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Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?
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domenica 2 maggio 2077
Lo spirito del blog: beginning with hope
pps. questo post rimarrà sempre il primo, ma non ingannatevi il resto è aggiornato periodicamente.
giovedì 2 luglio 2009
My school is cool
Non è ancora l'alba. La città è immersa nel silenzio quasi notturno. Senza fare rumore il prof fa una scappata a Londra con un gruppo di colleghi di scuola per preparare il viaggio dell'anno prossimo con i ragazzi.Andiamo a conoscere i prof della scuola con cui faremo il gemellaggio e a girare la città ipotizzando itinerari di visita culturale e non solo...
mercoledì 1 luglio 2009
A immagine e somiglianza di chi?
Il sosia ufficiale italiano di Michael Jackson si chiama Marco Ricci, 39 anni, romano, nella vita di tutti i giorni fa l'infermiere. Per diventare uguale al suo idolo s'è sottoposto a tredici interventi di chirurgia estetica. Adesso che Jackson è morto, ha detto al Tg5, non sa cosa farà in futuro.Non avrai altro Dio all'infuori di me.
E la cosa che più mi rattrista di tutta questa vicenda è che l'idolo, come accade a tutti gli idoli, è stato divorato dai suoi adoratori, in un banchetto che prevedeva ben 50 nuovi concerti...
"Avere amici è difficile. A volte esco da solo di notte sperando di incontrare qualcuno con cui parlare"Michael Jackson, 2003
lunedì 29 giugno 2009
Gli sposi più odiati dagli italiani...
L'anno prossimo al prof tocca far innamorare i suoi alunni di quel romanzo che tutti dicono di aver letto e che tutti odiano: I promessi sposi.Tutti dicono di averlo letto perché a scuola (un luogo dove si impara ad odiare anche Dante...) se ne leggono dei pezzi e si passa più tempo a farne i riassunti che a leggerlo per intero. Eppure a leggerlo ci vorrebbe meno tempo. Ma si sa che oggi il mondo, e la scuola in testa, non punta alla realtà, ma alle sue interpretazioni, spesso antologiche...
Tutti dicono di odiarlo proprio per questo motivo: non l'hanno letto (e concedo che ci sono delle parti noiose, ma i ritmi del cinema Manzoni non li conosceva...).
Allora il prof se lo sta rileggendo.
Ed è una continua scoperta. Una meraviglia.
Leggete questo risveglio di don Abbondio e ditemi se don Abbondio non è dentro di noi, ogni mattina:
"Il primo svegliarsi, dopo una sciagura, e in un impiccio, è un momento molto amaro. La mente, appena risentita, ricorre all'idee abituali della vita tranquilla antecedente; ma il pensiero del nuovo stato di cose le si affaccia subito sgarbatamente; e il dispiacere ne è più vivo in quel paragone istantaneo. Assaporato dolorosamente questo momento, don Abbondio ricapitolò subito i suoi disegni della notte, si confermò in essi, gli ordinò meglio, s'alzò, e stette aspettando Renzo con timore e, ad un tempo, con impazienza" (cap.II)
domenica 28 giugno 2009
Di cigni e principesse
Ho prestato voce e teatralità alla lettura. La bimba era ipnotizzata, irretita, spalancata alla storia che ascoltava per l'ennesima volta, ma da una voce diversa.
Il papà mi ha confidato che usa spesso le storie per educare la figlia. Là dove un discorso teorico non funziona, basta inventare una favola in cui c'è una bambina che ha un difetto che la figlia deve superare e farne vedere, narrativamente, gli effetti. Le conseguenze sono immediate: la bimba dalla mattina successiva si impegna a cambiare.
A tavola abbiamo poi giocato ad inventare una storia che a turno - papà, mamma, bimba e io - dovevamo portare avanti. Tra risate e un piatto e l'altro (buonissimi!) abbiamo raccontato una storia di coraggio, amore, pazienza, felicità. Insomma abbiamo inventato una storia con le domande fondamentali: quelle a cui da millenni non abbiamo risposta...
Nessuno troverà la favola da noi inventata su un qualche libro. Ma un giorno ci sarà una donna che ricorderà la favola della principessa trasformata in cigno da una strega invidiosa e salvata dal semplice contadino Federico: tanto semplice quanto generoso e audace, e depositario di un segreto che solo pochi possono permettersi di conoscere...
...come si trasformano i cigni in principesse da sposare.
sabato 27 giugno 2009
Elogio della gentilezza
Un'amica mi ha raccontato che in queste giornate di canicola estiva le capita di fermarsi a offrire un passaggio a qualche anziana signora ferma sotto il sole ad una fermata del tram. Così per gentilezza, semplicemente perché è di strada. La guardano strano. Rifiutano.Per strada si assiste a litigi violenti per nulla: un parcheggio, una sorpasso, un semaforo perso... Come fossimo ingabbiati in una gara l'uno contro l'altro, trasformato in un potenziale avversario della nostra grande corsa verso un traguardo che non c'è.
Non siamo più abituati alla gentilezza. La percepiamo come minaccia. Quali oscuri interessi nasconde quel gesto: una truffa, un pericolo, chissà...
Le relazioni sembrano avere come punto di partenza la paura. L'altro è un potenziale nemico, incapace di gesti disinteressati, di gratuita condivisione, in un'ottica di bene comune.
Shit City decisamente non ama la gentilezza, o non la sa più ospitare.
Sorridere ad un passante che ti incrocia è un gesto spudorato e non lo è alzare il dito medio a chi ti taglia la strada.
Sarà la crisi, saranno i telegiornali, non lo so... ma Shit City ha troppa paura.
Anche di essere gentile.
giovedì 25 giugno 2009
Dio non c'è, Dio non mi vuole
Di ritorno dalla mia fuga mediterranea ho trovato una mail che diceva semplicemente:"Dio non c'è, Dio non mi vuole"
Perché facciamo così fatica a trovare chi è più intimo a noi di noi stessi?
Perché non riusciamo a percepire colui che conosce la nostra oscurità e solitudine meglio di noi stessi e la ama più di noi stessi?
Perché noi che a tutti i costi vogliamo amare non troviamo l'Amore?
Un amore cresce solo se gli diamo spazio e tempo.
E la solitudine del silenzio che non riusciamo a sopportare è la porta dietro cui si nasconde Dio.
Dio non solo c'è. Dio c'è per me.
Dio non solo mi vuole. Dio mi vuole bene.
Ma come in ogni amore ci vuole il coraggio di dire: metto la mia vita nelle tue mani.
Ci vuole il coraggio di sostare davanti a quella porta e bussare.
venerdì 19 giugno 2009
Prof in fuga
giovedì 18 giugno 2009
mercoledì 17 giugno 2009
Maturità è un elemento imprescindibile...
Da una mail di una collega conosciuta tramite il blog, dedicata a tutti i maturandi, in questo momento di sofferenza...
martedì 16 giugno 2009
Il peso della firma
Firmiamo continuamente senza rendercene conto.
La mia prima giustificazione scolastica da diciottenne.
La correzione del primo compito da professore.
Il registro dei testimoni per il matrimonio di mio fratello.
Oggi: il contratto per il mio romanzo, che uscirà con Mondadori a marzo.
Tutte queste firme le ricorderò, perché nome e cognome per esteso, al momento della firma, pesavano quanto la vita che c'era dietro. Pesa nel ricordo la vita che pesa.
Il nome e cognome pesano quando ci si prende delle responsabilità, cioè quando si risponde alle chiamate della vita con un bel: Eccomi! Sottoscrivo! Come durante l'appello a scuola...
Invece l'anonimato è, oltre che insostenibilmente leggero, troppo comodo e assai spesso mortifero... Un alunno che risponde all'appello poco convinto perderà quella giornata. Un amore che diventa anonimo muore.
Sarà per questo che alla fine della vita sarà consegnato a ciascuno un sassolino bianco con su scritto il proprio vero nome?
lunedì 15 giugno 2009
Due qualità del mestiere
Da un biglietto di un alunno ricevuto da un collega :
"La ringrazio per la pazienza e la gioia con le quali mi ha insegnato quest'anno"
Due qualità da non dimenticare nel nostro mestiere.
Ne approfitto per aggiungere due comandamenti al Decalogo del prof:
5) Sii paziente.
6) Sorridi
domenica 14 giugno 2009
Le eccessive piccolezze
E lo dice Leopardi, che era pessimista, come ci hanno fatto credere a scuola...
venerdì 12 giugno 2009
Piccoli uomini e donne crescono
Ieri sera gelato con i miei alunni.Dovreste vederli come sono eleganti. Per una pizza.
Si parla di tutto.
Dal gusto del gelato ai libri per le vacanze.
Dal colore che ha la notte al profumo dell'estate che comincia.
Dalla paura delle strade buie al colore della libertà.
Dovreste vederli affacciarsi dalla finestra del futuro, con gli occhi pieni di gioia.
Il loro cuore vibra, un cuore pieno di paure e incertezze, ma un cuore vivo.
Un anno di scuola si spegne nel letto di una notte che culla tutti questi cuori.
Oggi abbiamo tutti un anno.
Dovreste vederli.
giovedì 11 giugno 2009
Per chi suona la campanella?
Suona la campanella. L'ultima dell'anno. Finita.Le aule si svuotano, aleggia nell'aria il profumo della vacanza e della libertà riconquistata. Ma anche il pesante alito della sconfitta, del fallimento di qualche alunno.
La campanella suona e annuncia un giudizio. Finale.
E il suo urlo inesorabile e metallico come la sirena del giudizio ispira la versione scolastica della famosa poesia di J.Donne "Nessun uomo è un'isola", che egli mi perdoni:
Nessun alunno è un'isola,
completo in se stesso;
ogni alunno è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
la scuola ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
Il fallimento di qualsiasi alunno mi sminuisce,
perché io ne sono parte.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campanella:
suona per te.
mercoledì 10 giugno 2009
Vivi ora le domande
Tu sei così giovane, così al di qua di ogni inizio, e io ti vorrei pregare quanto posso di aver pazienza verso quanto non è ancora risolto nel tuo cuore, e tentare di avere care le domande stesse come stanze serrate e libri scritti in una lingua molto straniera. Non cercare ora risposte che non possono venirti date perché non le potresti vivere. E di questo si tratta: di vivere tutto. Vivi ora le domande. Forse ti avvicinerai così, a poco a poco, senza avvertirlo, a vivere un giorno lontano, la risposta.R.M.Rilke, Lettere ad un giovane poeta
Se le pagine restano bianche è la vita che lo resta...
martedì 9 giugno 2009
Estati indimenticabili
Il dialogo con la Lettricesedicenne del post del 7 giugno continua, alla mia domanda: "A che punto sei della tua ricerca?", così risponde:
"Che bella domanda! Sono ancora al 20%... di strada ne ho tanta da fare... ma, al contrario di tanti che arrivati a 50 anni ancora non sanno cosa faranno da grandi, almeno io so quello che mi piace, quello che mi affascina e mi appassiona.
Sono a un punto della mia ricerca in cui mi appassiona sentire parlare chi ha tanta cultura, vorrei averne anche io da vendere... E sto cercando di acquisirla.
Sono a un punto della mia ricerca in cui ho voglia di fare e scoprire cosa si nasconde dietro quelle attività che mi piacciono di più come recitare a teatro, cosa che faccio da 4 anni, e che ogni anno mi forma, mi stupisce, mi fa felice e mi arricchisce sempre di più.
Sono a un punto della mia ricerca in cui scopro ancora passioni che non pensavo di avere nascoste dentro di me, come la fotografia. E' un'emozione bellissima immortalare qualcosa che solo nella frazione di secondo in cui la catturi è in quello stato... perché si evolve continuamente; è bellissimo fotografare una persona che con un semplice movimento, una semplice espressione del viso ti sta trasmettendo un'emozione, la stessa che probabilmente arriverà a chi guarderà la foto.
Sono a un punto della mia ricerca in cui credo proprio che quest'estate non sarà solo relax e divertimento, ma sarà anche l'approfondimento di tutto quello che voglio sapere sulla fotografia, sul cinema, sul teatro...cose (teatro a parte) che quasi mai posso fare d'inverno.
Sarà un estate in cui divorerò più libri possibile, visto che finora non ho letto moltissimo, purtroppo... ma da poco ne ho capito la vera importanza (anzi, se ne hai qualcuno da consigliarmi, insieme a qualche film, mi saresti molto d'aiuto).
Insomma sono a un punto della mia ricerca in cui sono attirata da molte cose... un po' tutto è da vedere".
Cara Lettricesedicenne la tua ricerca sta ponendo le domande giuste e ti aspetta un'estate indimenticabile di scoperte e magari risposte...
ps. questo blog lo fate voi, sempre di più. Grazie!
lunedì 8 giugno 2009
Sorprese di fine anno
Oggi l'aula si è trasformata in un antico palazzo greco. La classe divisa in 6 gruppi da 3 componenti doveva presentare tutta l'Odissea letta integralmente durante l'anno, in una specie di gara rapsodica di aedi moderni. Ogni gruppo doveva presentare agli altri, con l'ausilio di un power point 4 libri del poema e 3 aspetti da approfondire (un dio, un personaggio umano, un luogo). Oggi toccava ai primi tre gruppi.Quando la scuola è viva le porte sono aperte e i colleghi diventano comunità, come i ragazzi.
E benchè sia uno degli ultimi giorni di scuola è uno dei regali più belli...
domenica 7 giugno 2009
Il tempo per guardarsi dentro
Ho ricevuto una mail da una sedicenne lettrice del blog, ne pubblico un pezzo che mi è servito a riflettere:
(...) La vita, almeno per me, è ANCHE riflettere su ogni suo aspetto, senza tralasciare nulla, neanche un minimo gesto, per quanto sia possibile: questo è un po' anche quello che fai nel tuo blog, che trasuda di pensieri, sensazioni, che porge l'orecchio a chiunque abbia qualcosa da dire. Un'altra sensazione che questo blog mi ha trasmesso, anche se non detto esplicitamente, è che nella vita bisogna farsi largo. Io ho 16 anni, più o meno come i ragazzi a cui insegni credo, e posso dirti (anche se penso che tu lo sappia già) che spesso noi ragazzi siamo convinti che il nostro "compito" sia soltanto quello di divertirsi, di studiare non per il bisogno di CRESCERE e SAPERE, ma per OBBLIGO! Io so che non è così: gli obiettivi anche a quest'età si devono conquistare... e per "obiettivi" non intendo voti, promozioni, permessi e cose simili, ma ogni gesto teso a farsi strada, a realizzare ciò che interessa veramente, perché niente cade dal cielo. Non sono solo i grandi a doversi fare in quattro, giacché noi giovani le passioni le abbiamo, eccome (!)... forse un po' nascoste, forse ancora da scoprire, ma le abbiamo… e il nostro compito primario dovrebbe essere quello di coltivarle già da ora, con una visione a 360°. Spesso però, purtroppo, presi dalla routine, ci dimentichiamo di averle queste passioni, ed è un male… ci limitiamo a fare ciò che ci chiedono di fare e, soprattutto, controvoglia. Manca il tempo di guardarsi dentro, ma dobbiamo farlo… ancora prima di un compito per casa, della palestra, della versione da tradurre. Forse i libri sono importanti anche per questo, perché, tra i tanti benefici, ti danno gli spunti per guardarti dentro...
venerdì 5 giugno 2009
10...9...8...7...6...
ps. sia chiaro che anche io sono un tifoso delle vacanze e del riposo, ma inteso come cambio di occupazione. Finalmente avrò più tempo per dedicarmi a persone e cose che amo.









