Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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lunedì 29 giugno 2009

Gli sposi più odiati dagli italiani...

L'anno prossimo al prof tocca far innamorare i suoi alunni di quel romanzo che tutti dicono di aver letto e che tutti odiano: I promessi sposi.

Tutti dicono di averlo letto perché a scuola (un luogo dove si impara ad odiare anche Dante...) se ne leggono dei pezzi e si passa più tempo a farne i riassunti che a leggerlo per intero. Eppure a leggerlo ci vorrebbe meno tempo. Ma si sa che oggi il mondo, e la scuola in testa, non punta alla realtà, ma alle sue interpretazioni, spesso antologiche...

Tutti dicono di odiarlo proprio per questo motivo: non l'hanno letto (e concedo che ci sono delle parti noiose, ma i ritmi del cinema Manzoni non li conosceva...).

Allora il prof se lo sta rileggendo.
Ed è una continua scoperta. Una meraviglia.

Leggete questo risveglio di don Abbondio e ditemi se don Abbondio non è dentro di noi, ogni mattina:

"Il primo svegliarsi, dopo una sciagura, e in un impiccio, è un momento molto amaro. La mente, appena risentita, ricorre all'idee abituali della vita tranquilla antecedente; ma il pensiero del nuovo stato di cose le si affaccia subito sgarbatamente; e il dispiacere ne è più vivo in quel paragone istantaneo. Assaporato dolorosamente questo momento, don Abbondio ricapitolò subito i suoi disegni della notte, si confermò in essi, gli ordinò meglio, s'alzò, e stette aspettando Renzo con timore e, ad un tempo, con impazienza" (cap.II)

domenica 28 giugno 2009

Di cigni e principesse

Ieri a cena da una coppia di cari amici. Meno che trentenni, con una splendida figlia.

Abbiamo letto ad alta voce la favola che il papà, avvocato rampante, ha scritto per la figlia in occasione del compleanno della piccola. Sì, il papà ha confezionato un libretto di poche pagine con una favola inventata, che ha come protagonisti una bambina e il suo papà in un'avventurosa ricerca su un'isola deserta.
Ho prestato voce e teatralità alla lettura. La bimba era ipnotizzata, irretita, spalancata alla storia che ascoltava per l'ennesima volta, ma da una voce diversa.

Il papà mi ha confidato che usa spesso le storie per educare la figlia. Là dove un discorso teorico non funziona, basta inventare una favola in cui c'è una bambina che ha un difetto che la figlia deve superare e farne vedere, narrativamente, gli effetti. Le conseguenze sono immediate: la bimba dalla mattina successiva si impegna a cambiare.

A tavola abbiamo poi giocato ad inventare una storia che a turno - papà, mamma, bimba e io - dovevamo portare avanti. Tra risate e un piatto e l'altro (buonissimi!) abbiamo raccontato una storia di coraggio, amore, pazienza, felicità. Insomma abbiamo inventato una storia con le domande fondamentali: quelle a cui da millenni non abbiamo risposta...

Nessuno troverà la favola da noi inventata su un qualche libro. Ma un giorno ci sarà una donna che ricorderà la favola della principessa trasformata in cigno da una strega invidiosa e salvata dal semplice contadino Federico: tanto semplice quanto generoso e audace, e depositario di un segreto che solo pochi possono permettersi di conoscere...

...come si trasformano i cigni in principesse da sposare.

sabato 27 giugno 2009

Elogio della gentilezza

Un'amica mi ha raccontato che in queste giornate di canicola estiva le capita di fermarsi a offrire un passaggio a qualche anziana signora ferma sotto il sole ad una fermata del tram. Così per gentilezza, semplicemente perché è di strada. La guardano strano. Rifiutano.

Quando, in coda alla cassa, fa passare avanti chi dietro di lei ha solo un prodotto da pagare, la guardano con sospettoso stupore, tanto da farla sentire quasi in colpa...

Per strada si assiste a litigi violenti per nulla: un parcheggio, una sorpasso, un semaforo perso... Come fossimo ingabbiati in una gara l'uno contro l'altro, trasformato in un potenziale avversario della nostra grande corsa verso un traguardo che non c'è.

Non siamo più abituati alla gentilezza. La percepiamo come minaccia. Quali oscuri interessi nasconde quel gesto: una truffa, un pericolo, chissà...
Le relazioni sembrano avere come punto di partenza la paura. L'altro è un potenziale nemico, incapace di gesti disinteressati, di gratuita condivisione, in un'ottica di bene comune.

Shit City decisamente non ama la gentilezza, o non la sa più ospitare.
Sorridere ad un passante che ti incrocia è un gesto spudorato e non lo è alzare il dito medio a chi ti taglia la strada.

Sarà la crisi, saranno i telegiornali, non lo so... ma Shit City ha troppa paura.
Anche di essere gentile.

giovedì 25 giugno 2009

Dio non c'è, Dio non mi vuole

Di ritorno dalla mia fuga mediterranea ho trovato una mail che diceva semplicemente:

"Dio non c'è, Dio non mi vuole"

Perché facciamo così fatica a trovare chi è più intimo a noi di noi stessi?
Perché non riusciamo a percepire colui che conosce la nostra oscurità e solitudine meglio di noi stessi e la ama più di noi stessi?
Perché noi che a tutti i costi vogliamo amare non troviamo l'Amore?

Un amore cresce solo se gli diamo spazio e tempo.
E la solitudine del silenzio che non riusciamo a sopportare è la porta dietro cui si nasconde Dio.

Dio non solo c'è. Dio c'è per me.
Dio non solo mi vuole. Dio mi vuole bene.

Ma come in ogni amore ci vuole il coraggio di dire: metto la mia vita nelle tue mani.
Ci vuole il coraggio di sostare davanti a quella porta e bussare.

venerdì 19 giugno 2009

Prof in fuga

Il prof ha bisogno di staccare qualche giorno e rifugiarsi, in buona compagnia, su un'isola sperduta del Mediterraneo...

Ci si rivede il 25 giugno.

Più belli e abbronzati...

giovedì 18 giugno 2009

Consegna delle pagelle

Oggi si è consumato il delitto...


"Cosa sono questi voti???"

mercoledì 17 giugno 2009

Maturità è un elemento imprescindibile...

Da una mail di una collega conosciuta tramite il blog, dedicata a tutti i maturandi, in questo momento di sofferenza...

"Volevo chiederti se scriverai qualcosa sulla maturità. Mi par di capire che lavori solo al biennio, ma l'ansia è tanta per i maturandi e molti, fra una pausa di studio e l'altra, cercano in Internet sollievo alle proprie pene, peraltro digitando sempre e solo 'maturità'. Penso che la tua carica di ottimismo e buon umore potrebbe essere un buon viatico, perché non scrivi qualcosa anche per loro? Per esempio che nonostante il rigetto e la paura che credono di provare, poi la si ricorda per tutta la vita con nostalgia. Io ricordo la mia con nostalgia. Ricordo che mia mdare, insegnante elementare, aveva saputo in mattinata i titoli dei temi ed aveva previsto con precisione millimetrica (le mamme...) quale traccia avrei scelto io e quale mia sorella. Per partecipare al nostro supplizio -ma anche a quel momento così importante!- si era messa a scrivere il tema, a casa, per farci compagnia da lontano. Sono appena andata su eduscuola a vedere il titolo d'allora... mio Dio! E chi se lo ricordava? Neppure il titolo, mi è rimasto. Triste, vero? Avrei dovuto scrivermelo subito, tutto il tema, di ritorno a casa, per ricordo... e invece... Ricordo solo che dopo gli orali, tornando a casa, mi sentivo arrivata. C'era una chiesetta microscopica, lontana tra i campi di grano, lungo il ritorno. Amavo guardarla, era un quadro inglese... ricordo di averla guardata intensamente, quel giorno, volutamente fissando la memoria di quel momento in quell'elemento del paesaggio. Brunella Gasperini in un suo racconto -Non mettete l'olio al cancello, il più bel racconto che io abbia mai letto- scrive che ci sono i fantasmi del nostro passato, nei luoghi e nelle cose. Mi ha suggestionato a tal punto, questo pensiero, che quando torno in alcuni luoghi mi immagino di trovarci la me stessa di tanti anni fa, che non poteva pensare, nemmeno immaginare a quella che sono ora, che non avrebbe creduto che sarei ripassata di lì in un nuovo ruolo, con la consapevolezza di chi si trova adulto e pensa al sé di quando era adolescente. Quando passo per quella strada, al ritorno da scuola, a volte volgo lo sguardo a quella chiesetta e penso a me insegnante (!) e a me studentessa appena 'maturata', che ritornava a casa sua dopo aver chiuso per sempre una parentesi importante. E in quel momento in cui il presente ricorda il passato, in cui rivedi i tuoi vent'anni e ti mancano, è come sapere meglio chi sei stato e chi sei ora".

E voi che ricordi avete della vostra maturità?

martedì 16 giugno 2009

Il peso della firma

Firmiamo continuamente senza rendercene conto.

Queste sono le firme che non scorderò:

La mia prima giustificazione scolastica da diciottenne.

La correzione del primo compito da professore.

Il registro dei testimoni per il matrimonio di mio fratello.

Oggi: il contratto per il mio romanzo, che uscirà con Mondadori a gennaio.

Tutte queste firme le ricorderò, perché nome e cognome per esteso, al momento della firma, pesavano quanto la vita che c'era dietro. Pesa nel ricordo la vita che pesa.
Il nome e cognome pesano quando ci si prende delle responsabilità, cioè quando si risponde alle chiamate della vita con un bel: Eccomi! Sottoscrivo! Come durante l'appello a scuola...

Invece l'anonimato è, oltre che insostenibilmente leggero, troppo comodo e assai spesso mortifero... Un alunno che risponde all'appello poco convinto perderà quella giornata. Un amore che diventa anonimo muore.

Sarà per questo che alla fine della vita sarà consegnato a ciascuno un sassolino bianco con su scritto il proprio vero nome?

lunedì 15 giugno 2009

Decalogo del prof - V

Da un biglietto di un alunno ricevuto da un collega :


"La ringrazio per la pazienza e la gioia con le quali mi ha insegnato quest'anno"

Due qualità da non dimenticare nel nostro mestiere.

Ne approfitto per aggiungere due comandamenti al Decalogo del prof:

5) Sii paziente.

6) Sorridi

domenica 14 giugno 2009

Le eccessive piccolezze

A scuola finita, mi arriva un biglietto di ringraziamento per aver fatto leggere l'Odissea nella sua interezza. Una sfida che molti ritengono sproporzionata e che io ritengo proporzionatissima alla sete di bellezza e grandezza (anche se difficili da raggiungere) che alberga nel cuore di un quattordicenne. Sproporzionato è tutto ciò che educa il cuore al brutto, al piccolo, al meschino, al frammentario...
video

***
“Ma colla sperienza, (il giovane) trovandosi sempre in mezzo ad eccessive piccolezze, malvagità, sciocchezze, bruttezze ec. appoco appoco si avvezza a stimare quei piccoli pregi che prima spregiava, a contentarsi del poco, a rinunziare alla speranza dell'ottimo o del buono, e a lasciar l'abitudine di misurar gli uomini e le cose con se stesso” (G.Leopardi, Zibaldone, 256)

E lo dice Leopardi, che era pessimista, come ci hanno fatto credere a scuola...

venerdì 12 giugno 2009

Piccoli uomini e donne crescono

Ieri sera gelato con i miei alunni.
Dovreste vederli come sono eleganti. Per una pizza.
Si parla di tutto.
Dal gusto del gelato ai libri per le vacanze.
Dal colore che ha la notte al profumo dell'estate che comincia.
Dalla paura delle strade buie al colore della libertà.
Dovreste vederli affacciarsi dalla finestra del futuro, con gli occhi pieni di gioia.
Il loro cuore vibra, un cuore pieno di paure e incertezze, ma un cuore vivo.
Un anno di scuola si spegne nel letto di una notte che culla tutti questi cuori.
Oggi abbiamo tutti un anno.
Dovreste vederli.

giovedì 11 giugno 2009

Per chi suona la campanella?

Suona la campanella. L'ultima dell'anno. Finita.
Le aule si svuotano, aleggia nell'aria il profumo della vacanza e della libertà riconquistata. Ma anche il pesante alito della sconfitta, del fallimento di qualche alunno.
La campanella suona e annuncia un giudizio. Finale.
E il suo urlo inesorabile e metallico come la sirena del giudizio ispira la versione scolastica della famosa poesia di J.Donne "Nessun uomo è un'isola", che egli mi perdoni:

Nessun alunno è un'isola,
completo in se stesso;
ogni alunno è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
la scuola ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
Il fallimento di qualsiasi alunno mi sminuisce,
perché io ne sono parte.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campanella:
suona per te.

mercoledì 10 giugno 2009

Vivi ora le domande

Ultimo giorno di scuola.

Ho regalato ad ogni mio alunno un quadernetto di pagine bianche.
Le pagine bianche saranno riempite durante l'estate con ciò che ogni giorno non può e non deve essere dimenticato, perché ogni giorno contiene la quantità di realtà necessaria ad essere felici, ma troppo spesso non ce ne rendiamo conto.
Le pagine bianche erano precedute da queste parole:

Tu sei così giovane, così al di qua di ogni inizio, e io ti vorrei pregare quanto posso di aver pazienza verso quanto non è ancora risolto nel tuo cuore, e tentare di avere care le domande stesse come stanze serrate e libri scritti in una lingua molto straniera. Non cercare ora risposte che non possono venirti date perché non le potresti vivere. E di questo si tratta: di vivere tutto. Vivi ora le domande. Forse ti avvicinerai così, a poco a poco, senza avvertirlo, a vivere un giorno lontano, la risposta.
R.M.Rilke, Lettere ad un giovane poeta


Se le pagine restano bianche è la vita che lo resta...

martedì 9 giugno 2009

Estati indimenticabili

Il dialogo con la Lettricesedicenne del post del 7 giugno continua, alla mia domanda: "A che punto sei della tua ricerca?", così risponde:

"Che bella domanda! Sono ancora al 20%... di strada ne ho tanta da fare... ma, al contrario di tanti che arrivati a 50 anni ancora non sanno cosa faranno da grandi, almeno io so quello che mi piace, quello che mi affascina e mi appassiona.

Sono a un punto della mia ricerca in cui mi appassiona sentire parlare chi ha tanta cultura, vorrei averne anche io da vendere... E sto cercando di acquisirla.

Sono a un punto della mia ricerca in cui ho voglia di fare e scoprire cosa si nasconde dietro quelle attività che mi piacciono di più come recitare a teatro, cosa che faccio da 4 anni, e che ogni anno mi forma, mi stupisce, mi fa felice e mi arricchisce sempre di più.


Sono a un punto della mia ricerca in cui scopro ancora passioni che non pensavo di avere nascoste dentro di me, come la fotografia. E' un'emozione bellissima immortalare qualcosa che solo nella frazione di secondo in cui la catturi è in quello stato... perché si evolve continuamente; è bellissimo fotografare una persona che con un semplice movimento, una semplice espressione del viso ti sta trasmettendo un'emozione, la stessa che probabilmente arriverà a chi guarderà la foto.

Sono a un punto della mia ricerca in cui credo proprio che quest'estate non sarà solo relax e divertimento, ma sarà anche l'approfondimento di tutto quello che voglio sapere sulla fotografia, sul cinema, sul teatro...cose (teatro a parte) che quasi mai posso fare d'inverno.


Sarà un estate in cui divorerò più libri possibile, visto che finora non ho letto moltissimo, purtroppo... ma da poco ne ho capito la vera importanza (anzi, se ne hai qualcuno da consigliarmi, insieme a qualche film, mi saresti molto d'aiuto).


Insomma sono a un punto della mia ricerca in cui sono attirata da molte cose... un po' tutto è da vedere".

C'è un libretto prezioso, preziosissimo, come un diamante, di R.M.Rilke, dal titolo "Lettere ad un giovane poeta", che raccoglie le risposte del poeta ad un ragazzo che chiedeva al poeta consigli sulla sua possibile vocazione letteraria.
In una di queste lettere Rilke scrive al giovane poeta, che chiede risposte certe, che l'importante alla sua età non è avere le risposte giuste, ma le domande giuste.
Cara Lettricesedicenne la tua ricerca sta ponendo le domande giuste e ti aspetta un'estate indimenticabile di scoperte e magari risposte...

ps. questo blog lo fate voi, sempre di più. Grazie!

lunedì 8 giugno 2009

Sorprese di fine anno

Oggi l'aula si è trasformata in un antico palazzo greco. La classe divisa in 6 gruppi da 3 componenti doveva presentare tutta l'Odissea letta integralmente durante l'anno, in una specie di gara rapsodica di aedi moderni. Ogni gruppo doveva presentare agli altri, con l'ausilio di un power point 4 libri del poema e 3 aspetti da approfondire (un dio, un personaggio umano, un luogo). Oggi toccava ai primi tre gruppi.

Grande è stata la sorpresa quando, al suono della campana di inizio, due colleghi (di altre classi!) si sono presentati per ascoltare. Un collega di italiano del triennio, che, nonostante la sua esperienza e cultura (traduttore dell'opera omnia di Tacito per una nota casa editrice, per dirne una...) se ne è stato seduto tra i ragazzi ad ascoltare, ringraziandoli alla fine. Una collega americana, insegnante di inglese, incuriosita dalla versione italiana del cosiddetto "cooperative learning", un metodo didattico (molto in uso nel suo paese) che porta i ragazzi a lavorare in gruppo e imparare in modo più partecipato e coinvolgente della tipica lezione o interrogazione frontale.
Quando la scuola è viva le porte sono aperte e i colleghi diventano comunità, come i ragazzi.
E benchè sia uno degli ultimi giorni di scuola è uno dei regali più belli...

domenica 7 giugno 2009

Il tempo per guardarsi dentro

Ho ricevuto una mail da una sedicenne lettrice del blog, ne pubblico un pezzo che mi è servito a riflettere:


(...) La vita, almeno per me, è ANCHE riflettere su ogni suo aspetto, senza tralasciare nulla, neanche un minimo gesto, per quanto sia possibile: questo è un po' anche quello che fai nel tuo blog, che trasuda di pensieri, sensazioni, che porge l'orecchio a chiunque abbia qualcosa da dire. Un'altra sensazione che questo blog mi ha trasmesso, anche se non detto esplicitamente, è che nella vita bisogna farsi largo. Io ho 16 anni, più o meno come i ragazzi a cui insegni credo, e posso dirti (anche se penso che tu lo sappia già) che spesso noi ragazzi siamo convinti che il nostro "compito" sia soltanto quello di divertirsi, di studiare non per il bisogno di CRESCERE e SAPERE, ma per OBBLIGO! Io so che non è così: gli obiettivi anche a quest'età si devono conquistare... e per "obiettivi" non intendo voti, promozioni, permessi e cose simili, ma ogni gesto teso a farsi strada, a realizzare ciò che interessa veramente, perché niente cade dal cielo. Non sono solo i grandi a doversi fare in quattro, giacché noi giovani le passioni le abbiamo, eccome (!)... forse un po' nascoste, forse ancora da scoprire, ma le abbiamo… e il nostro compito primario dovrebbe essere quello di coltivarle già da ora, con una visione a 360°. Spesso però, purtroppo, presi dalla routine, ci dimentichiamo di averle queste passioni, ed è un male… ci limitiamo a fare ciò che ci chiedono di fare e, soprattutto, controvoglia. Manca il tempo di guardarsi dentro, ma dobbiamo farlo… ancora prima di un compito per casa, della palestra, della versione da tradurre. Forse i libri sono importanti anche per questo, perché, tra i tanti benefici, ti danno gli spunti per guardarti dentro...

venerdì 5 giugno 2009

10...9...8...7...6...

C'è chi conta i giorni che mancano alla fine della scuola. C'è chi addirittura conta le ore o i minuti che mancano. Lo fanno tutti: alunni e prof. Tutti fanno il conto alla rovescia. Come se la vita vera cominciasse l'ultimo giorno di scuola. C'è qualcosa di strano in questo. Qualcosa che non mi convince del tutto e che appartiene a un mondo in cui i giorni della settimana esistono come attesa del week end, che poi inesorabilmente lascia più stanchi di come ci si è arrivati. C'è sempre un conto alla rovescia, per una vita più vera, che però poi magari non arriva. E ricomincia il conto alla rovescia. Forse si tratta di controllare la rotta, prima di essere delusi dall'ennesima partenza... o godersi un po' di più la bellezza del non plus ultra quotidiano.

ps. sia chiaro che anche io sono un tifoso delle vacanze e del riposo, ma inteso come cambio di occupazione. Finalmente avrò più tempo per dedicarmi a persone e cose che amo.

mercoledì 3 giugno 2009

Un anno di film

Mi chiedo come mai a scuola non si insegni - accanto alla letteratura - anche il cinema. In un'epoca che si nutre di immagini, imparare a decodificarle mi sembra assolutamente indispensabile. L'anno scolastico che si spegne è stato caratterizzato dalla visione periodica di film, che si aggiungevano ai compiti per casa. Film che costituissero argomento di dibattito in classe, a scuola, in famiglia, film che ampliassero i punti di vista su un certo tema, film semplicemente belli che arricchissero l'orizzonte di possibilità che la vita offre o nasconde, film che educassero il gusto. Così in 200 giorni di scuola i miei alunni hanno guardato 15 film (a casa, ripeto, non in classe!) che altrimenti non avrebbero visto.
Li elenco in ordine di apprezzamento da parte dei ragazzi:

1) The Truman Show
2) Ragione e sentimento
3) A Beautiful Mind
4) La musica nel cuore
5) Neverland
6) Stardust
7) Scoprendo Forrester
8) Les Choristes
9) Mi chiamo Sam
10) Family Man
11) Cielo d'ottobre
12) Gattaca
13) S1mOne
14) Fratello dove sei?
15) Lo scafandro e la farfalla

lunedì 1 giugno 2009

Linea d'ombra

Da una delle presentazioni di libri di un alunno durante "La sagra del libro", una parte del compito consisteva nello scegliere un passo del libro letto e commentarlo:

Uno chiude dietro di sé il cancelletto della fanciullezza ed entra in un giardino incantato. Là persino le ombre rilucono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha un suo fascino. E non perché sia una terra tutta da scoprire. Si sa bene che l’umanità tutta l’ha percorsa in folla. E’ la seduzione della esperienza universale, da cui ci si attende una sensazione singolare o personale: un po’ di se stessi. Si procede riconoscendo i traguardi raggiunti dai nostri predecessori, eccitati e divertiti, accettando la buona e la cattiva fortuna insieme - le rose e le spine, come si dice - la variopinta sorte comune che tiene in serbo tante possibilità per chi le merita o, forse, per chi è fortunato. Sì. Si procede. E il tempo pure procede - finché si scorge di fronte a sé una linea d’ombra, che ci avverte che bisogna lasciare alle spalle anche la regione della prima gioventù.
J.Conrad, La linea d'ombra

"Ho scelto questo passo perché molto esemplificativo di quello che è l’adolescenza (fascia d’età alla quale appartengo): l’accidentato e meraviglioso anello di congiunzione tra l’infanzia, durante la quale si vive come trasognati in un giardino incantato, e l’età adulta, nel corso della quale si vive con piena consapevolezza di sé e del mondo circostante. Questo percorso avviene sulla scia di un lunga serie di consapevolezze, che si acquisiscono con la fermissima convinzione di essere i primi ad averle sperimentate nel corso della storia dell’Universo (da quelle inerenti le proprie azioni a quelle riguardanti la propria personalità, passando per alcune come quella dell’esistenza del Grande Mondo e della considerazione che la realtà esiste secondo molteplici punti di vista, fino alla consapevolezza di sapere cosa fare della propria vita) e che culminano con quel momento di suprema crisi, durante il quale ci si guarda indietro e non si vede che inutilità in tutto quanto fatto sino ad allora, in quella vita che ci appariva così normale e perfetta e si capisce che solo allontanandoci da quella vita si può proseguire in direzione della ricerca della felicità, ma al contempo si capisce anche che solo rompendo definitivamente con questa vita che ci è così comoda, solo oltrepassando il punto di non ritorno ci si può staccare da questo senso di vacuità per tentare di raggiungere la vera vita. Proprio perché ha saputo rendermi visibile ciò ho scelto questo passo". (L.B.)

La letteratura, indubbiamente, è un mezzo straordinario per imparare ad ascoltarsi.
A ciascuno la sua "linea d'ombra" da valicare...