni personali.

sabato 17 maggio 2008

Il mistero della musica... e della speranza.

Siamo sempre liberi e capaci di sperare, anche quando sembra che tutto attorno a noi ce lo impedisca. Il protagonista è Andy, un innocente incolpato di omicidio e carcerato. La voce fuori campo è quella del suo compagno di cella interpretato nel film da Morgan Freeman. La musica? Manco a dirlo: Mozart.

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"Mi piace pensare che l'argomento fosse una cosa così bella da non poter essere espressa con semplici parole..."

"C'è qualcosa dentro di te che nessuno ti può toccare e togliere, se tu non vuoi..."

venerdì 16 maggio 2008

Lettere ad un giovane prof

Una ex-alunna sveglia e di penna felice ha cominciato a scrivere delle lettere ad un ipotetico prof. A lei e a prof 2.0 è venuta l'idea di provare a farne un libro, di lettere botta e risposta. Vediamo che succede. Intanto un'anteprima della lettera introduttiva.

Caro prof, spesso ti lamenti della difficoltà di capire i tuoi alunni o in generale, gli adolescenti?
“Chissà perché si comporta così?”, “chissà cosa gli passa per la mente”. Hai ragione. Capire noi adolescenti è difficile, tanto che a volte noi stessi ci troviamo a domandarci “Ma cosa sto facendo?!”, tanto che tra noi e voi spesso scaturiscono liti insensate, prive di fondamento, basate semplicemente sulla confusione delle idee e sull’incomprensione.
Quali sono i valori che contano per voi? Questa è la prima domanda che immagino mi porresti se fossi a quattr’occhi con me. Ebbene, caro adulto, i valori che fanno da motore alle nostre azioni, che ci fanno vivere, soffrire e essere felici, sono gli stessi che caratterizzano la tua vita. Quindi non ci sono differenze tra il mio e il tuo punto di vista? Mi potresti chiedere ora. Sbagli. Ce ne sono. Sono nel modo in cui reagiamo alle situazioni, alla vita. È il diverso ottimismo con cui affrontiamo le discussioni, le speranze e le illusioni che riponiamo nel nostro futuro, perché noi abbiamo non il diritto, ma il dovere di sognare. E qui iniziano le incomprensioni di cui parlavo, tu non fai in tempo a dirmi di non fumare “perché nuoce alla salute”, che io già penso “cosa vuoi saperne tu di come mi sento meglio con una sigaretta in mano, tra amici che fumano, magari cercando di conquistare il ragazzo o la ragazza che, a 20 metri da me, fuma tra i suoi amici.”
Sono le emozioni il nostro motore, emozioni diverse dalle tue ma basate sugli stessi valori.
Di cosa ti voglio parlare in queste lettere: amore, amicizia, felicità, sogni, la famiglia, la paura, la fede, il destino, il potere...

Cara alunna, spero di essere in grado di risponderti. Per il momento ti ascolto in silenzio, come chi trattiene il respiro, meravigliato...

giovedì 15 maggio 2008

Cardiologia

Periodicamente Prof 2.0 sottopone il cuore ad un esame. E' un esame che si può operare senza bisogno di medici, ha il vantaggio di essere gratuito, ma può essere doloroso. Si prende il cuore, lo si svuota e si filtra il contenuto. Lo si esamina. Dalla composizione chimica risulta ciò per cui si vive. Ognuno, che lo dichiari o no esternamente, vive per qualcosa o qualcuno: ciò per cui sarebbe disposto a giocarsi tutto il resto, cioè darebbe veramente via tutto pur di tenere quel qualcuno o quel qualcosa. Per cosa o per chi daresti via tutto?
A questa domanda risponde, se si ha la pazienza e il coraggio di sottoporsi, l'esame cardiologico.
Il risultato in genere è costituito da pochissimi componenti chimici dominanti, benchè il liquido all'inizio appaia un miscuglio incolore, tante sono le altre scorie presenti, le quali però, isolate, non sono mai di una percentuale rilevante. I risultati sono privati, come è giusto che sia. La letteratura medica segnala le componenti riscontrate più spesso: il nome/i di qualcuno, il proprio nome, il lavoro, i soldi, il successo, il potere... In base all'elemento/i dominante/i si possono prevedere e prevenire eventuali infarti...
Qualsiasi elemento emerga, l'esame dimostra che si vive d'amore e di amori. Una volta un cardiologo esperto ha detto: dimmi cosa o chi ami e ti dirò chi sei e quanto vivrai...

mercoledì 14 maggio 2008

Shit City Grace

A maggio, in ogni angolo di Shit City, ci sono spettacoli improvvisi di grazia e bellezza: una canzone, un volto, un sorriso, una chiacchierata, una telefonata, una mail, un sms, un amico, un'amica, un pezzo di cielo, una nuvola, una rosa, un quadro, un bambino, un cappuccino, un vestito, un colore, una pizza, una fragola, una poesia, una brezza, un gelato, una matita, una pagina, un balcone, una fioriera, un cancello, un soffitto, una panchina, un ponte, una strada...

A maggio, più che in altri mesi, a Shit City ogni cosa è piena di grazia.

martedì 13 maggio 2008

Le persone non sono maschere

Palmipedone si è rivelato un ex-alunno.
I prof sono portati dal loro mestiere a "incasellare" gli alunni, a dare loro una maschera. Per poterli giudicare devono farli "entrare" nel palcoscenico della loro testa e dar loro una parte precisa (apatico, studioso, distratto, furbo...). Risolverli come un problema matematico, invece di accettarli e conoscerli nella loro complessità di persone. Ma i prof hanno un mestiere da compiere, che a volte prevale sulla meraviglia che quel mondo in miniatura, che è la classe, dovrebbe e potrebbe suscitare.
E tutti sappiamo quanto è difficile riammorbidire la maschera di cartapesta appioppata ad una persona (tanto il prof mi mette sempre lo stesso voto! si lamentano...). Il dialogo con Palmipedone ha mostrato alcuni aspetti della sua persona che erano sfuggiti. Anche se a Prof 2.0 bisogna dare atto che:

a) Palmipedone (per fortuna!) è cresciuto e non è lo stesso di qualche anno fa (e trovarselo "titanicamente" palmipedone è stato divertente)
b) Alla fine si è giunti ad un reciproco svelamento in linea con il passato ma molto più ricco di allora

Ci sono alunni che aiutano i prof a imparare da loro (grazie Palmipedone!). Ci sono prof disposti (anche se a fatica) a mettersi in gioco. Ma dell'una e dell'altra categoria è dato raramente di vedere esemplari a Shit City...

PS. Quante persone spesso incaselliamo troppo presto, rendendoci quasi impossibile accettarle e precludendoci la meraviglia di conoscerle davvero. Forse è il momento di fare una lista e riscoprire qualcuno dietro la maschera che gli abbiamo attribuito...
Prof 2.0 pensa al suo miglior amico, incontrato (quando ancora non lo conosceva) centinaia di volte nei corridoi dell'università e sempre evitato (ma guarda quello!), per poi ritrovarselo accanto il giorno di un esame di dottorato, all'inizio di un viaggio che dura tutt'ora (meno male che ci sei!).

lunedì 12 maggio 2008

Piccola storia d'amore (2)

Li avevamo lasciati sul "sembra che vissero felici e contenti..."
Voltiamo pagina. A differenza di altri libri di favole, non è bianca:

Un giorno Qualcosa si rese conto che Qualcuno si stava abituando a lei. Si sentiva pericolosamente risucchiare dal Nulla, che era stata.
Quello stesso giorno Qualcuno si accorse che Qualcosa da un po' era divenuta silenziosa. Intuiva che la distanza tra loro lo rendeva il Nessuno, che era stato.
All'inizio Qualcosa pensò che la colpa fosse di Qualcuno e Qualcuno pensò che fosse di Qualcosa. E per un pezzo tacquero, feriti.
Ma quando Qualcuno tornò a casa e trovò che Qualcosa aveva preparato un piatto speciale per lui e indossava l'abito da lui preferito, capì che la colpa era di Nessuno. Allo stesso modo Qualcosa capì che la colpa era di Nulla, quando si trovò tra le mani i biglietti dello spettacolo da lei preferito, accompagnati da un mazzo dei fiori speciali per lei.
Finita la cena. Finito lo spettacolo. Qualcosa guardò Qualcuno e Qualcuno ricambiò lo sguardo. Non dissero nulla, sorrisero. E capirono di aver scongiurato il rischio di tornare il Nulla e il Nessuno che, da soli, erano stati e che avavano deciso di non voler essere più.
E continuarono a vivere felici e contenti, almeno fino a prova contraria...

domenica 11 maggio 2008

Shit City River

Il Pubblicitario, il Ricercatore, il Finanziere, il Prof-Scrittore. Non sono i Fantastici 4, nè i 4 dell'Oca Selvaggia, nè i 4 dell'Ave Maria... Sono solo 4 amici trentenni seduti sul divano di un improbabibile locale di Shit City. Erano compagni di liceo e si sono ritrovati per una serie di incredibili coincidenze a Shit City. Non si vedono dai tempi della maturità. Sono passati poco più di 12 anni. E la vita, che ha sempre il copyright sulle trovate migliori, li riporta insieme in una serata amarcord strappalacrime (di risate). Vite che si erano "momentaneamente" disperse riprendono a dialogare quasi esattamente dal punto in cui si erano allontanate per lidi lontani. Sono cambiate molte cose in superficie, ma c'è qualcosa di miracolosamente intatto al di sotto: l'amicizia. Come un fiume carsico, si era per qualche tempo inabissata per riaffiorare adesso forte, fresca, purificata. Ma l'acqua è la stessa e punta dritta verso il mare. Trascina con sè pezzi di memoria e detriti di gesti, espressioni, modi di fare che hanno caratterizzato i cinque anni più sperimentali della vita di un uomo. Per ragioni di lavoro ci si ritrova depositati su spiagge diverse da quelle natie e questo, triste dirlo, è un dato di fatto. L'acqua porta con sè racconti di amori perduti, amori trovati, amori stranieri, amori in corso... E dopo ore di racconti ininterrotti è dura lasciarsi, ma almeno due dei tre (il Ricercatore vive in Austria) si ritroveranno in qualche angolo di Shit City. Il fiume continua a scorrere e punta dritto, tra ostacoli e nuovi inabissamenti, verso il mare, perchè è proprio dell'amico guardare un orizzonte comune. Prof 2.0 naviga in ottima compagnia, il vento è propizio e la luce delle stelle cristallina.

sabato 10 maggio 2008

Vale la pena essere uomini?

Chiedetelo ad una stella...
Lei è una stella caduta dal cielo e lui un ragazzo trasformato in topo da una strega:
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venerdì 9 maggio 2008

Palmipedoni e prof


Oggi Prof 2.0 ha avuto la conferma di avere in Alice (quella del paese delle meraviglie) il suo alter-ego favolistico. Infatti un simpatico e agguerrito anonimo lo ha impegnato in un entusiasmante dialogo, che si è concluso in uno scambio di contatti su msn. E fin qui bene, ma che c'entra Alice? Il contatto dell'anonimo è "palmi-pedone": i piccoli esseri fatti di due gambette e un cespuglio colorato in testa, che Alice è invitata a non calpestare. Il dialogo con il Palmipedone, che ringrazio, ha rievocato alla memoria un bel passo, letto qualche tempo fa, sul ruolo dei prof (nel bene e nel male) nella nostra vita:

"Ho assorbito moltissimo dalla scuola, come in seguito mi sarebbe successo soltanto con i libri. Ogni cosa che ho imparato dalla viva voce dei miei insegnanti ha conservato la fisionomia di colui che me l’ha spiegata e nel ricordo è rimasta legata alla sua immagine… la diversità degli insegnanti è un’altra specie di scuola, una scuola che insegna la molteplicità della natura umana, e purché la si prenda sul serio anche solo in parte, è questa la prima vera scuola di conoscenza dell’uomo”
E.Canetti, La lingua salvata, p.203-4

giovedì 8 maggio 2008

Alunni che mettono in crisi

Prof 2.0 riceve da un gruppo di alunni un libro come regalo di compleanno. Nel biglietto di accompagnamento, parafrasando un paragone che Prof usa spesso, scrivono: "la vita è una partita di calcio di cui si sa già il risultato, a noi è dato il divertimento di giocare. Tu sei ancora al 31'... C'è ancora tanto tempo per divertirsi. Corri, Prof, corri!".
Prof 2.0 raccoglie in un bicchiere le lacrime del suo cuore liquefatto per poi berle di nascosto, in modo da recuperare il cuore perso...

Prof 2.0 riceve un violento attacco da un ex alunno che lo accusa di avere abbandonato lui e la sua classe per andare dietro ai soldi. Se solo conoscesse la dichiarazione dei non-redditi di Prof 2.0 si farebbe una risata. Ma in fondo sta dicendo che gli è dispiaciuto separarsi e il fuoco del ragazzo giustifica il furore con cui brucia la conoscenza reale dei fatti. Anche se ha ragione in quanto all'incapacità di Prof 2.0 di dire addii e preferire fughe silenziose, anche se fughe non sono.

Un ex alunno manda un sms a Prof 2.0 in cui chiede la traduzione di una frase dal greco, per sapere se ha sbagliato un compito. In italiano la frase suona "I giovani imparano sbagliando". E il ragazzo ha sbagliato... Anche Prof 2.0 (che malgrado tutto è ancora giovane) lo sperimenta tutti i giorni e si rende conto che i suoi errori gli alunni li pagano due volte...

Tre messaggi in un solo giorno. Tre legami che costringono a fare esame, ringraziare, chiedere scusa, ricominciare...

mercoledì 7 maggio 2008

Ancora orecchie che parlano...

Le orecchie di libri prestati o avuti in prestito continuano a parlare, se non ad urlare. Le parole trovate oggi, Prof 2.0 le scriverà su un cartoncino che porterà sempre con sè. Quando lo incontrate chiedeteglielo. Una specie di biglietto da visita, che ragalerà ad ogni persona con cui vorrà stabilire un legame:

"Come vorrei pensare a noi come a due persone che si sono fatte un'iniezione di verità per dirla, finalmente, la verità. Sarei felice di poter dire a me stesso: "Con lei ho stillato verità". Sì è questo ciò che voglio. Voglio che tu sia per me il coltello, e anche io lo sarò per te, prometto. Un coltello affilato ma misericordioso"
(D.Grossman, Che tu sia per me il coltello, p.13)

martedì 6 maggio 2008

La vita tutta intera

Ci sono momenti in cui la vita chiede di essere abbracciata tutta intera, anche se costa abbandonare schemi consolidati, che però spesso sono tanto rassicuranti quanto parziali o non rispondenti a verità.
Prof 2.0 non voleva andare a nanna senza che anche la rete lo riscoprisse come è capitato a lui oggi e voleva confidarlo al silenzio della notte 2.0 di Shit City...

video

lunedì 5 maggio 2008

Errata 2.0

Prof 2.0 è sempre stato un disastro in matematica e Biancaneve (che ne sa a forza di avere a che fare con i 7 nani) gli ha fatto notare che le ore del post sul compleanno non sono 3 milioni, ma 300.000... Abbonatemi uno zero alle ore vissute (il che comunque fa piacere), ma lasciatemi quello di 2.0... vi prego!

I cigni neri

Quando questi volatili, dopo migliaia di chilometri di migrazioni transmarine, sorvolando la terraferma, trovano uno stagno d'acqua dolce e possono finalmente esausti, scendere ad abbeverarsi, ecco che inscenano una straordinaria danza rituale attorno allo specchio d'acqua, quasi ad esprimere qualcosa che solo l'uomo potrebbe interpretare come manifestazione di gioia. Solo dopo questa magnifica danza rituale, finalmente, i cigni neri vanno ad abbeverarsi.

Sembra che anche in natura la conservazione della specie non sia l'unica legge a dettare i comportamenti e che persino gli animali siano capaci di azioni non esclusivamente funzionali, ma di azioni che dicono solo sè stesse nella loro bellezza (i riti).

Questa gratuità ed inutile (non funzionale ad ottenere nulla) bellezza dei riti è l'unica strada capace di trasformare la grigia e anonima ripetitività della azioni di chi vive a Shit City in luminosa e unica novità.

Se solo imparassimo a danzare anche quando siamo esausti...

domenica 4 maggio 2008

Alice 2.0 (nel Paese delle Meraviglie)

Prof 2.0 ha un'amica sofferente per un legame sentimentale. Lei se ne rammarica quasi con rabbia:

Prof chiede: Anche se non va cosa ci perdi a voler bene?
Lei: Perdo tempo!!!

Sulle prime Prof 2.0, ribattezzato Alice (nel paese delle meraviglie) dall'amica, per il suo ottimismo, rimane stordito dalla risposta che gli sembra quasi cinica. Ma poi Alice (Prof 2.0) superata la "paura" di qualcuno che la pensa in modo apparentemente opposto fa i conti con quello che non è cinismo, ma realismo, e scopre che lei ha ragione. Quando amiamo cosa facciamo se non donare tempo ad un altro? Ciò che ogni uomo ha di veramente proprio è il tempo, e il darlo a qualcuno (o qualcosa) è la costruzione di un legame. Senza dono del proprio tempo non si crea legame. Gli sposi arrivano a donarsi anche il tempo, che ancora non hanno, in una promessa: regalano all'altro anche il tempo futuro.
E' vero: a voler bene si perde tempo. E questo è rischioso. Fa male, è inevitabile, perchè il tempo è qualcosa di talmente proprio che a darlo ci si sente strappare la vita (che è tempo).
Per creare legami con una persona ci si fanno regali. Due persone che si vogliono bene si fanno il regalo del loro tempo. Due fidanzati che rompono, infatti, restituiscono i regali. Se potessero si riprenderebbero indietro anche il tempo "perduto", perchè la vita è così breve che sembra di averlo sprecato quel tempo.
E' vero: a voler bene si perde tempo, perchè voler bene è voler perdere il proprio tempo per qualcuno. Se ne varrà la pena non lo si sa, questo è il rischio. Ma sembra che per essere felici questa sia la strettoia attraverso cui tutti misteriosamente, pur sapendo che fa male, cerchiamo di passare...

sabato 3 maggio 2008

Shit City People

Prendo a prestito da un libro un'idea divertente, anche se parziale.
Il mondo si divide in 4 categorie:

SPROVVEDUTO: compie azioni che procurano vantaggio agli altri e svantaggio a sè
BANDITO: compie azioni che procurano svantaggio agli altri e vantaggio a sè
INTELLIGENTE: compie azioni che procurano vantaggio a sè e agli altri
STUPIDO: compie azioni che procurano svantaggio a sè e agli altri

Sembra che da sola l'ultima categoria sia capace di mandare in rovina il gruppo all'interno del quale agisce. A Shit City infatti si scorgono facilmente:

Sprovveduti: l'alunno volontario, la ragazza innamorata di quello che la tratta male...
Banditi: il ragazzo di cui è innamorata la sprovveduta, l'alunno che copia la versione...
Intelligenti: il prof che prepara le lezioni, l'alunno che studia tutti i giorni...
Stupidi: il prof che si vendica sugli alunni, l'alunno che disturba la lezione, l'alunno impreparato...

Prof 2.0 conferma che l'ultima categoria manda in rovina la classe...

venerdì 2 maggio 2008

Regali

Da una mail di auguri di un amico. Non è autocelebrazione, ma un altro tentativo di mostrare che provare a darsi agli altri, nonostante i propri limiti, è ciò che dà senso e sapore alla vita.
Anche a Shit-City.

"... Anche io a volte ho calpestato la merda di cane in questa città, tu sai a me cara, e mi è sembrato chissà che tragedia... a volte ci ho anche sguazzato, e tu lo sai bene, ma... in questi anni mi hai fatto capire che anche questa realtà, così sporca e puzzolente, ti fa cambiare la vita e e ti fa comprendere quanto vale! E... ora eccomi qui, davanti a un computer, contento di essere quello che sono (con i miei limiti), innamorato pazzo della vita e di questa realtà, mi ritengo molto fortunato di questo e... di averti conosciuto! GRAZIE"

Non ci sono regali migliori di questi...

3 milioni di ore

Il giorno del tuo compleanno devi fare finta di essere dispiaciuto di un altro anno passato. Tutti scherzano su questo e tu di rimando stai il gioco. Fa parte della commedia umana.
Ma quando esci dalla parte, ti fermi e pensi che va bene così e che quello è esattamente ciò che vuoi: 31 anni (= 372 mesi = 135.780 giorni = 3.258.720 ore). Di questi 3 milioni di ore fai un bilancio. Ne trovi molte belle, molte brutte, molte entusiasmanti, molte deprimenti, molte allegre, molte tristi, molte felici, molte dolorose... e non sai per quale ignoto motivo non ne cancelleresti nessuna, perchè ciascuna è un dono e in qualche modo cancelleresti una parte di te... Forse vorresti cancellare solo quelle nelle quali hai fatto male a qualcuno, quelle in cui non hai saputo chiedere scusa, quelle in cui non hai saputo dare l'affetto che potevi... Ma anche quelle sono servite a capire che da solo il bene non sai farlo... E allora chiedi aiuto. E allora ringrazi. E allora ricominci.

giovedì 1 maggio 2008

S.H.I.T City

Gone baby gone: un film da non perdere...
video

Traduzione dello spezzone:

"La città può essere difficile.
Quando ero bambino chiesi al mio sacerdote come potevo raggiungere il paradiso e proteggermi da tutto il male che c'è nel mondo.
Mi disse quello che Gesù disse ai suoi: vi mando come agnelli in mezzo ai lupi, siate prudenti come serpenti e semplici come colombe"