Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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martedì 28 aprile 2009

I modi e i tempi delle nonne

La coniugazione dei verbi sembra essere lo spauracchio degli studenti.
Condizionali scambiati per congiuntivi, imperativi per presenti, passati remoti per fantasmi verbali, per non parlare di attivo e passivo, transitivo e intransitivo. Insomma un delirio che richiede ore di ripasso. E sapete chi sono le vittime di questi ripassi estenuanti di forme verbali?
L'ho scoperto oggi dai miei alunni.
Le nonne.
Sì le nonne sembrano ancora custodire - oltre alla memoria dolce e decantata della storia familiare - i tesori della grammatica, i verbi in particolare.
Così mi immagino queste pazienti nonne che mettono a punto i congiuntivi traballanti, i condizionali inesistenti, i passati remoti fantasmatici dei nipoti che incespicano tra un modo e un tempo, un riflessivo e un passivo.
Grazie nonne, alleate dei prof di italiano, scrigno della grammatica pura.
Queste righe sono per voi e per la memoria del tempo che sapete custodire, in tutte le forme, da quelle grammaticali a quelle esistenziali...

ps. chiunque voglia ricordare momenti di studio con i nonni può farlo qui...

martedì 16 dicembre 2008

Pronomi

Ci sono momenti in cui per far memorizzare qualcosa ai propri alunni è necessario tornare alle elementari e far pronunciare in coro tutti i tipi di pronomi conosciuti, in modo che la cantilena di categorie e sottocategorie rimanga ben impressa nella loro mente. L'esperimento è accolto con divertimento, sino a trasformarsi in risate incontrollabili... Mi chiedo come mai. Sarà il ritorno ai banchi delle elementari, quando ripetevamo in coro numeri, tabelline, lettere e parole? Sarà la vicinanza delle vacanze che mettono allegria? Sarà la grammatica?

- Prof assomiglia alla professoressa Fullin!
- Non la conosco...
- Quella di Zelig! Le mandiamo un video!




Ogni tanto un po' di Zelig ci vuole anche a scuola. Soprattutto nell'ora di grammatica sui pronomi, purché serva a imparare meglio!
E chi l'ha detto che scuola fa rima con tristezza?
Fullin 2.0.

***
"Nutre la mente soltanto ciò che la rallegra"
Agostino, Confessioni

venerdì 10 ottobre 2008

La grammatica della vita

Ogni arte ha una sua grammatica. Anche l'arte della vita. Gli educatori guidano i giovani indicando loro la segnaletica necessaria, ma viene (si spera) il momento in cui l'alunno inizia a vagliare ciò che gli è stato insegnato e lo mette alla prova e lo fa suo o lo rifiuta (con cognizione di causa e sapendo rendere conto delle sue scelte).
Egli diventa autonomo.
Quel momento per qualsiasi educatore è una vittoria da segnare sul calendario e non una sconfitta, come a volte può essere percepita.
Non vogliamo alunni ripetitori.
Non vogliamo alunni televisivi.
Non vogliamo alunni d'accordo con noi.
Non vogliamo alunni doppioni.
Insegnare la grammatica della vita, che ci piaccia o no, è insegnare a tradirla...

E ogni tanto prendere in giro il prof è salutare per il prof che si prende troppo sul serio... (e questa frase inizia con la congiunzione "e").

martedì 23 settembre 2008

In mare aperto

Li vedi lì seduti per sei ore. E ti ricordano una nave di cui hai il privilegio di essere il capitano. Il timone è spesso pesante e duro nei burrascosi della settimana, ma anche loro, seduti agli scalmi, fanno la loro bella fatica, per permettere alla "Liceo" di solcare il mare dell'età tempestosa per eccellenza...

E così si naviga tra le secche della Grammatica, in cui scegliere la rotta giusta tra un "che" dichiarativo, uno relativo, uno soggettivo, uno oggettivo, uno consecutivo e uno (accentato) persino causale...

Si naviga tra gli arcipelaghi meravigliosi dell'Epica, con momenti di ilarità e meraviglia sul ponte della nave, quando all'orizzonte appaiono improvvise balene: Qual 'è la differenza fra l'Odissea e Moby Dick? Chiedo, ammiccando al tema oralità - scrittura e ricevo la risposta più coerente: la balena...

Si naviga nei venti incerti della Scrittura, tra Coesione, Coerenza, Argomentazione, Lessico, che sono mostri simili a Scilla e Cariddi...

Si levano grida di meraviglia e trepidazione: Voto! Voto! Come fosse: Terra! Terra!

Si sentono lamenti stanchi, qualche principio di ammutinamento, subito sedati nel sangue o nella comicità di una pausa...

Si naviga nel silenzio meraviglioso di un mare senza sponde, uno a fianco all'altro, a caccia della Balena, alla ricerca di Itaca, verso l'infinito e oltre...

Una mano si alza:
O capitano mio capitano!
Sì?
Posso andare in bagno?
...