Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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mercoledì 11 febbraio 2009

Nostalgia

Abbiamo cominciato l'avventura della lettura integrale dell'Odissea. A più voci. Ognuno interpreta dei personaggi e io faccio il narratore. Faticoso è vero, ma bello, bellissimo. Una sfida che solo sulla durata mostrerà la sua forza. E come sarà bello un giorno poter ricordare: "Mi ricordo ancora Euriclea (la "nonna") e Telemaco (che risponde sempre "giudiziosamente") e Penelope (con il suo ingresso alla Greta Garbo e la sua paziente attesa tutta femminile) e i pretendenti (che magnano e bevono) e Atena (straordinaria trasformista)... Mi ricordo ancora che la leggemmo tutta... con quel pazzo del prof, come si chiamava...?" e non invece "Io non ricordo cosa abbiamo letto, dei pezzi di qualcosa, boh... non mi ricordo neanche chi avevamo come prof... forse un'antologia...".

Le due parole più ricorrenti nei primi due libri dell'Odissea sono "ritorno" e "ricordo/dimenticanza". Il centro vitale dell'uomo è rimanere ancorato ai suoi legami più profondi, e ritornare ad essi, anche dopo un lungo errare lontani da Itaca. La grande minaccia è dimenticare: dimenticare il ritorno, dimenticare i legami, dimenticare chi si è e da dove si viene.
Ulisse è l'eroe del ritorno e del ricordo. Ulisse lotta contro l'oblio di sé stesso e della sua storia.
Per questo la nostalgia (dolore del ritorno) è un sentimento tra i più straordinari del cuore dell'uomo: quella inquietudine di non essere a "casa" mista alla dolcezza del desiderio del "ritorno" ad essa. Ci mette in moto verso casa. E casa vuole dire: legami.

5 commenti:

Vanda ha detto...

La frase che mi piace di più è:
"Beata la famiglia in cui vivere è gioia,allontanarsi nostalgia,tornare è festa!"

Claire ha detto...

Ho letto da qualche parte che chi non è mai partito, non conosce la gioia del ritorno.
Condivido, anche perchè con le cinque meravigliose persone che mi aspettano a casa non potrebbe essere altrimenti.
Ciao,Claire.

don Luca Peyron ha detto...

Il coraggio di educare, il coraggio di rischiare, il coraggio di esserci. Ecco una bella prova di coraggio che incontro volentieri nel web, in viaggio con la mia gente, anche un po' quella virtuale, là dove il Soffio mi spinge, ci spinge.

Grazie per questo spazio e per l'ospitalità!

fioridiarancio ha detto...

Bella iniziativa, complimenti! Credo che i tuoi ragazzi ne saranno felici e gli restarà nel cuore anche da grandi.
A presto.
Fioridiarancio

Prof 2.0 ha detto...

Vanda: bella! Grazie.

Claire ha trovato Itaca.

don Luca: anche se non ci conosciamo ben trovato e grazie della visita. Shit City a volte è polverosa e sporca, ma c'è della gente fenomenale. Ben venuto!

fioridiarancio: ti farò sapere. a presto!