Le scritte che hanno imbrattato i muri di Shit City in queste ultime ore, hanno fatto riaffiorare alla mente il passo finale delle "Città invisibili" di Calvino:
"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni... Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio".
Naturalmente mi piacerebbe che tutti quelli che intervengono e leggono il blog non venissero scoraggiati da chi non ha l'intelligenza di rendere la città un po' più bella di come l'ha trovata, ma dalla reazione di tutti non credo che sia un pericolo. Limitatevi a ignorare. Continuiamo a riconoscere ciò che in mezzo all'inferno, inferno non è, e facciamolo durare e diamogli spazio. Ma ciò che non merita attenzione lasciamolo esaurirsi nella sua ventosa e rumorosa vuotezza.
ps. Per tenere tutto più pulito, ho attivato la modalità per cui bisogna registrarsi per commentare. Fate questo piccolo sforzo, per il bene di Shit City.