Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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venerdì 27 giugno 2008

Io e la mia anima ti ringraziamo

Tutti (o quasi) ci chiediamo che cosa ci stiamo a fare sulla terra, indipendentemente dal nostro credo. Tutti abbiamo e scopriamo gradualmente in noi dei talenti che ci indirizzano verso il nostro posto nel mondo: essi sono il nostro modo unico e irripetibile di stare al mondo. Ognitanto bisognerebbe fermarsi e trovare il coraggio di dire in una frase che ci stiamo a fare sulla terra, scriverla su un foglio e incorniciarla nella nostra stanza.
Prof ha provato a fare l'esperimento. La frase è: "sono al mondo per trovare la bellezza ovunque essa si trovi e per provare a donarla agli altri".
Può suonare superbo, molto greco e poco realistico. Ma prof ne è visceralmente convinto. Proprio al riguardo ieri ha ricevuto la mail di un amico, relativa al blog:

"Io e la mia anima ti ringraziamo per il colore e il calore che doni a ciò che ti sta intorno. Io che sono abituato per il mio lavoro a descrivere i fatti in modo asciutto e sintetico, spesso in termini di percentuali e di "fatturato generato", vivo il tuo blog come vere e proprie boccate d'ossigeno e mi sembra per un po' di tornare ai tempi del liceo quando ci si occupava di poesia e di amore studiando gli autori classici della letteratura".

La felicità è occupare il proprio posto nel mondo: solo da lì si riesce a rendere felici gli altri.

13 commenti:

giada ha detto...

la stimo molto..spero di riuscire un giorno a vivere come lei..la mia anima lamenta nel vuoto...piangono su me le nuvole...qualche suggerimento per trovare la strada?

Prof 2.0 ha detto...

Ciao Giada,
non devi vivere me, ma come te. Io ho 31 anni e il percorso è stato lungo, faticoso e riserverà ancora altre sorprese. Non so la tua età, ma ti posso suggerire di avere pazienza e di scavare dentro di te per trovare veramente a cosa sei chiamata. Non pretendere di scoprirlo subito. E se oggi prevale il dolore, non avere paura, anche questo fa parte della tua ricerca. Significa che non sei soddisfatta e questo è un buon punto di partenza. Tienimi aggiornato!

Guido ha detto...

Hey prof, come va a Londra? Ti ringrazio anche io per il blog, tu e gigifix siete stati durante questi esami proprio boccate di ossigeno come dice l'altro economista...
Molto bella la missione che ti dai, neanche tanto superba, forse ad un rpimo sguardo un po' poetica... in fondo però penso la si possa espandere a tutti in un modo o nell'altro... anche se forse la difficoltà è raggiungere a consapevolezza della finalità che si ha o che ci si da. Da studente però non ti nascondo che il mio problema attualmente è capire quale sarà il mio posto nel mondo e, scusami se sembra un po' strano o eccessivo, ogni tanto non posso non domandarmi se quello che occupo attualmente è davvero il mio posto giusto nel mondo .
Anche se la risposta, ovviamente, non c'è (forse bisogna aggiungere per fortuna) e si vive benissimo comunque.

Palmipedone ha detto...

Il senso della vita sta nel non avere senso, altrimenti tutti andrebbero nella stessa direzione.

'È una farfalla che muore sbattendo le ali'.

Guido ha detto...

ps la ragazza italiana ha resistito oppure è stata battuta da un mal di pancia??

Prof 2.0 ha detto...

Guido: non avere fretta. Studia come stai facendo e a poco a poco il futuro ti si rivelerà più chiaro. Ci sono età della vita in cui convivere con l'incertezza è il posto giusto!
La ragazza ce l'ha fatta...

Palmipedone: e questo è un chiaro senso che gli dai.

Palmipedone ha detto...

È solo una constatazione, perché non vedo tutti fare la stessa cosa.
Non ho mica specificato il senso della vita. Ma se a te va, poi si può trattare l'argomento.

'Libero dalla convinzione che la terra è tonda'

giada ha detto...

non mancherò...comunque ho sedici anni..e vive insieme a me nel silenzio la speranza di trovare me e il futuro...intanto,se non le dispiace,continuerò a commentare i suoi bellissimi testi..PS non volglio vivere lei,ma guardare alla vita con il suo stesso amore..vedendo il cielo qui vicino e non distante oltre l'uomo,morte in potenza...per ora,grazie

Prof 2.0 ha detto...

Palmipedone: forse esiste qualcosa chiamato libertà?

Giada: non aver paura, a poco a poco, troverai te e il tuo futuro. Grazie a te, per la tua apertura di cuore.

Palmipedone ha detto...

La libertà implica una scelta. Ma se ci venisse proposta la beatitudine, non avremmo scelta, ce l'andremmo a prendere. Tutti, nessuno escluso. Questo perché si è umani.

Prof 2.0 ha detto...

"Proposta", dici bene. Difronte ad una proposta si può scegliere. Il problema sussisterebbe se fosse "imposta", ma la parola "proposta" lascia liberi. Questo è il bello della beatitudine.

Palmipedone ha detto...

Non proprio. Spesso una proposta non può essere rifiutata, e questo a causa delle convenzioni e degli obblighi dell'essere umano, della sua piccolezza, se vogliamo. E ti faccio un esempio: io sto morendo di fame e una persona mi propone di lavorare per lui a prezzo stracciato e a orario mostruoso, e accetto, perché costretto dalla situazione. Sono comunque uno schiavo. Il datore di lavoro non mi ha imposto nulla, ma per continuare a vivere sono costretto a stare alla sua volontà. Sono reso schiavo dalle condizioni umane. La libertà non sta nella proposta, ma nella possibilità di scelta. Ma questo lo si può sperimentare ovunque, anche a scuola.

Prof 2.0 ha detto...

Poniamo il caso che il datore di lavoro ti proponga di far fuori un tuo amico. Che fai, morto di fame?