...un treno puntuale sospeso sul mare
...una piazza elegante come una signora d'altri tempi
...una nera cioccolata in compagnia di Claudio Magris
...un bianco castello imperiale appoggiato su un mare trasparente
...un'audace lingua di pietra su cui passeggiare sospesi sul mare
...una città vecchia di vicoli stretti e dissestati
...una passeggiata con Joyce, Svevo e Saba
...una barca a vela sospesa nel nulla di un cielo lattiginoso come il mare
...un gruppo di amici dal calore familiare
...una poesia che ho sempre amato e che finalmente ha profumi, colori, volti:
Città Vecchia
Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.
Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita e del dolore;
S’agita in esse, come me, il Signore.
Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.
U.Saba, in Trieste e una donna (1910-1912)
Sogni
6 anni fa
