Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

PS. Potete ricevere gli aggiornamenti direttamente al vostro indirizzo di posta elettronica, iscrivendovi al link a fianco.

mercoledì 12 novembre 2008

Generi letterari

Ieri e oggi una lezione tanto impegnativa quanto meravigliosa.

Da dove vengono fuori i generi letterari? Donde traggono origine il giallo, il noir, il rosa, l'epica...
Perché li chiamiamo generi come il maschile e il femminile?
Basta con i discorsi esclusivamente storico-sociologico-letterari a cui ci ha abituato la scuola di Gentile (fatta tutta di "storia del..."), e dopo 100 anni questa sarebbe pure una cosa da riformare?! Basta!

I generi vengono fuori, come la letteratura tutta, dalle domande fondamentali dell'uomo sulla realtà e su sé stesso. Domande a cui l'uomo cerca, come ha sempre fatto e fa sin da bambino, di dare risposte narrative.
E così non ci sarebbe giallo se l'uomo non si chiedesse: quale è la verità? dove si nasconde?
Non ci sarebbe epica se l'uomo non volesse sapere: chi e come salverà il mondo dal male?
Né horror senza chiedersi: di cosa ho paura? quale il limite tra l'umano e il non umano?
Né commedia romantica senza domandarsi: cosa è l'amore? come si impara ad amare?
Nè biografia senza il quesito: è stata una vita felice o no?
... e via di seguito.

La letteratura non è un passatempo, non è un gioco.
La letteratura è disporsi alle domande giuste e dai generi che amiamo di più potremo intuire cosa stiamo cercando.
Leggere i libri giusti è custodire l'uomo.
***
ps. i miei alunni si sono scandalizzati quando ho detto che Kung-fu Panda e il Gladiatore appartengono al genere epico tanto quanto l'Iliade. I miei alunni sono molto più accademici di me. Mi devo preoccupare?

pps. quando un alunno ti interrompe e ti chiede assetato: perché non ci dà dei libri da leggere? Allora te ne torni a casa tranquillo: non sapete quello che vi aspetta!
Cominciamo da quello dell'immagine. Poi vi spiegherò perché.

5 commenti:

Claire ha detto...

il libro in questione è stato oggetto del mio percorso di maturità;lo trovo terrbilmente attuale,e proprio per questo molto ma molto inquietante.
Bella scelta.Ciao,Claire.

Prof 2.0 ha detto...

claire: d'accordo con te!

Nicola dP ha detto...

Anche io al liceo chiedevo spesso ai miei professori libri da leggere, a volte come i bambini pretendono il latte della mamma... Ero un inquieto prematuro... Ricevevo il più delle volte delle non risposte e ricordo che pur non chiedendoli, desideravo tanto che un prof me li consigliasse lo stesso...
I prof non devo esimersi mai dal consigliare libri.

Bibbi ha detto...

Sono completamente d'accordo riguardo alla questione di Gentile. Quando tutto è studiato partendo sempre e solo dall'aspetto storico, a parer mio, succedono due cose molto gravi:
I) Non si riesce a entrare con il cuore e con passione in quello che si sta studiando, poichè si rimane in superficie e non si entra nella "materia", ma solo nella sua descrizione.
II) Il punto di vista storico come punto di partenza per ogni disciplina è un punto di vista molto riduttivo.

Cmq, in caso non l'aveste capito, io odio la riforma gentile.. se proprio volete saperlo, secondo me tutti i problemi della scuola derivano proprio da questa... ma è tutto molto opinabile

Prof 2.0 ha detto...

nicola dp: ma devono esimersi dal consigliare libri brutti o libri che non piacciono neanche a loro...

bibbi: ecco un motivo per andare in piazza...