Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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giovedì 3 settembre 2009

Fratello-Happydays Birthday

Fratello-happydays oggi fa il compleanno.
Quando è nato io non c'ero: ci volevano ancora 11 anni.
E oggi lo voglio ringraziare per quegli 11 anni e ciò che contengono:

La fatica di essere il primogenito.
La fatica di essere un apripista.
La fatica di crescere altri 5 fratelli.
La fatica di dare il buon esempio.
La fatica di essere il più responsabile.
La fatica di essere il primo esperimento educativo.
La fatica delle battaglie fatte e risparmiate agli altri fratelli.

Se diventi santo ti propongo come patrono dei primogeniti!

lunedì 12 gennaio 2009

Una sedia

Questa meravigliosa foto di sorella-desperatehousewife mi ha fatto tornare in mente una pagina che avevo scritto qualche tempo fa per fratello-happydays: una sorta di capitolo spurio del Piccolo Principe.
***
Nel pianeta successivo il piccolo principe vide una sedia. Era vuota. Il piccolo principe non aveva mai visto una sedia e si avvicinò. Senza saperlo quello che fece fu sedersi. Era su una spiaggia e la sedia era rivolta verso il mare. Si sedette tenendo le gambe sollevate, stringendole tra le braccia. Riusciva a stare tutto rannicchiato come una noce. Chiuse gli occhi. Si sentiva solo il rumore della schiuma. Il vento arruffava i capelli mai pettinati.
Rimase in silenzio ad ascoltare.
“Cosa fai tu sulla mia sedia?” – lo interruppe spaventandolo una voce.
Era un uomo dai piedi scalzi. Abbronzato dal sole e levigato dal vento.
‘Sono strani i grandi’ pensò il piccolo principe. Usano sempre la parola mio, anche quando non ce n’è ragione. Li fa sentire più sicuri.
“Scusami, ma non sapevo fosse una sedia” – rispose all’uomo che lo fissava.
“Non sapevi che fosse una sedia? – disse l’uomo dagli occhi neri – ma da dove vieni, dalla giungla?”
“No, non conosco quel pianeta... Vengo dal mio asteroide. Lì ho lasciato la mia rosa” - rispose il piccolo principe.
“Ah capisco…” - disse l’uomo incerto.
“Cosa è una sedia?” - chiese allora il piccolo principe.
“La tua domanda è alquanto inadeguata, ragazzo!” - rispose l’uomo.
“Perché? Mi sembra la più importante, perché io la prossima volta ne faccia buon uso… - ribattè il piccolo principe – ma tu perché dici cose così complicate? Sarebbe più facile rispondere… Chi sei?”
“Sono un filosofo” - rispose l’uomo chiudendo gli occhi fino a ridurli una fessura.
“Un filosofo e una sedia. Adesso sono due le cose che non conosco…” - disse il piccolo principe un po’ preoccupato.
“Il filosofo è chi ama la sapienza. La sapienza è la conoscenza profonda delle cose” – disse l’uomo della sedia.
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano” - rispose il piccolo principe “l’ho imparato dalla volpe. Ma non mi aveva detto di essere filosofo. E’ più simpatico volpe di filosofo. E’ più facile almeno…”.
“Anche tu sei un filosofo. Sai già tutte queste cose alla tua età. Si conoscono solo le cose con le quali creiamo dei legami – disse il filosofo e continuò – e per i legami ci vuole tempo”.
“Anche questo mi ha detto la volpe. Dovevo tornare da lei tutti i giorni alla stessa ora; prima in silenzio, poi a poco a poco aggiungere una parola. Poche parole ogni giorno. Così l’ho addomesticata. Così siamo diventati amici” - disse il piccolo principe scrutando il volto dell’uomo.
“Quindi la tua domanda sulla sedia era inutile…come ti avevo detto…”- rispose l’uomo in un sorriso.
“Non capisco, signor filosofo” - rispose il piccolo principe, ricambiando il sorriso.
“Una sedia è il luogo necessario ad addomesticare tutte le cose. Ti metti lì davanti a ciò che vuoi addomesticare. In silenzio. E ogni giorno si aggiunge una parola. Senza una sedia è impossibile diventare filosofi” - disse l’uomo.
“Ne farò una sul mio pianeta. Voglio essere filosofo anche io. Per prendermi cura di tutte le cose del mio pianeta. Non sapevo che si potessero ascoltare così…” - disse il piccolo principe – “Tu da cosa hai cominciato?”.
“Dal mare. Dalla sabbia. Dal vento” – rispose l’uomo.
“E sei riuscito ad addomesticarli?” – chiese il piccolo principe preoccupato.
“E’ troppo presto per raccontarlo. Troppo lungo…” rispose l’uomo.
“Beh ma allora a che ti serve la tua filosofia?” – chiese il piccolo principe.
“Se hai pazienza ti insegno a costruire una sedia” – rispose l’uomo disegnando delle figure sulla sabbia con il piede.

mercoledì 3 settembre 2008

Fratello-Happydays Birthday

Fratello-happydays oggi fa il compleanno. L'ennesimo da 42 anni a questa parte...


E' filosofo e professore di filosofia, vive tra Roma e gli USA. Geniale.
Segue il pensiero di Fonzie quanto quello di Aristotele. Postmoderno.
Faceva scoppiare i miei palloncini (con fratello-walkertexasranger), provocando traumi non ancora risolti. Immorale.
Si fingeva un mostro quando avevo paura del buio, con conseguenze psicopatologiche non ancora superate. Amorale.
Quando andò via di casa avevo 7 anni. Misterioso.
Da lui ho ricevuto le mie prime lettere manoscritte (non esisteva l'email). Affettivo.
Con lui ho aperto il mio primo account di posta elettronica. Tecnologico.
Conosce Charlie Brown meglio di Schultz, Paolo Conte meglio di Paolo Conte e via così... Professore.
Ascolto sempre i suoi consigli, anche se non sempre li seguo. Amico.
Non sempre capisco quello che dice, soprattutto dopo 2 ore e mezza di discorso ininterrotto. Logorroico.
Con lui faccio chiacchierate senza confini. Entusiasmante.
Gli frego sempre libri e film, che puntualmente (checché ne dica) restituisco... Generoso.
Non mi molla mai e sa farsi vivo prima che io gli chieda aiuto. Materno.
Gli voglio un bene dell'anima. Fratello.

sabato 12 aprile 2008

Otto sotto un tetto...

Prof 2.0 vola su quello che resta dell'Alitalia alla volta della sua città natale per ottemperare ai suoi doveri di cittadino votante. Non può influenzare le sorti del voto e quindi non esprime il suo (comunque ininfluente) parere. L'instabilità politica favorisce l'unità della famiglia 2.0. Come farebbe Prof 2.0, che ha un papà e una mamma, 2 fratelli e 3 sorelle più o meno sparsi sul territorio nazionale a riunirsi così spesso con l'intera famiglia se il governo non cadesse con questa frequenza? Certo ci somo mezzi meno traumatici per unire una famiglia, ma almeno qualcosa di unito resta... Ad accoglierlo nell'ordine: sorella-sex&thecity, fratello-happydays, sorella-desperatehousewife, papà-CSI, sorella-lost e dulcis in fundo mamma-ER. Manca solo fratello-walkertexasranger che si farà vivo domani...
Prof 2.0 non deve inventare nulla per creare i suoi personaggi...