Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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sabato 6 dicembre 2008

Lezioni di silenzio

Sulla scorta di una suggestione letta da qualche parte, vorrei introdurre a scuola delle lezioni di silenzio. La teoria è contenuta nell'incontro tra la volpe e il piccolo principe. La volpe insegna al piccolo principe che il segreto per conoscere cose e persone è addomesticarle. Addomesticare vuol dire "essere molto pazienti... in principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non mi dirai nulla...Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino...".
Oggi non conosciamo più le cose e le persone perché non le addomestichiamo.
Stiamo più tempo su msn che faccia a faccia.
Stiamo più su facebook che su una panchina con un amico.
In silenzio. Mezz'ora in silenzio ad addomesticare il cielo, un albero, una rosa, un amico, un'amica, un fratello, una sorella, Dio.
Ogni giorno qualche centimetro più vicini.
Cosa ci guadagni?
Il colore del grano. Il cielo. Un albero. Una rosa. Un amico. Un'amica. Un fratello. Una sorella. Dio...
...tutto quello che non si compra al mercato.

***
Il dramma degli uomini è non trovare mezz'ora di silenzio ogni giorno
(Blaise Pascal)

lunedì 26 maggio 2008

Shit City Utopia

Shit City è una città piena di rischi. Il primo è che non esista. Un'isola che non c'è. Una città invisibile. E allora Prof 2.0 osserva la mappa di Shit City per capire cosa sia esattamente. Una città utopica. Utopia è una bella parola. La coniò un grande umanista inglese, morto per non aver avallato le voglie adulterine del suo re. La coniò con studiata ambiguità: potrebbe infatti indicare sia un luogo ideale (eu + topos: ben-luogo) sia un luogo impossibile (ou + topos = non-luogo). Questa ambiguità caratterizza Shit City. Un luogo che non esiste ed è un'aspirazione di bellezza. Un luogo che può cominciare ad esistere solo come aspirazione, ma poi i mattoni per costruirlo sono le persone che vi si aggirano. L'importante è rimanere ancorati al reale e non perdersi nelle suggestioni di mondi possibili. Esistono educatori bravissimi nell'arte della scrittura di trattati di pedagogia, ma poi i loro figli sono complessati, perchè avevano bisogno dei genitori reali, troppo impegnati a scrivere i loro trattati. Cambiare il mondo a parole è facile e comodo. Shit City cominicia in un non-luogo-ideale e prosegue nelle vite reali: incontri, conoscenze, email, amici, gioie, dolori, amori, disamori, errori... Solo questa continuità la rende abitabile e non una fuga, ma una nostalgia che ispira la costruzione di una nave con cui prendere il largo. In fondo tutta l'arte aspira all'età dell'oro e l'arte vera suscita la nostalgia di luoghi non ancora reali, che però possono diventarlo. Allora Prof 2.0 fa sua una preghiera di quello stesso umanista inglese, che la vita se l'è giocata per un luogo che riteneva più reale di quello fatto di compromessi inaccettabili e di comodo, un luogo tanto fortemente desiderato che viene il sospetto essere persino più reale di quello tangibile con i cinque sensi:

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.
Thomas More