Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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lunedì 21 luglio 2008

Shit City Hunt

In giro per Londra con quindicenni. Londra in questo periodo ha piu' italiani che inglesi. Due frammenti di conversazioni hanno investito Prof 2.0, provocandogli una certa amarezza, non puritana.

Un ragazzo chiede ad un altro in merito all'ambiente in cui si trova l'amico "C'è molta figa li'?" (traduzione silmultanea: ci sono molte ragazze belle?).

Un ragazzo, con voce entusiasta e invidiosa, racconta ad un altro, "Si è fatto una modella, una certa XY, vai a vedere le foto su internet" (il verbo farsi ricorda le dipendenze...).

Abbiamo trasformato il mondo degli adolescenti in una grande caccia. Non si parla piu' di storie d'amore, ma di prede e delle loro parti piu' prelibate...

La donna, una specie tutt'altro che protetta, paga per tutti...

6 commenti:

SilverSurfer ha detto...

Non solo le donne... anche gli uomini!
Prova ad ascoltare anche le conversazioni delle ragazze: la parità è stata raggiunta anche in questo aspetto!

isabel ha detto...

Io chiederei ai cacciatori se questo "nomadismo genitale" realizzi nel profondo le ansie del loro cuore, se li faccia sentire davvero più uomini.
Quanto alle prede, conosco la risposta. Il rituale prevede che, passato lo sballo (ammesso che ci sia) si pianga un giorno e di nuovo ci si faccia cacciare per non pensare, per non affrontare il vuoto. E qualcosa di spezza. Tutte le volte.
Il conto comunque lo si paga in due.
Il sesso che conosce chi ama è tutta un'altra faccenda...

bidibibodibibu ha detto...

Vi giro la domanda che mi pongo tutte le volte che sento questi discorsi ( e sono veramente tante ormai): i ragazzi dediti al "nomadismo genitale" riusciranno a diventare buoni padri e buone madri di famiglia? Non è che l'assuefazione allo sballo sessuale accecherà a tal punto da non riuscire a fargli più godere di quello dato dall'amore vero, dal sesso che conosce chi ama? riusciranno a riconoscere e proteggere il loro Amore?

SilverSurfer ha detto...

bidibibodibibu,
interessante domanda...!
Non credo che esista una risposta unica.
Ogni uomo ha la sua storia personale fatta di continue scelte più o meno azzeccate. Ma le certezze si ottengono solo alla fine della traiettoria percorsa.
C'è chi arriva alla maturità passando all'inizio attraverso un cammino più o meno lungo di superficialità.
Per contro, c'è chi dopo aver vissuto una giovinezza "moralmente ineccepibile" (magari solo per spirito di emulazione) si abbandona alla superficialità più per mera reazione che per convinzione.
Conclusione?
Secondo me non ce ne è una sola.
Il dilemma è sempre lo stesso: per capire più profondamente l'animo umano occorre essere sprofondati, anche momentaneamente, nell'abisso della perdizione o è necessario avere vissuto sempre impeccabilmente?
Personalmente sono contro ogni estremismo e non mi sento di sposare nessune delle due tesi.
La scelta migliore, comunque, dovrebbe essere di vivere la propria vita con la maggior convinzione possibile, senza stare a giudicare e a condannare il modo in cui la vivono gli altri.

Charles ha detto...

Caro Prof 2.0,

come al solito la tua acutezza coglie nel segno.

Il mero (e becero) piacere sessuale ha sostiuto il godimento profondo e passionale dell'amore.

Un po' come la golosità per soddisfare il palato ha sostituito il piacere di gustare un cibo per il bisogno di rifocillarsi dopo un meritato lavoro.

So di rivolgermi ad un blog frequentato da persone di intelligenza superiore ma, se i nostri discorsi qui scritti fossero letti dalla massa, molti ci riderebbero sopra, ritenendoci un gruppetto di arcaici repressi.

Anch'io constato quotidianamente che il lessico genitale ha avuto la meglio sull'italiano; forse di più che rispetto agli altri idiomi.

Non si dice più "hai coraggio!". Si dice "hai le palle!"

Non si dice più "Prestami attenzione". Si dice " c..ami". Che espressione schifosa! :-(

Non si dice più :"mi ha imbrogliato", ma: "me l'ha messo nel c..."

E gli esempi potrebbero seguire.

Non è semplice trasgressione. E' un nuovo stato mentale: superficiale (per rimanere sui posts precedenti), ristretto, ottuso e fuorviante.

Qualcuno ha voluto che si sviluppasse questa forma mentis alla "Zelig".
Perchè?
Molto, molto più facile da manipolare!

Il sistema è: "non pensare-divertiti-pensiamo noi per te-non avere scrupoli verso gli altri--ci siamo noi a dirti di chi e di cosa hai bisogno-non lavorare-evadi-non risparmiare-spendi e indebitati"

A chi mi rifersica con il "noi" sopra citato, mi riservo di spiegarlo una prossima volta.

Ha ragione anche silversurfer: anche le donne nelle loro conversazioni sono diventatre molto più materialistiche.
E, a differenza degli uomini, non guardano solo l'aspetto sessuale, ma anche quello reddituale.
L'amore? Un optional!

Bye,
Charles

Giorgio ha detto...

Caro Charles, sono pienamente d'accordo con te e sono in trepidante attesa della tua "prossima volta" in cui spiegherai chi sono coloro che manipolano, perchè almeno se sappiamo con chi abbiamo a che fare, possiamo combatterli meglio... penso sia ora di fare i "nomi". Cosa proponi per scardinare il sistema che hai descritto?