Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?
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venerdì 8 gennaio 2010
sabato 24 ottobre 2009
Effetti collaterali
Ti godi le cose per quello che sono: mezzi; e quindi ne puoi fare a meno quando vogliono o quando vuoi. E se le perdi è per riaverle poi.
Ti godi le persone per quello che sono: persone; e quindi le ami come fossero Dio. E se le perdi e per riaverle poi.
Ti godi te stesso per quello che sei: una creatura; e quindi una fragilità riempita dalle forze di un Padre. E se ti perdi o ti sembra di esserti perduto e per riaverti, prima o poi.
E quando tu, le persone, le cose finiranno, ad aspettarti dietro la porta buia ci sarà Chi ti stava aspettando, per farti scoprire, a braccia aperte, che eri solo nell'anticamera della bellezza, della felicità, dell'amore.
E lì non c'è più niente da perdere.
lunedì 28 settembre 2009
lunedì 21 settembre 2009
Ri-letture
«Se gli uomini non affogano» chiese la sirenetta «possono vivere per sempre? Non muoiono come facciamo noi, nel mare?».«Certo» rispose la vecchia. «Anche loro devono morire e la lunghezza della loro vita è più breve della nostra. Noi possiamo arrivare fino a trecento anni, quando però non viviamo più diventiamo schiuma dell'acqua, non abbiamo una tomba tra i nostri cari; non abbiamo un'anima immortale e non vivremo mai più: siamo come le verdi canne che, una volta tagliate, non rinverdiscono! Gli uomini invece hanno un'anima che continua a vivere, vive anche dopo che il corpo è diventato terra; sale attraverso l'aria fino alle stelle lucenti! Come noi saliamo per il mare e vediamo la terra degli uomini, così loro salgono fino a luoghi bellissimi e sconosciuti, che noi non potremo mai vedere!».
«Perché non abbiamo un'anima immortale?» chiese la sirenetta tutta triste «io darei cento degli anni che devo ancora vivere per essere un solo giorno come gli uomini e poi abitare nel mondo celeste!».
«Non devi neanche pensare queste cose!» esclamò la vecchia. «Noi siamo molto più felici e stiamo certo meglio degli uomini».
«Allora io devo morire e diventare schiuma del mare e non sentire più la musica delle onde, o vedere i bei fiori e il sole rosso! Non posso fare proprio nulla per ottenere un'anima immortale?».
«No» rispose la vecchia. «Solo se un uomo ti amasse più di suo padre e di sua madre, e tu fossi l'unico suo pensiero e il solo oggetto del suo amore, e se un prete mettesse la sua mano nella tua con un giuramento di fedeltà eterna; solo allora la sua anima entrerebbe nel tuo corpo e tu riceveresti parte della felicità degli uomini. Egli ti darebbe un'anima, conservando sempre la propria».
domenica 24 maggio 2009
A me questo basta
Ieri (oggi) sono rimasto a parlare con un amico su una panchina di Shit City fino a tarda notte.L'aria era tutta orecchie. L'erba del parco silenziosa e quasi profumata. Le voci della gente si erano nascoste da qualche parte nella via lattea. Il tempo non si è fermato, si è semplicemente messo da parte, per tre o quatto ore.
Sono momenti in cui le persone diventano trasparenti.
E la solitudine dei numeri primi sembra solo un'eccezione e non la regola di questo nostro mondo così affollato e così solitario allo stesso tempo.
Non mi pentirò mai di perdere il sonno per due categorie: le persone e i libri (che sono persone).
Un anticipo del paradiso che si affaccia su questa terra sotto forma di vita vera.
A me questo basta.
sabato 11 aprile 2009
venerdì 10 aprile 2009
Due alberi
Così J.Kafka, da genio quale era, nelle sue "Considerazioni sul peccato, il dolore, la speranza e la vera via".
Nell'eden c'erano due alberi. Quello della conoscenza del bene e del male, il cui frutto, immagine del limite dell'uomo che è creatura, assaggiammo, non accettando quel limite. Il secondo albero era quello della vita. Viene citato nella Genesi, ma poi non se ne dice più nulla. Abbiamo preferito assaggiare il limite e superarlo (impadronirci della vita di Dio) e non assaggiare ciò che era a nostra disposizione come un dono (ricevere la vita di Dio). Per questo eravamo due volte separati da Lui.
Così Dio si è incarnato per ricucire i due strappi, in un unico albero.
Sull'albero della croce, nuovo albero della conoscenza del bene e del male e nuovo albero della vita, in un uomo si realizzò la accettazione del limite: "non sia fatta la mia ma la tua volontà". Il cuore di Dio, fatto uomo, accetta il limite e lo fa suo, al posto dell'uomo. Così Gesù dona la vita a chiunque voglia assaggiarla, da un albero adesso a tutti accessibile. La vita piena, la vita eterna.
Il frutto di questo nuovo albero della vita arriva a noi come dono con il Battesimo, attraverso il quale la morte e la vita di Dio diventano nostre, e con l'Eucarestia, che rinnova ogni domenica questo straordinario processo di trasformazione che rende la vita dell'uomo (che lo vuole) piena, bella, divina, eterna.
Kafka aveva ragione, ma gli sfuggiva la nuova Genesi avvenuta in Cristo: non siamo più due volte separati da Dio, adesso siamo due volte uniti a Lui.
Basta accettare il dono.
Ma dei regali, si sa, uno è libero di fare quello che vuole.
martedì 10 febbraio 2009
Testamento biopsicologico (corpo e anima)
A te Dio Padre, erede unico,
lascio tutto quello che ho e sono: corpo e anima
ho paura di morire
ho paura di soffrire
ma la vita me l'hai donata tu e solo tu hai il diritto di riprendertela,
mi fido di te
che sei l'unico a conoscerne il segreto
se puoi riprendertela senza farmi soffrire ti sono grato
sin da adesso
se invece ci saranno dolori io li accetto
sin da adesso
non ho trovato mai una spiegazione soddisfacente al dolore,
ma un senso sì,
nel tuo Figlio
tutte le volte che hai permesso il dolore
mi sono ritrovato con un amore più grande per gli altri e per me
e quindi più felice
e se per amare di più e provocare più amore il dolore sarà necessario
io lo accetto sin da adesso (se non sarà necessario, ancora meglio...)
ma poco (dolore), ti prego, perché - lo sai - io non sono un granché in resistenza
e sai quanto scalpito quando soffro
ho paura di soffrire e di soffrire a lungo
ma io mi fido di te
che mi vuoi per sempre con te
e una manciata di giorni nel dolore non è paragonabile all'eternità nella gioia
io mi fido di te.
a te restituisco la mia vita
a te affido la mia morte
e a nessun altro.
Alessandro - Prof 2.0
domenica 21 dicembre 2008
Natale senza parole
Vorrei scrivere quelle parole.
Quelle parole che costringono a nascere.
Quelle parole che non trovo e non troverò mai: non sono mie.
Vorrei scrivere quelle parole.
Le cerco e trovo soltanto la sete di cercarle.
E natale è ogni mio giorno speso a desiderarle.
Ed è tutto quello che ho.
Oggi posso scrivere il mio infinito vorrei.
Così tu vuoi.
Domani mi parlerai all'orecchio.
E sentirò una sola parola.
E mi stupirò a scoprire che quella sola le contiene tutte.
E quel giorno sarà il mio
Natale.
Grazie a te.
lunedì 1 dicembre 2008
La poesia salva la vita...
...perché insegna ad amare.
domenica 30 novembre 2008
Libri contagiosi
In questo periodo di dilagante influenza che metterà a letto - così dicono - almeno sette milioni di italiani, mi è venuto in mente che ci sono libri contagiosi come l'influenza. Un libro che non riesco a non regalare è forse il libro più bello che abbia letto negli ultimi cinque anni. Un libro di 90 pagine e quindi - secondo la matematica della lettura - da un'ora e mezza circa. Un libro capace di conquistare lettori di tutte le età: alunni, genitori, amici. Nessuno che sia rimasto deluso. Costa solo cinque euro e se potessi lo regalerei come biglietto di auguri di natale a tutti i miei amici. La mia copia l'ho regalata almeno 15 volte... Un libro contagioso. Non arriverà a sette milioni di contagiati, ma voglio contribuire a contagiare questa bellezza. In sole 90 pagine, 5 euro e 100 minuti troverete un prodigioso manuale per chi ha fame e sete di realtà, con leggerezza, ironia, buon umore e qualche lacrima, dovuta.***
sabato 25 ottobre 2008
Shit City Clip
mercoledì 22 ottobre 2008
Il sorriso più aperto
A volte le persone hanno il sorriso incastrato da qualche parte, ostacolato da qualcosa che ne impedisce la totale apertura, intesa come perfetta coincidenza tra i muscoli del viso e la gioia dell'anima che vuole manifestarsi.Penso al sorriso di un bimbo piccolo alla mamma.
Penso al sorriso di due innamorati.
Penso al sorriso di due amici.
Il sorriso più aperto è un atto di fiducia, un certificato di bellezza riconosciuta, un atto creativo.
Il sorriso più aperto nasconde qualcosa delle origini del mondo: quando Dio si compiacque di ciò che aveva fatto e vide che era bello, quella volta Dio sorrise.
giovedì 31 luglio 2008
Shit City Holiday
Ecco l'autobus. Non appena salgo vedo una donna con un bambino. La donna ha gli occhi rossi di pianto e il bimbo le parla. Mi siedo dietro di loro incuriosito e non posso fare a meno di cominciare ad ascoltare (e a raccontare) la mia prima storia:
“Mamma non piangere: la vita è un paradiso, e tutti siamo in paradiso, ma non vogliamo riconoscerlo: che se avessimo volontà di riconoscerlo, domani stesso si instaurerebbe in tutto il mondo il paradiso”.
sabato 26 luglio 2008
Escatologia
Prof 2.0 ha poco tempo in queste ore per curare il blog. Ma il suo alter ego fumettistico basta e avanza...
venerdì 20 giugno 2008
Beauty is truth, truth beauty
"Beauty is truth, truth beauty, - that is all
Ye know on earth, and all ye need to know"
Parole rimuginate più volte in questi giorni, passando davanti a quella casa e così oggi una musica gli è scesa nel cuore come un dono e ha cercato di metterla per iscritto.
Suona più o meno così:
Se io solo sapessi guardarti negli occhi e non gli occhi.
Se io solo sapessi ascoltare le tue parole e non confonderti con le mie.
Se io solo sapessi riceverti in regalo e non comprarti.
Se io solo sapessi prendermi cura di te e non sedurti.
Se io solo sapessi leggere le tue righe e non interpretarle.
Se io solo sapessi starti accanto e non essere orgoglioso di me.
Se io solo sapessi trovarti dove sei e non cercarti dove voglio.
Se io solo sapessi pensarti tua e non mia.
Se io solo sapessi annusare il tuo profumo e non raccoglierlo.
Se io solo sapessi gioire di te e non averti.
Se io solo sapessi e non dimenticassi.
martedì 17 giugno 2008
London Flashes
Un parco meno conosciuto e più piccolo degli altri, ma un vero gioiello.
Se vi capitasse potreste essere distratti, mentre chiacchierate con un amico, da un pavone che si appollaierà davanti a voi o potreste subire l'assalto di due scoiattoli.
Potrebbero giungervi ovattati i suoni di un'orchestra che sta provando nel teatro all'aperto al centro del parco.
Potreste dimenticarvi di essere in una metropoli con milioni di persone e tra le più trafficate, perchè nessun rumore supererà le mura di rami degli alberi che cingono il parco.
Potreste aver bisogno di un maglione perchè se il sole sarà coperto da qualche nuvola la temperatura scenderà e vi godrete la mite frescura serale.
Potreste sentirvi il centro del mondo benchè siate solo al centro di un piccolo parco, antica residenza di Sir Holland, seduto e bronzeo al centro di questo eden in miniatura.
***
Tutto avrebbe immaginato Prof nella sua vita, tranne che avrebbe assistito alla partita a Londra con un gruppo di persone provenienti da tutto il mondo e con presenti più francesi che italiani.
Il calcio così diventa un vero spettacolo e quanto fa bene guardare le partite della propria squadra lontano dal proprio paese: si ridimensiona tutto, anche il dolore di un eventuale sconfitta...
PS. profezia: vinciamo 2-1.
domenica 15 giugno 2008
La pasta delle cose sono le storie
Scoprire che la pasta di cui sono fatte le cose sono le storie.
Camminare per Portobello Road riporta alla memoria scene che vanno da "Pomi d'ottone e manici di scopa" a "Notting Hill": la strada è la stessa...
Passeggiare lungo la southbank sul Tamigi tra artisti di strada che raccontano la loro storia a bambini meravigliati.
Fermarsi a guardare le opere d'arte della Tate Modern e scovare una storia dietro ogni quadro, anche il più incomprensibile.
Riposarsi seduti su una panchina all'ombra della statua di Peter Pan e guardare il laghetto di fronte pieno di strani animali acquatici, uccelli, papere, scoiattoli e capire perchè, su quella panchina, Barrie ha concepito il suo capolavoro dopo avere incontrato dei bambini che giocavano in quell'angolo di paradiso. A volte il paradiso mostra una delle sue "porte di bellezza" e a volte c'è un uomo capace di aprirla, spesso un artista (o un bambino...), che ci permette di affacciarci sul mistero nascosto dietro la porta e ci dischiude il panorama celato alla nostra "abitudinaria" miopia quotidiana...
Senza storie le cose sono mute.
sabato 7 giugno 2008
Shit City Hell
"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni... Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio".
Naturalmente mi piacerebbe che tutti quelli che intervengono e leggono il blog non venissero scoraggiati da chi non ha l'intelligenza di rendere la città un po' più bella di come l'ha trovata, ma dalla reazione di tutti non credo che sia un pericolo. Limitatevi a ignorare. Continuiamo a riconoscere ciò che in mezzo all'inferno, inferno non è, e facciamolo durare e diamogli spazio. Ma ciò che non merita attenzione lasciamolo esaurirsi nella sua ventosa e rumorosa vuotezza.
ps. Per tenere tutto più pulito, ho attivato la modalità per cui bisogna registrarsi per commentare. Fate questo piccolo sforzo, per il bene di Shit City.
giovedì 1 maggio 2008
S.H.I.T City
"La città può essere difficile.
Quando ero bambino chiesi al mio sacerdote come potevo raggiungere il paradiso e proteggermi da tutto il male che c'è nel mondo.
Mi disse quello che Gesù disse ai suoi: vi mando come agnelli in mezzo ai lupi, siate prudenti come serpenti e semplici come colombe"




