Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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giovedì 3 luglio 2008

Autenticità

Nella vita a poco a poco bisogna imparare a entrare in contatto con chi siamo veramente e liberarci delle maschere che l'esterno richiede o noi stessi ci imponiamo per diventare "accettabili". Scoprire chi siamo davvero e accettattarlo senza averne paura, in parte dipende da chi ci ama, in parte dipende dalla nostra capacità di amare noi stessi e accettarci come siamo. E forse poprio allora scopriamo di essere più amabili.
Amare è lasciarsi amare.

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11 commenti:

Laquintafiglia ha detto...

Il mondo spesso ci vuole stoici, impenetrabili, misteriosi, sempre sulla cresta dell'onda altrimenti ai suoi occhi diventi poco interessante e tristemente banale. Ma quando vai a fondo nelle anime delle persone scopri il disperato bisogno che hanno di autenticità, delle propria e di quella altrui, di onestà di sentimenti e di verità, ma non tutti sono disposti a lasciarsi andare ad essa per il rischio della ferita e della non accoglienza da parte dell'altro. Il prezzo di questa paura è l'involuzione della società e l'indurimento dei cuori. Quanto sarebbe bello se ci relazionassimo tutti con la massima autenticità e libertà, senza strategie e labirintiche sovrastrutture... Ne guadagneremo in salute e pace interiore..

Sorella Lost

Prof 2.0 ha detto...

Sottoscrivo e l'hai detto meglio di me.Grazie sorella!

paola ha detto...

Torno a chiedere (le domande sono rivolte all'autore del post quanto a chiunque abbia voglia e pazienza di rispondermi):perchè parli tanto spesso di autenticità? Credi/credete che ce ne sia poca in giro?

Paola A.

Prof 2.0 ha detto...

Ciao Paola, ben trovata. Non so se la gente leggerà il tuo invito essendo il post vecchio. Il tema mi sta a cuore perchè è un punto sensibile della crescita dei miei alunni e per questo rifletto e scrivo spesso al riguardo.

Laquintafiglia ha detto...

Io personalmente credo che ce ne sia poca e soprattutto nella generazioni più giovani a cui la televisione ha trasmesso il concetto che più sei bello, bravo, simpatico, ricco, ben vestito con le amcizie giuste e senza legami sentimentali forti di qualsiasi genere, più parli di cose futili e superficiali più sei accettato dagli altri....Mi capita spesso per la strada di vedere frotte di ragazzi e ragazze con lo stesso modo di vestire, parlare,camminare..E' possibile che abbiano tutti la stessa identica personalità?
Non penso che siano tutti così i ragazzi di oggi ma penso che a queste persone nessuno abbia mai chiesto guardandoli dritto negli occhi "Tu chi sei?" "Cosa ti piace?" "Per cosa vivi?"
Non mi sento completamente immune da questo modo di ragionare perché io stessa a volte rischio di farmi influenzare da ciò che sembra più accettato e vincente per gli altri..Ma alla fine essere autentici paga infinitamente di più

paola ha detto...

Non posso che essere assolutamente d'accordo con te, laquintafiglia e con te, prof.
Credo sia giusto riflettere e far riflettere su questo tema e che ne parli soprattutto chi, come te prof, riveste un ruolo anche di modello educativo nei confronti dei ragazzi... è solo che ci sono situazioni in cui l'essere se stessi può rimediare delusioni tanto più amare se inaspettata è l'"interpretazione" che l'altra persona dà all' autenticità che le si è proposta. Certo, ben vengano anche questi dolori se l'acquisto è una maggiore forza d'animo.
Sottoscrivo quindi anche io e fermamente l'idea già espressa di non rinunciare per alcun motivo alla condizione di trasparenza...
In realtà il mio era un piccolo sfogo in un momento "no", alla ricerca di conferme a quanto già non sapessi. Della serie "l'unione fa la forza"...

Paola A.

Laquintafiglia ha detto...

Credimi che anche io ho pagato caro l'essere autentica con le persone che mi circondano...Quindi le mie riflessioni celano alle spalle la mia personale esperienza e a volte mi chiedo se mascherandomi avrei sofferto meno...Ma alla fine mi rispondo che per quanto si possa soffrire questo dolore è di gran lunga preferibile ad una vita vissuta nella falsità

Sorella lost

paola ha detto...

Grazie delle tue parole Paola.

Prof 2.0 ha detto...

Brave le Paole del blog! Vi ascolto...

$ilviett@ ha detto...

So chi sono (almeno credo) e non mi piaccio, non mi amo. E non vedo perché qualcun altro dovrebbe farlo. Sono così anonima, così inutile. Vedo gli altri, tanto unici, tanto speciali. Il confronto non regge. Quindi continuo a essere sempre meno soddisfatta di me stessa. Se non mi amo non posso lasciarmi amare. Questo mi fa paura: non voglio rimanere sola sol perché non mi amo. Prof, la prego, mi dica cosa posso fare.

Prof 2.0 ha detto...

Come dicevo in un post recente: Dai tempo al tempo. rileggilo!