Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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mercoledì 11 marzo 2009

Creare dall'interno

Ci siamo addentrati in questo territorio misterioso che è il cuore. I commenti ricevuti qui e su facebook mi hanno fatto riflettere. Le persone percepiscono il cuore come un baratro che provoca vertigine: paura e attrazione allo stesso tempo. Diceva Chesterton che "la gente è inondata, accecata, resa sorda e mentalmente paralizzata da un'alluvione di volgare e insipida esteriorità, che non lascia tempo per lo svago, il pensiero o la creazione dall'interno di sé". Creare dall'interno. Questa è la strada per coltivare questo terreno a volte arido, a volte allagato, che è il cuore, per renderlo terreno fertile. Qualcuno parlò del cuore paragonandolo a vari tipi di terreno, più o meno capaci o incapaci di accogliere il seme che lo renderà uno splendido campo. Forse per questo non riusciamo a fare a meno della metafora dello spazio parlando del cuore. Ma che vuol dire creare dall'interno? Ogni artista lo sa: o crea dall'interno o ripete luoghi comuni. Creare significa fare dal nulla. Ma l'uomo, artista della sua vita, non crea dal nulla. L'uomo crea a partire da qualcosa, o meglio, da qualcuno. In questo caso si tratta di scendere al centro di questo luogo e chiedersi cosa c'è e cosa vorremmo che ci fosse. Solo a partire da questo si potrà cominciare a costruire qualcosa. La prima domanda rimane: cosa c'è qua dentro, cosa vorrei che ci fosse? Cosa mi sta a cuore? Per cosa vivo o per cosa vorrei vivere?
Questa ricerca richiede silenzio e dialogo. Non è una contraddizione. Silenzio esteriore, dialogo interiore. Solo nel proprio intimo si scopre sè stessi, e se poi si ha la fortuna di scoprire che Dio è più intimo a me di me stesso (come diceva S.Agostino: intimior intimo meo), allora, oltre a prendere un bel respiro di sollievo (perchè la solitudine vera è piena di compagnia), non solo creeremo qualcosa di umano, ma si avrà la possibilità di creare qualcosa di divino...

8 commenti:

paola ha detto...

Anche ricostruire è divino

Giuseppe ha detto...

Consigli pratici?

Anonimo ha detto...

Rimboccati le maniche e vai incontro alla vita con dignità umana: ecco il consiglio pratico

Anonimo ha detto...

Per qualcuno è facile creare dall'interno ma per altri...a volte sembra che l'interiorità sia nascosta sotto una spessa coltre di indifferenza o di routine e non basta rimanere in silenzio. A volte occorre proprio una bella spinta dall'esterno per entrare dentro sè...! a volte si può avere la fortuna di scoprire un mondo nuovo, invisibile eppure reale

Prof 2.0 ha detto...

paola: in fondo il creare dell'uomo è ricostruire...

giuseppe: pregare (cioè parlare con Dio). solo la preghiera aiuta a vivere davvero. Sembra un paradosso, ma è così. e poi agire come suggerisce l'anonimo che ti ha risposto.

anonimo: di cui sopra.

anonimo: l'esterno è necessario per scoprire quell'interno. non propongo nessun nirvana, ma una solitudine piena di compagnia...

paola ha detto...

uhm... non ci avevo mai pensato, credo tu abbia ragione

Anonimo ha detto...

come si fa a pregare nel silenzio x una che si distrae facilmente?? consiglio! grazie

Prof 2.0 ha detto...

anonimo: e chi sono io per consigliarti??? L'unica cosa che mi viene da dirti è: parti dalle distrazioni. Se il tuo cuore e la tua testa vanno lì qualcosa significherà. Parti da lì e fanne oggetto di dialogo.