Dedicato ai miei genitori che oggi compiono 44 anni di matrimonio.
A loro devo quello che so, ho e sono. Grazie!
Capita che gli alunni piangano.
Capita che gli alunni piangano a causa tua: un voto.
Sei tentato a fare un passo indietro, eliminando la causa del dolore.
Sarebbe un tradimento: tradiresti te stesso, il tuo lavoro e soprattutto loro.
Il bambino piange per ottenere. Piangendo cerca di rimuovere la causa del dolore.
L'adulto piange per accettare. Accetta il dolore e lo accoglie. Lo fa carne della sua carne. Matura. Dietro ogni dolore c'è una scoperta da fare.
Tieni duro, anche se il cuore ti fa male a vederli piangere. Non c'è maturazione senza dolore.
Tu sei chiamato ad aiutarli a diventare adulti.
E resistere al loro pianto è la crescita che è a te richiesta.
Sull'anta a vetri che chiude la mia libreria appendo alcuni oggetti che mi aiutano a ricordar quello che voglio avere a cuore (scordare infatti significa "uscire dal cuore"). Così accanto ad un piccolo dipinto di mare e barche che mi riporta ad Itaca e in particolare al mio neo-nipotino, accanto agli auguri di qualche natale fa di un vecchio amico e al simbolo della metropolitana di Londra (a memoria del recente soggiorno inglese), ho aggiunto la cartolina che i miei alunni mi hanno portato dalla Grecia. La cartolina non è un capolavoro estetico, ma non importa, non è quello il verso visibile dalla mia scrivania, ma quello delle loro firme accompagnate da simboli come cuori, stelle, sbuffi...