Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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giovedì 5 marzo 2009

Tu, al cento per cento

"Sai a cosa pensavo mentre cantavi?" disse Shelly con tenerezza. "Che a te tutto viene da dentro, dal profondo. No, davvero... E' da un po' che ti tengo d'occhio e me ne sono accorta. Tutto quello che dici o fai, persino quando guardi qualcuno e parli, sei sempre tu, al cento per cento. Mentre io, guardami: faccio un sacco di pose... No, non dire niente... Imito Rita, Whitney Houston, Zehava Ben... Chiunque altro, pur di non essere me stessa..."
D.Grossman, Qualcuno con cui correre, p.269

A volte mi fa soffrire vedere nei miei alunni delle pose evidentemente non loro: modi di dire, di fare, di essere che gli si incollano addosso come maschere mal aderenti alla loro identità. Ma ci sta. La loro è l'età in cui si prendono pezzi di altri per provare come stanno, per insicurezza e poi, a poco a poco, si trova la propria strada. Ma mi fa ancora più soffrire quando vedo adulti agire così, per non parlare di quando sono io a farlo.
Dove sei?
Camaleonti che mutano pelle per sopravvivere, non per vivere. Superfici corporee che mutano vorticosamente. Azioni, parole, sguardi che nascono da strati sottocutanei e non dal cuore.
Quando ogni nostro atto, anche uno sguardo, manifesta noi stessi al cento per cento?
Da quali profondità deve nascere?
Quale il segreto di questa sorgente da cui tutto sgorga puro?

ps. fatevi un favore: leggete quanto prima il libro citato!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non c'è segreto, a parer mio.
Perchè, purtroppo, questo accade sempre, anche nelle stesse comunicazioni.
Quante volte abbiamo detto qualcosa o fatto qualcosa ed era davvero quella cosa che volevamo dire o fare al cento per cento?
"Quasi" mai.
La tua domanda, per me, potrebbe avere mille risposte e non averne neanche una...ma il mondo delle risposte non è mai stato il mio mondo. L'unica cosa che posso dire, è che solo vivendo e scoprendosi, a noi stessi e agli altri, si può in un certo senso scoprire un pò di quel segreto che tutti cerchiamo.
Carmen

Vanda ha detto...

A volte mi diverto a osservare le persone e i modelli a cui vogliono aspirare!Difficile vedere persone che siano se stesse al 100%.
Io stessa ho l'aspirazione a essere una contadina!Che non corrisponde per niente alla famiglia ,all'ambiente in cui vivo(fra l'altro una ziona di mare!!!)!So per certo che mi marito adorerebbe vedermi vestita al femminile,scarpe coi tacchi ,trucco, gonne ecc.ma non è nel mio modo di essere,raramente mi sforzo, sentendomi fortemente a disagio!
Perché ,secondo me, l'abbigliamento ,già di per sé denuncia il nostro modello ,le nostre aspirazioni!
In quanto ai ragazzi anche loro sono buffi ad inseguire modelli,ma è più comprensibile ,devono trovare il loro "IO" provando e riprovando diversi modi di apparire!Però anche fra di loro ,a volte spicca una figura solitaria diversa ,la classica mosca bianca ,che a volte diventa lei stessa un modello per gli altri per l'originalità!Essere se stessi al 100% è un obiettivo difficile!