Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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venerdì 5 giugno 2009

10...9...8...7...6...

C'è chi conta i giorni che mancano alla fine della scuola. C'è chi addirittura conta le ore o i minuti che mancano. Lo fanno tutti: alunni e prof. Tutti fanno il conto alla rovescia. Come se la vita vera cominciasse l'ultimo giorno di scuola. C'è qualcosa di strano in questo. Qualcosa che non mi convince del tutto e che appartiene a un mondo in cui i giorni della settimana esistono come attesa del week end, che poi inesorabilmente lascia più stanchi di come ci si è arrivati. C'è sempre un conto alla rovescia, per una vita più vera, che però poi magari non arriva. E ricomincia il conto alla rovescia. Forse si tratta di controllare la rotta, prima di essere delusi dall'ennesima partenza... o godersi un po' di più la bellezza del non plus ultra quotidiano.

ps. sia chiaro che anche io sono un tifoso delle vacanze e del riposo, ma inteso come cambio di occupazione. Finalmente avrò più tempo per dedicarmi a persone e cose che amo.

13 commenti:

Bibbi ha detto...

Pascal diceva che noi viviamo in continua attesa del futuro o immersi nel passato, ma non viviamo mai il presente. Diceva che non cerchiamo la felicità, ma che pensiamo a come cercarla e inevitabilmente... non la raggiungiamo mai...
Forse dovremmo amare sempre il presente, essere immersi fino al collo nell'ocenao quotidiano, anceh quando al posto dell'acqua, ci ritroviamo nella shit. Penso sia qui il segreto della felicità...

Anonimo ha detto...

Sono d’accordo con te...questi benedetti numeri, di giorni, ore, minuti e secondi che ci imprigionano quotidianamente e ci rendono schiavi pure del tempo!!
Credo che questo countdown avviene perché non abbiamo pazienza, non sappiamo aspettare...vogliamo tutto e subito e non c’è nemmeno il tempo di godersi l’attimo, che stranamente fugge anche lui mentre noi ci stiamo specializzando in sottrazioni.
Ora capisco perché si dice “il mondo sta andando alla rovescia”...Facciamo e pensiamo tutto alla rovescia...(possibilmente sono io che oggi lo vedo così)

Però è anche vero che ci sono tanti altri conti alla rovescia che contengono tanta speranza, ad esempio una donna che porta in grembo un bambino...
Spero solo che quando il mio orologio arriverà a zero non avrò nè rimorsi nè rimpianti per aver sbagliato rotta...

Ciao prof

Anonimo ha detto...

"Controllare la rotta"...perchè desideriamo sempre controllare tutto, anche e soprattutto il tempo, senza renderci conto che abbiamo bisogno proprio del tempo, così com'è, per raccontare quello che siamo.
Carmen

Anonimo ha detto...

Il conto alla rovescia è un classico per tutte le attività o situazioni che iniziano e sono destinate a finire. E' un modo per segnare dei confini, tra ciò che è stato e che verrà. Sempre pieni di aspettative.
Ciao prof

Laquintafiglia ha detto...

Giusto in questi giorni pensavo che spesso mentre siamo impegnati a fare qualcosa pensiamo e ci preoccupiamo di quella successiva e di arrivare prima possibile alla fine!! Spesso non riusciamo a goderci nemmeno le vacanze e il riposo assillati dal dopo.
E' una continua corsa, dovremmo imparare a "stare" in ogni cosa, a trarre il massimo frutto da quello che facciamo, soffermarci, imparare da ogni cosa, anche dalle attività più noiose... O forse l'uomo per sua indole non è capace di godere del presente?

Anonimo ha detto...

Già, il tempo scorre inesorabile, troppo spesso si è proiettati verso un futuro carico di aspettative, e ci si riscopre incapaci di godere il presente, altrettanto colmo di gioie, emozioni, meraviglie nascoste nel quotidiano...personalmente sono di quelli che ha sempre atteso con trepidazione la fine di ciascun ciclo scolastico. In realtà però, quando questa si avvicinava, cominciavo solo allora ad apprezzare i lati positivi e le meraviglie dischiuse negli anni passati.....e rimane sempre l'amarezza in bocca, di non essere stata in grado di coglierle pienamente quando le avevo vissute, e di essermene accorta solo quando sono giunte alla fine..


'CI

Prof 2.0 ha detto...

Bibbi: proprio così. Solo il presente è realtà, anche se si riempie della speranza del futuro e della memoria del passato.

Anonimo: forse si tratta di guarire un po' dai desideri e aderire un po' più alla realtà.

Carmen: sembra che questa accettazione del tempo sia una delle cose più difficili da fare, forse proprio perchè siamo esseri che usano il tempo futuro.

laquintafiglia: non credo che l'uomo sia incapace di stare, credo che continuamente proietti il desiderio di infinito in cose che non possono darlo. ne parlava un certo Agostino qualche secolo fa...

CI: vedi soluzione a questo non godersi il presente così pieno di meraviglie? La domanda è rivolta a tutti.

Anonimo ha detto...

Come può l'uomo guarire dai desideri se questi sono intrinseci alla sua stessa natura?
Alcuni desideri non ci sottraggono alla realtà, ma ci aiutano a vivere il presente e ci danno la forza di andare avanti,permettendo di costruire qualcosa nell’oggi.
Credo sia più l’avidità a spingere l’uomo a non apprezzare il presente, a ciò che ha e a guardare al futuro senza godersi la quotidianità, rendendolo schiavo e insoddisfatto. Proprio perché le sue ambizioni e i suoi desideri sono solo illusioni o sogni, evade dalla realtà e se ne crea sempre di nuovi.
Si dovrebbe vivere pensando che l’oggi è un dono, domani non si sa...perché il tempo non è nelle nostre mani. Spesso ce ne dimentichiamo ed è per questo che chiamiamo in causa il futuro:
crediamo di essere infiniti o magari allontaniamo il pensiero di questa nostra finitudine, lasciandoci sfuggire la gioia del presente.

Prof 2.0 ha detto...

Hai ragione, non si tratta di guarire dai desideri, che vanno incoraggiati e coltivati. Ma occorre guarire dalle illusioni...

Anonimo ha detto...

Pienamente d'accordo,
bisogna saper distinguere tra sogni, desideri e illusioni, anche se il confine può apparire labile, ci passa tutta la differenza che c'è tra una vita disillusa e una illuminata piena di "miracoli" ;-)
P.F.

Prof 2.0 ha detto...

Ciò che non è facile è distinguere... o rendersi conto che esistono delle differenze...

Anonimo ha detto...

Guarire dalle illusioni...
...così eviteremo le delusioni che saranno amare tanto quanto l’ampiezza delle illusioni.

Vanda ha detto...

E' come mangiare una torta ,ma aspettare anche la ciliegina che sta in cima!!! : )))
Una casalinga ...