Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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domenica 18 gennaio 2009

Nonna 2.0

All'alba Nonna 2.0 è tornata tra le braccia di Dio.
Dopo anni di sofferenze dovute ad un ictus che l'aveva bloccata a letto.
Quanto amore ha suscitato la sua malattia! Quante cure ha richiesto la sua debolezza!
Lei che da ragazza faceva girare la testa ai ragazzi per la sua altezza ("altezza mezza bellezza!" ripeteva spesso orgogliosa) era ormai diventata piccola come una bambina. Lei che aveva una mente lucida fino alla pignoleria (prodigiosa nel fare i conti) negli ultimi tempi ripeteva spesso le stesse cose o le dimenticava nel giro di pochi secondi. Lei che era stata un'insegnante (e le devo parte del mio DNA) ci ha dato con la sua pazienza la lezione migliore.
Chi le è stata vicino (io purtroppo poco) sino all'ultimo l'amava così come era. Lei non sapeva né poteva fare più nulla. Eppure la amavamo di più. Ripeteva che non sapeva fare più nulla e faceva più di tutti.
Ancora una volta comprendo meglio come la famiglia sia il luogo in cui si è amati per quello che si è e non per quello che si fa. E il difendere e l'amare quello che si è sino alla fine è ciò che non solo fa grande una famiglia e la rende unita, ma è una fonte di amore capace di fare toccare il cielo ai componenti.
E la nonna "l'infinito mare dell'essere" non solo lo tocca, ma ci nuota dentro.
Nelle ultime ore ripeteva spesso: "Chiamami, Gesù".
Chi crede non muore, nasce due volte.

Nonna, adesso nuota libera, felice, per sempre.
Nonna (tu che eri insegnante come me), adesso proteggimi.

16 commenti:

antonella ha detto...

quanta tenerezza nelle tue parole..come la ricordi e continui a farla vivere..e quanto amore traspare!si certo che ti proteggera'..ancora di piu' se possibile..

Anonimo ha detto...

Mi dispiace...

Anonimo ha detto...

so cosa si prova...mi dispiace.

sghicio ha detto...

Caro omonimo mi ricorderò della tua nonna e della vostra famiglia!
un caro abbraccio.
sghicio

paola ha detto...

ti sono vicina e ti abbracio forte forte

isabel ha detto...

Sono vicina a te e alla tua famiglia...

Charles ha detto...

Non ho avuto il piacere di conoscere tua nonna.
Le tue semplici parole, cariche di affetto però, sono riuscite a darmi un'immagine toccante di lei.
Stai certo che ti proteggerà e che ti farà sentire ancora la sua presenza accanto a te.

Condoglianze sincere a te ed alla tua famiglia.

alunno virtuale ha detto...

L'amore dei nonni è la forma più gratuita e disinteressata di bene. Per chi crede l'Amore disinteressato, il sacrificio e il dolore hanno un senso.
ti sono vicino.
Un tuo alunno "virtuale"

Vanda ha detto...

Tutta la nostra famiglia ti è vicina!
Senz'altro la tua nonna /angelo ti proteggerà!

Prof 2.0 ha detto...

grazie a tutti

Screwball ha detto...

Ale, tu non c'eri, io ero lì. Dalle tue parole è come se ci fossi stato. E lei ha sentito le tue parole quando le hai parlato, uno dei rari momenti di lucidità... e ti ha pure risposto, a modo suo, perché a parlare non riusciva. Chi vive in una famiglia numerosa e pure cristiana sa non fare mancare tutto l'affetto e quello che serve, specialmente in questi periodi anche lunghi, che SERVONO per recuperare e anche per cambiare la propria vita. Per sentire l'affetto per cui non ti senti inutile e abbandonata. La nonna di cognome era Dolce (ed era parente dello stilista), e di carattere molto vivace... è tornata dolce come da bambina, e il suo è stato un dolce passaggio, direi quasi (se non fosse un gioco di parole un po' triste, pensando a tante altre nonne) una "morte dolce", secondo criteri terreni e secondo criteri divini. Al funerale c'era una valanga di gente, lei era l'ultima della fila, ma quei 12 nipoti che aveva fatto fatica a digerire (ma poi aveva cresciuto con la sua decisione e il suo caratterino) e i suoi due splendidi figli di amici ne hanno tanti. Qualche parente o amica, che era più giovane (relativamente) di lei, si è fatta mezza città in autobus per venire a visitarla, qualcuna di loro ha detto "anche se fossi morta io, sarei venuta"). Chi l'ha conosciuta sa che aveva dei difetti, io spero che al funerale non ci sia dimenticati di questo particolare, uno di questi era quello che proprio non riusciva a morire. Marta, con la sua infinita saggezza, si chiedeva se fosse immortale (!). Ale, io sono convinto che realmente adesso sia in cielo e ci aspetti. Negli ultimi mesi, di tutti diceva che erano molto buoni, suo marito in primis, che era morto quasi esattamente 21anni fa) e ci chiedeva: e io come sono, buona o cattiva? Lei che per la passione d'insegnare, eravamo negli anni 50, ma lei aveva iniziato a insegnare su e giù per le Madonie già a 21 anni, su improbabili corriere, e che appena mamma e lo zio andavano a scuola e suo marito al lavoro, di nascosto usciva per un insegnamento part-time di cui il nonno non seppe mai niente (o finse di non sapere, perché il nonno ci pigliava, eccome!). Voleva i suoi spazi, e alla fine i suoi spazi furono molto angusti. Negli ultimi giorni, VEronica, certe volte con i suoi intrugli e pozioni, non la lasciava un attimo, e siccome è molto dura, le diceva no adesso non muori, perché noi non ti vogliamo bene. Elisabetta le regolava la manopola dell'ossigeno (negli ultimi giorni, non più di 40 minuti, alternati), come se le desse carezze. Non diventicherò le sue lacrime al momento in cui ci ha lasciati. Lei, la giovane nipote dottoressa dalla pelle da ER (ma tu la chiami sex and the city, ed è anche vero).

beh, finisco questo pezzo di diario che forse ti aiuterà a pregare, come il tuo post ha aiutato tutti nella chiesa stracolma (lo so perché me l'hanno detto, l'università mi ha riportato a Roma la sera stessa). Hanno deciso che l'avrebbe letto il nipote più "duro" e la sorte è caduta su Fabrizio, che però pare si sia sciolto subito, ci credi? Non male per una nonna che, come dicevo io, era in anticipo sui tempi, e che forse non aveva agli inizi la stoffa di madre né di nonna ma quella di donna in carriera, quando le carriere non esistevano.
Io me la porto con me e spero sia viceversa pensando che tutti abbiamo il diritto davanti a Dio (un diritto che va bene inteso) di avere i nostri difetti e quello di esigere da lui di portarci in cielo.

Basta, sii tranquillo e tienila presente quando inizi le tue lezioni

il Grande Fratello

PS: prof. come al solito mi manca la sintesi...

Anonimo ha detto...

Posso solo dirti che della nonna 99enne che ho perso ormai vari anni fa porto nel cuore, oltre alla dolcezza, tante massime, alcune semplici (che c'è di meglio di un bicchier d'acqua), altre più profonde ("Che grevianza la guerra")che mi accompagneranno per sempre!
A voi vicino.
paolo

Prof 2.0 ha detto...

screwball: grazie per la tua mancanza di sintesi! mi ci voleva.

paolo: grazie.

$ilviett@ ha detto...

...non so che dire...in questi momenti ogni parola è superflua, perchè nessuno può veramente capire come stai, che cosa provi. Nemmeno chi ha passato ciò che stai passando tu. Perchè ognuno di noi vive il dolore in modo di verso, mai come lo vono gli altri. Questi momenti così difficili però sono per tutti caratterizzati da una malinconia, sofferenza. Spero veramente che lei, prof, riesca a superarli presto e che riesca a non lasciarsi travolgere dall'ondata di dolore che l'ha sommersa in questo periodo. Mi dispiace davvero...

Prof 2.0 ha detto...

grazie mille

Feliciana ha detto...

Grazie,
per le lacrime dolcissime che sono nate dalle tue parole e dalla grandezza dell'amore e del ricordo.
La Bellezza fa di questi meravigliosi schianti.