Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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domenica 2 maggio 2077

Lo spirito del blog: beginning with hope

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ps. la data del post? Il giorno dei miei 100 anni...
pps. questo post rimarrà sempre il primo, ma non ingannatevi il resto è aggiornato periodicamente.

giovedì 19 novembre 2009

Vitadaprof

Prof finalmente oggi pomeriggio posso giocare alla play!
E come mai?
Perché domani non abbiamo le sue materie...

***
Prof può suggerirmi un libro da leggere, ho finito quello che ci aveva assegnato!

***
Mentre spiego alcuni aspetti della vita di Manzoni, con l'ausilio di ritratti dell'autore.
Prof ma lei è uguale a Manzoni!

***

Prof lei ci disprezza!
Non è vero!
Sì prof, quando l'angolo destro della bocca si inarca verso l'alto...
Davvero?
Sì, è appena successo.
...

***
Prof lei dovrebbe leggere meno poesia... e guardare più spesso il grande fratello!

martedì 17 novembre 2009

Problema

A scuola si studiano I promessi sposi e La divina commedia.

I ragazzi odiano queste due opere.

E' un problema delle opere, della scuola o dei ragazzi?


domenica 15 novembre 2009

Immaturità

La quasi totalità delle incomprensioni con gli adolescenti deriva dalla dimenticanza. Dimentichiamo che le risposte raggiunte da adulti sono un risultato: il risultato di un processo che ha avuto inizio proprio nell'età di chi ci sta di fronte. E chissà quanta vita, dolore e lotta per raggiungere quel risultato. Poi però quando abbiamo le risposte, paradossalmente dimentichiamo tutta questa vita, dolore e lotta. Come uno che dimenticasse il sudore, l'acqua e il lavoro richiesti, perché l'albero che ha piantato anni prima producesse la mela che sta addentando adesso.
Chi ci sta di fronte allora diventa stupido.
Ma non è più stupido dire al seme contenuto nella mela che stiamo mangiando:
"Sei un immaturo!" ?

La verità è una storia, non un'istantanea.
Educare è ricordare.

venerdì 13 novembre 2009

Lavagne

A scuola si scrive con il gesso a dimostrazione del fatto che tutto ciò che insegniamo è polvere destinata ad essere cancellata (quasi) subito.
Come scrivere sulla sabbia. O nel vento.
Altrove bisogna scrivere.
Nei cuori: dove ciò che si scrive resta indelebile.
Sono quelle le lezioni che ricordo nitidamente, quelle in cui il mio cuore è diventato una lavagna.
Lì non arriva nessun cancellino.

domenica 8 novembre 2009

La musica nel cuore

Dedicato ai miei genitori che oggi compiono 44 anni di matrimonio.
A loro devo quello che so, ho e sono. Grazie!

sabato 7 novembre 2009

Stelle da supermercato


Sembra che adesso si possa comprare una stella per 200-300 euro e regalarla, con il suo nome, alla propria amata con tanto di certificato. Quando me lo hanno raccontato, mi sono documentato:  è vero, ci sono agenzie che fanno questo servizio.
L'amore romantico è il più grande affare economico della storia.
Ma il vero romantico sa che non è con i soldi che si comprano le stelle e quindi l'amore: ma con il desiderio.
"La vedi quella stella, lì in alto, quella che brilla cambiando colore?"
"Sì"
"Te la regalo: perché ti somiglia"
Il desiderio compra tutto. I soldi no.
E solo chi ci ama veramente accetta il nostro amore per quello che vorrebbe essere e non solo per quello che è, anche se a volte quello che è contraddice quello che vorrebbe essere.

giovedì 5 novembre 2009

Coerenza

Scusami Gesù, se ti togliamo dai muri. Ma è solo coerenza.
Fra poco ti scrosteremo anche dalla volta della Sistina e dall'abside della Cattedrale di Monreale, anche se sembri così bello. Ma la bellezza non è compatibile con la coerenza.
Aiutaci ora ad essere coerenti, Gesù.
Toglieremo le vacanze di Natale e quelle di Pasqua. Il ponte dei morti e quello dell'Immacolata.
Andremo a scuola tutti i giorni, anche la domenica, per dimenticarci che la tua Resurrezione ci consente di dormire fino a mezzogiorno una volta alla settimana e di mangiare un dolce, senza avere ragioni particolari per festeggiare.
Ti togliamo dai muri, perchè non solo ci offendi, ma sei diventato insignificante.
Liberiamo i nostri muri, finalmente!
E riempiamo i nostri palinsesti di grandi fratelli, perché tu di fraterno non hai più niente col tuo startene lì in croce senza fare nulla.

mercoledì 4 novembre 2009

AAA

Cercasi rifugio per prof affaticato.

Prezzi modici, buona cucina, vista mare.

lunedì 2 novembre 2009

Ai miei colleghi

Ecco alcuni passi di una bellissima lettera che una giovane docente ha scritto recentemente alla sua professoressa del liceo, dimostrando che tutto quello che seminiamo prima o poi darà frutto... Anche dopo 20 anni!

Cara professoressa X,    
       si ricorda di me? Sono Y.Z., sono stata sua alunna presso il Liceo Scientifico di *** se non ricordo male nell’anno ’88-’89.
Ho recuperato il suo indirizzo cercando in Internet: sapevo che spesso gli insegnanti figurano nelle pagine del sito della propria scuola nell’orario ricevimento e speravo di trovarla.
Se l’ho cercata è perché stamattina mi è successo un fatto curioso: ero in sala professori… ebbene sì! Appunto, anche io sono diventata professoressa di lettere! Già allora lo desideravo e lo progettavo, ne era al corrente?
Stamattina dunque avevo con me il libro di storia del Liceo in modo da approfondire la lezione; in questi anni avevo sempre usato quello di mia sorella, quando ne avevo bisogno, forse per questo non mi è mai capitata sotto mano la pagina che ho fotocopiato e che le invio. La guardi: è l’ultimo foglio di questa lettera. Fatto? Allora? Che effetto le fa? Non ricordavo più di averla ritratta; appena ho visto quello schizzo ho trovato divertente inviarglielo. E’ incredibile come passa il tempo, vero? Stamattina stavo preparando per i miei alunni quella pagina che vent’anni fa lei ha preparato per noi.       
Volevo gettare un ponte sopra il tempo.
A volte pare di avere bisogno di un messaggio dal passato per dare senso alle cose del presente ed ora so che da professori spesso non si vedono germogliare i semi che si piantano, che spesso si ha bisogno di un messaggero che ritorni a raccontarci, che ci dica che a qualcosa è servito. Eccomi qui. 
Io la ritraevo durante la lezione. Forse questo significa che non ero sempre concentrata sui concetti storici, ma probabilmente significa anche che per me lei era un punto di riferimento.      
Ricordo una verifica di Kafka in cui mi aveva dato 9; l’avevo preparata sul Guglielmino di quinta Liceo e quel voto mi aveva insegnato ad andare a fondo, a capire la letteratura, a cercare testi più approfonditi di quelli in uso. Ricordo che soffrivo di insonnia e un giorno avevo appoggiato la testa sul banco, lei girava tra di noi, avevo chiuso gli occhi e lei col libro aveva fatto la prova se fossi sveglia, facendo ridere la classe (anch’io avevo riso, non credo di aver mai più ceduto alla stanchezza in pubblico…). Ricordo un mio commento alla vigna di Renzo, anche quello apprezzato da lei, e che mi aveva insegnato il piacere dell’interpretazione critica di un testo letterario. Ricordo un’interrogazione di storia ben preparata e, in attesa del mio turno, durante l’interrogazione del compagno, ripreparata dal punto di vista formale-lessicale: 8 e mezzo, che mi aveva insegnato come la forma valorizzi il contenuto e come valga la pena di approfondire ulteriormente una preparazione già ritenuta buona.  
Ecco, torno per raccontarle alcuni semi che hanno dato i loro frutti, così, se lavorare a volte è difficile, potrà cercare qui un po’ di energia: dopo tutto, il nostro è un bellissimo lavoro, non è vero?   

Con affetto

martedì 27 ottobre 2009

Ma tu mi credi?


"Vede prof il problema non è avere qualcuno che mi ascolti. Se chiedo loro di parlare, mia madre mi ascolta, mio padre mi ascolta.
Il problema è avere qualcuno che mi creda"

Così oggi un ragazzo.

lunedì 26 ottobre 2009

Personaggi


Prof 2.0 si chiede se i suoi personaggi paghino regolarmente l'affitto o se gli abitino dentro a sbafo...

domenica 25 ottobre 2009

Zibaldino domenicale

"Ed ecco un’altra cosa che può sembrare strana, ma che è vera: nella trincea quotidiana in cui si svolge l’esistenza degli adulti non c’è posto per una cosa come l’ateismo. Non è possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono.

La sola scelta che abbiamo è su che cosa adorare. E forse la più convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare è che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finirà per mangiarvi vivo.

Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembrerà di non averne mai abbastanza. È questa la verità.

Adorate il vostro corpo e la bellezza e l’attrazione sessuale e vi sentirete sempre brutti. E quando i segni del tempo e dell’età si cominceranno a mostrare, voi morirete un milione di volte prima che abbiano ragione di voi.

Adorate il potere, e finirete per sentirvi deboli e impauriti, e avrete bisogno di avere sempre più potere sugli altri per rendervi insensibili alle vostre proprie paure.

Adorate il vostro intelletto, cercate di essere considerati intelligenti, e finirete per sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere scoperti [...]"

David Foster Wallace, Questa è l'acqua, Einaudi

sabato 24 ottobre 2009

Effetti collaterali

Così mi ha detto un amico:

Non c'è niente di meglio della fede per godersi la vita.

Ti godi le cose per quello che sono: mezzi; e quindi ne puoi fare a meno quando vogliono o quando vuoi. E se le perdi è per riaverle poi.
Ti godi le persone per quello che sono: persone; e quindi le ami come fossero Dio. E se le perdi e per riaverle poi.
Ti godi te stesso per quello che sei: una creatura; e quindi una fragilità riempita dalle forze di un Padre. E se ti perdi o ti sembra di esserti perduto e per riaverti, prima o poi.

E quando tu, le persone, le cose finiranno, ad aspettarti dietro la porta buia ci sarà Chi ti stava aspettando, per farti scoprire, a braccia aperte, che eri solo nell'anticamera della bellezza, della felicità, dell'amore.

E lì non c'è più niente da perdere.

giovedì 22 ottobre 2009

Irriverenza

L'Odissea comincia ad entrare nel sangue dei miei ragazzi di prima.

Il segno?

L'irriverenza.

Pisistrato diventa un incontinente Pipìstrato.
Essere un "procio" si trasforma in un appellativo per colui che scrocca la merenda di qualcun altro.
Ma quel che è peggio è quando il prof viene paragonato a Nestore, perché, come tutti vecchi, parla troppo...

Calvino diceva che i classici sono un rumore di fondo che accompagna il nostro muoverci nel mondo. Aveva ragione; e spesso l'irriverenza che li attualizza liberamente e non li idolatra, come fossero divinità, ne è il segno migliore.

lunedì 19 ottobre 2009

La Baia del Silenzio

La Baia del Silenzio non è un posto dove ambientare una favola, perché è una favola essa stessa: un piccolo gioiello di mare e sabbia incastonato tra le coste liguri di una cittadina nota come Sestri.

Seduto sulla sabbia puoi sorseggiare il tuo cappuccino, sapientemente preparato da un personaggio omerico: Angelo, il gestore del Bistrò che si affaccia sulla spiaggia. Angelo è un narratore naturale, che quando rientra in barca dalle sue scorribande di pesca esclama: "il mare è ricchezza". Per lui ricchezza è la moglie, della quale parla come fosse perfetta. Per lui ricchezza sono i tre figli, dei quali parla come fossero perle preziose.

La Baia del Silenzio è uno di quei rari posti in cui il silenzio diventa percepibile.

Ci sono cose che diamo per scontate, ma sono le più importanti, solo che raramente diventano percepibili: l'aria e il silenzio. Nell'aria galleggiamo e respiriamo; nel silenzio pronunciamo parole sensate.

La Baia del Silenzio rende percepibile il dato di partenza: il silenzio. Senza silenzio non c'è parola che tenga. La stoffa delle cose è talmente evidente che non la vediamo più. In principio era il verbo, è vero; ma prima del principio del tempo, assolutamente prima, fuori dal tempo, era un silenzio meraviglioso, che preparava la parola.

Come due innamorati che si fissano e al loro silenzio non va aggiunto altro.

La tazzina di destra, quella dietro al libro, è la mia.
Era piena di silenzio. L'ho bevuto tutto.

venerdì 16 ottobre 2009

Il prof torna alunno

Prof 2.0 si ritira per un week-end di pace in località segreta. Porta con sé le prime 100 pagine (di 250) del romanzo rivedute e corrette dagli editor di Mondadori. Ha bisogno di pace non solo per concentrarsi sulle possibili modifiche da fare, ma per ritornare alunno...

Dai tempi del liceo non gli capitava che qualcuno gli correggesse la punteggiatura.

Dopo questo week-end avrà più misericordia per i suoi alunni...

giovedì 15 ottobre 2009

I prof sono come l'acqua

La sostanza della scuola sono i professori.

Aristotelicamente la sostanza è ciò che fa sì che una cosa sia ciò che è: l'essenza.
Detto in altre parole la sostanza dell'albero è ciò che fa sì che un melo, un pero, un ciliegio, una quercia e una sequoia siano alberi, benché abbiano aspetti (accidenti) che li differenziano ai nostri occhi.
La sostanza della scuola (pubblica, privata, pubblica-non-statale, straniera...) sono i professori, al plurale. La scuola è scuola per la relazione tra i professori.
Ve lo dimostro:

1) Oggi sono stato a pranzo con un collega di filosofia e storia con il quale vogliamo costruire un progetto che porti a insegnare al triennio filosofia e letteratura di pari passo, passando attraverso il cinema. E mi ha anche offerto la pizza.

2) Oggi ho preso un tè con una collega americana con la quale abbiamo indetto "il tè inglese". Non perché il tè lo sia, essendo lei americana e il locale milanese, ma perché facciamo un'ora di "conversation in english", mentre sorbiamo un tè, che le offro io (almeno quello...). La "conversation" è aperta a tutti i colleghi che desiderino unirsi per sgranchire la loro "fluency".

Relazioni in cui ciascuno dona all'altro quello di cui l'altro ha bisogno: gratuitamente (anche la pizza o il tè).

La sostanza della scuola sono i professori, o meglio, la qualità delle loro relazioni, dalla quale scaturisce il tono di ogni altra relazione: con gli alunni e con i genitori.
Altrimenti non c'è scuola, ma gente che si trova più o meno nei medesimi orari tra le stesse mura.

I prof sono come l'acqua: una relazione. Nessuno si è mai dissetato con un atomo di ossigeno e due di idrogeno separati...

martedì 13 ottobre 2009

Epica scolastica

Quando alle 14 suona la campana, loro escono.
Tu rimani solo in aula, con l'eco dei loro saluti tintinnanti che ancora rotolano contro le pareti.
Arrivederci prof!
Qualche segno sul registro per relegare la burocrazia a ciò che si merita: il tempo di recupero.
I banchi sono vuoti, scomposti quel tanto che basta a farli sentire ancora vivi della vita indomita di chi li ha occupati per sei ore.
Tu li guardi: sineddoche di un altro giorno di scuola finito, come lo sono i remi inerti per la nave.
C'è silenzio. Un silenzio riempito da un'eco profonda, che rimbomba quasi più forte delle loro voci, delle loro risa, delle loro paure.
Un'aula vuota subito dopo le lezioni non appartiene all'elegia. Non ha malinconia.
Appartiene al genere epico. Quel che resta in aula sono i segni di una vittoria.
Una battaglia è stata vinta, ma la guerra è ancora lunga.
La scuola è epos, come l'Iliade e l'Odissea.

domenica 11 ottobre 2009

Validation

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