Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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martedì 2 dicembre 2008

Colloqui con i genitori

Nella scuola dove insegno c'è una stanza ampia e dai soffitti alti, rimessa da poco a nuovo. La musica classica accompagna sussurata il chiacchiericcio. Le pareti sono calde come i termosifoni. Sparsi per la stanza divani e poltrone vellutate: accoglienti anch'essi. Questa stanza è deputata ai colloqui con i genitori. Oggi era piena di genitori, per lo più mamme, e professori. In quella stanza trovi sempre persone che si prendono cura dei ragazzi, ciascuno nel suo ruolo, ma accomunati dal fine educativo. Mi chiedo spesso perché scorgo per lo più solo mamme. Solo le mamme educano i figli? O solo le mamme hanno il tempo di farlo? E i papà? I papà sono al lavoro, è vero. E perchè le mamme no? Ma quanto è efficace poter parlare con entrambi i genitori e quanto sono contenti i figli quando sanno che vengono sia mamma sia papà! E chissà perché i figli/alunni guardano con orrore a quella stanza: se entrassero la troverebbero piena di persone che si prendono cura di loro; di persone che cercano di aiutarli a crescere e migliorare, con tutto (almeno ci provano...) l'amore e la professionalità che possono. Forse la guardano giustamente con orrore, quando temono che in quella stanza si possa fingere o non dire la verità. Ma quella stanza è la più importante della scuola. In quella stanza si fanno le più grandi alleanze sul futuro: i giovani. Per questo è bella e calda, non certo solo per divani, pareti, termosifoni e musica di sottofondo: questi passano, l'amore no.

5 commenti:

Vanda ha detto...

Che sogno!Che meraviglia se fosse realmente così!
E perché non invitare in un secondo tempo anche l'allievo per un colloquio? (dico dopo perché certe cose è meglio non affrontarle con l'interessato,penso,per non farlo sentire troppo osservato e studiato)
Con mio marito andiamo insieme ai colloqui più importanti e lui va ,in genere a quelli più spinosi,per amore,anche se lui lavora ed io no.Tuttavia e nonostante ogni volta mi ripeto che ormai dovrei essere preparata alle prove più dure e ai colloqui peggiori,ecco che ogni volta esco piangendo e faccio fatica a ricucire i pezzi,ogni volta!!!
Possibile?
N.B.Naturalmente qualche insegnante che vale la pena di conoscere ne abbiamo incontrate!

Anonimo ha detto...

Egr. Prof 2.0, è effettivamente così? O si tratta di un sogno? L'unico ricevimento, diciamo normale, che io ricordi risale a qualche anno fa, quando ho parlato con tutto il corpo docente riunito per l'occasione, senza spintoni e turni improvvisati. Per il resto un dramma, incontro insegnanti che non conosco, che mi ricevono, se va bene due volte l'anno, non sono mai tutti presenti e, cosa ancor più grave, alcuni neanche sanno di chi stanno parlando. Sarebbe bellissimo se tutti gli insegnanti fossero come lei, io purtroppo, nella storia scolastica dei miei figli, ne ho incontrati, forse solo due. Mi dispiace sono molto amareggiata, forse io ho sbagliato le mie scelte, non lo so, però sicuramente nella scuola c'è qualcosa che non va come dovrebbe andare.

Prof 2.0 ha detto...

vanda: buona l'idea dell'invitare l'alunno nella seconda parte del colloquio. Mi piace. Grazie.

anonimo: capisco e condivido quello che dici. Ci sono scuole in cui l'attenzione alla persona è più centrale di altre. Ci sono prof che fanno il loro lavoro male. Ci sono prof a cui dei ragazzi non frega nulla. Ma perché genitori e figli si sono rassegnati a questo stato di cose? I genitori non possono costringerci a lavorare meglio?

Anonimo ha detto...

Egr.Prof. io mi sono rassegnata perchè è crollata la fiducia che avevo quando è iniziata l'avventura scuola per i miei figli. Io ingenuamente ho sempre creduto che l'insegnamento fosse una missione oltre che un lavoro (e ne sono tuttora convinta) e sempre ho sostenuto e difeso gli insegnanti di fronte ai figli, poi mi sono scontrata con la realtà. Inoltre per un profano, o un esterno, come lo si vuole chiamare, non è semplice capire chi è valido e chi no. Spesso gli insegnanti fanno muro, c'è un pò di complicità professionale o no? Diciamo che anche a scegliere una scuola ci vuole una buona dose di fortuna e non dovrebbe così. Oggi non mi va di lottare, mia figlia è all'ultimo anno, ed il passato ormai non lo posso più cambiare, ma se potessi tornare indietro, non mi accontenterei più di chiacchere e sorrisi, di professori sempre assenti, e non sostituiti per non appesantire il conto economico. Mi scusi lo sfogo, l'argomento è troppo vasto. Voglio concludere dicendo che sono capitata nel blog per caso, che l'ammiro e l'ho segnalata a mia figlia, spero che ogni tanto faccia una capatina qui. Un caro saluto.

Prof 2.0 ha detto...

anonimo: gentile signora, capisco il suo rammarico e me ne addoloro con lei, per quel che vale. I genitori dovrebbero dare battaglia e stanare tanti prof nullafacenti. ma come è difficile in un contesto in cui troppo spesso non è la professionalità che conta e l'insegnamento è solo un arrotondare lo stipendio... Ci vuole fortuna è vero, ma la fortuna va aiutata. Ormai non si scelgono le scuole e forse neanche le sezioni, ma gli insegnanti...