
"Vede prof il problema non è avere qualcuno che mi ascolti. Se chiedo loro di parlare, mia madre mi ascolta, mio padre mi ascolta.
Il problema è avere qualcuno che mi creda"
Così oggi un ragazzo.
Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?
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martedì 27 ottobre 2009
Ma tu mi credi?
lunedì 7 settembre 2009
Su una panchina di Londra
Capita di sedersi in un luogo in cui nessuno ti conosce, lontano dalla tua città.Capita in questi casi, a sapere ascoltare, di sentirsi nuovi.
Ascoltare il grado zero di sé, senza sovrastrutture.
Capita in modo direttamente proporzionale alla distanza dai luoghi d'origine, dove si attenuano - quasi sino a sparire - gli schemi consueti per interpretare gli altri e il mondo, anche se gli altri parlano ai tavoli dei bar come in tutto il resto del mondo.
E puoi essere il più strano di tutti: non attiri l'attenzione, perché non sai cosa è strano.
E puoi essere il più normale di tutti: non attiri l'attenzione, perché non sai cosa è normale.
Chi sei tu al grado zero?
Rischi di scoprirlo solo se ti decentri.
Ricordati però che quello è l'innesco, poi tocca a te, dentro di te.
Per questo viaggi nei luoghi, nei libri, negli occhi degli altri, ma questo non basta.
Viaggiare è la forma più raffinatamente materialista della vita spirituale. Quel che oggi a molti resta per entrare in dialogo con sé stessi e quindi per trascendersi.
Cambiano cielo, non anima, quelli che corrono di là dal mare.
Che gioia potersi sedere su questa panchina tutti giorni, almeno mezz'ora...
venerdì 12 giugno 2009
Piccoli uomini e donne crescono
Ieri sera gelato con i miei alunni.Dovreste vederli come sono eleganti. Per una pizza.
Si parla di tutto.
Dal gusto del gelato ai libri per le vacanze.
Dal colore che ha la notte al profumo dell'estate che comincia.
Dalla paura delle strade buie al colore della libertà.
Dovreste vederli affacciarsi dalla finestra del futuro, con gli occhi pieni di gioia.
Il loro cuore vibra, un cuore pieno di paure e incertezze, ma un cuore vivo.
Un anno di scuola si spegne nel letto di una notte che culla tutti questi cuori.
Oggi abbiamo tutti un anno.
Dovreste vederli.
martedì 9 giugno 2009
Estati indimenticabili
Il dialogo con la Lettricesedicenne del post del 7 giugno continua, alla mia domanda: "A che punto sei della tua ricerca?", così risponde:
"Che bella domanda! Sono ancora al 20%... di strada ne ho tanta da fare... ma, al contrario di tanti che arrivati a 50 anni ancora non sanno cosa faranno da grandi, almeno io so quello che mi piace, quello che mi affascina e mi appassiona.
Sono a un punto della mia ricerca in cui mi appassiona sentire parlare chi ha tanta cultura, vorrei averne anche io da vendere... E sto cercando di acquisirla.
Sono a un punto della mia ricerca in cui ho voglia di fare e scoprire cosa si nasconde dietro quelle attività che mi piacciono di più come recitare a teatro, cosa che faccio da 4 anni, e che ogni anno mi forma, mi stupisce, mi fa felice e mi arricchisce sempre di più.
Sono a un punto della mia ricerca in cui scopro ancora passioni che non pensavo di avere nascoste dentro di me, come la fotografia. E' un'emozione bellissima immortalare qualcosa che solo nella frazione di secondo in cui la catturi è in quello stato... perché si evolve continuamente; è bellissimo fotografare una persona che con un semplice movimento, una semplice espressione del viso ti sta trasmettendo un'emozione, la stessa che probabilmente arriverà a chi guarderà la foto.
Sono a un punto della mia ricerca in cui credo proprio che quest'estate non sarà solo relax e divertimento, ma sarà anche l'approfondimento di tutto quello che voglio sapere sulla fotografia, sul cinema, sul teatro...cose (teatro a parte) che quasi mai posso fare d'inverno.
Sarà un estate in cui divorerò più libri possibile, visto che finora non ho letto moltissimo, purtroppo... ma da poco ne ho capito la vera importanza (anzi, se ne hai qualcuno da consigliarmi, insieme a qualche film, mi saresti molto d'aiuto).
Insomma sono a un punto della mia ricerca in cui sono attirata da molte cose... un po' tutto è da vedere".
Cara Lettricesedicenne la tua ricerca sta ponendo le domande giuste e ti aspetta un'estate indimenticabile di scoperte e magari risposte...
ps. questo blog lo fate voi, sempre di più. Grazie!
lunedì 8 giugno 2009
Sorprese di fine anno
Oggi l'aula si è trasformata in un antico palazzo greco. La classe divisa in 6 gruppi da 3 componenti doveva presentare tutta l'Odissea letta integralmente durante l'anno, in una specie di gara rapsodica di aedi moderni. Ogni gruppo doveva presentare agli altri, con l'ausilio di un power point 4 libri del poema e 3 aspetti da approfondire (un dio, un personaggio umano, un luogo). Oggi toccava ai primi tre gruppi.Quando la scuola è viva le porte sono aperte e i colleghi diventano comunità, come i ragazzi.
E benchè sia uno degli ultimi giorni di scuola è uno dei regali più belli...
mercoledì 3 giugno 2009
Un anno di film
Mi chiedo come mai a scuola non si insegni - accanto alla letteratura - anche il cinema. In un'epoca che si nutre di immagini, imparare a decodificarle mi sembra assolutamente indispensabile. L'anno scolastico che si spegne è stato caratterizzato dalla visione periodica di film, che si aggiungevano ai compiti per casa. Film che costituissero argomento di dibattito in classe, a scuola, in famiglia, film che ampliassero i punti di vista su un certo tema, film semplicemente belli che arricchissero l'orizzonte di possibilità che la vita offre o nasconde, film che educassero il gusto. Così in 200 giorni di scuola i miei alunni hanno guardato 15 film (a casa, ripeto, non in classe!) che altrimenti non avrebbero visto.1) The Truman Show
2) Ragione e sentimento
3) A Beautiful Mind
4) La musica nel cuore
5) Neverland
6) Stardust
7) Scoprendo Forrester
8) Les Choristes
9) Mi chiamo Sam
10) Family Man
11) Cielo d'ottobre
12) Gattaca
13) S1mOne
14) Fratello dove sei?
15) Lo scafandro e la farfalla
mercoledì 20 maggio 2009
In carne e spirito
Sono stato con amici romani in una breve trasferta nella capitale.
Sono stato con diversi amici del luogo.
Chiacchierate calme, gratuite. Chiacchierate tra amici: condivisione di gioie e dolori, sorrisi e lacrime, paure e sogni; realizzazione di idee, progetti, sfide.
Parlando con le persone scopro quanto spesso giudico affrettatamente situazioni e comportamenti sulla base di schemi mentali consolidati e miopi.
Poi stando vicino alle persone, ascolti e scopri che le tue idee sono solo tue, che il bene che tu avevi immaginato non è il loro bene, che ti credevi vicino ed eri lontano, che la realtà è un altra cosa.
I confini sono le persone.
La misura sono le persone.
La ricchezza sono le persone.
La realtà sono le persone.
In carne e spirito.
venerdì 3 aprile 2009
Queste piccole grandi cose
Ieri prof 2.0 parlava con un ragazzo di 16 anni.
Come va? - chiedo.
Benissimo.
Come mai?
Ieri mio padre mi ha chiamato a ora di pranzo, senza nessun motivo. Solo per chiedermi: "Come stai?". Sai lui la sera è molto stanco e non sempre si riesce a parlare, così ogni tanto mi fa queste chiamate durante la giornata, dal lavoro... Bello...
Lo dice con il cuore che gli sorride, e di conseguenza occhi e bocca.
A volte pensiamo di dover fare grandi cose per amare.
Ma per amare spesso bastano... queste piccole grandi cose.
giovedì 19 marzo 2009
Coccodè???
Mamme colleghe parlano dei loro bimbi piccoli.Collegadispagnolo: "Il mio ripete sempre: "checcodè"...?"
Poi però la mamma in questione spiega che il bimbo al momento ha una smodata curiosità per il nome dei colori delle cose e con una certa fatica sono riusciti a capire che non attribuiva il verso della gallina a qualsiasi cosa, animale o persona... ma semplicemente e sinteticamente chiedeva "che colore è?" (checcodè?).
Quante volte invece di ascoltare una persona interpreto le sue parole e le inserisco in un giudizio previo (pre-giudizio...) che mi sono fatto: insomma sento quello che voglio sentire. Quanto spesso non riusciamo ad entrare in contatto con le persone, perchè cerchiamo solo conferme alle nostre idee su di loro e non ci lasciamo sorprendere.
Solo così la meravigliosa richiesta sul nome di un colore non rischia di diventare il verso di una gallina...
giovedì 12 marzo 2009
Di chi è la colpa?
"Se ci deve essere però una disintossicazione dai mezzi multimediali, dovrebbero seguirla sia giovani che adulti. Quelli che hanno da ridire sulla tecnologia e sulla comunicazione, infatti, sono i primi ad usare internet per ore e a vivere in simbiosi con il telefonino. Per questo il motivo della nostra dipendenza è semplice: i nostri genitori fanno altrettanto.
Noi non abbiamo il potere di decidere come essere cresciuti. Quindi sarà davvero colpa nostra se vogliamo evadere dalla realtà?".
"E' l'invidia che provano gli adulti che li porta a diffamare la nostra immaginazione. Non riescono a distrarsi, non hanno tempo e nemmeno voglia di provare. Ma in fondo, quando non li vediamo, sono i primi a voler scappare, solo per qualche minuto, dalla realtà e provano invidia; rimpiangono i tempi in cui anche loro, quando potevano, se ne fregavano del mondo".
"Una moratoria periodica? No, non cambierebbe le cose. Anche senza internet, cellulari e discoteche, i giovani sono talmente creativi, da potersi divertire lo stesso. Una soluzione? Cercare di far placare le acque tra figli e genitori e far capire a questi ultimi che quando si dà alla luce un figlio, bisogna assumersi le proprie responsabilità. Un figlio è un essere vivente che prova emozioni e sentimenti e, se viene lasciato a se stesso, cadrà in un vortice nero dal quale sarà difficile tirarlo fuori".
venerdì 27 febbraio 2009
E tu hai carattere?
martedì 3 febbraio 2009
Genitori dove siete???
Da una mail di una studentessa presente all'incontro di Firenze:
Ne sono sempre più convinto, la cura contro le terribili solitudini degli adolescenti di oggi è più semplice di quanto si creda: il pranzo preparato dalla mamma, due chiacchiere, l'esempio... Insomma la presenza dei genitori fa degli adolescenti che si sentono "diversi" i veri "normali". I veri ribelli di cui c'è bisogno: quelli che colgono l'importanza delle piccole cose e la generosità verso gli altri. Insomma quelli che alla fine si godono davvero la vita. E poi scrivono anche bene in italiano!
Genitori dove siete???
lunedì 5 gennaio 2009
In principio era la fiducia
Quando parlo dei miei alunni sento spesso la fatidica frase che bolla gli adolescenti di oggi come irresponsabili, cioè letteralmente "persone incapaci di rispondere" (dal latino respondere). E sono solito rispondere che l'adolescenza è proprio l'età in cui il bambino uscendo dal suo egocentrismo magico comincia a percepire il mondo e a rispondergli. Il punto quindi è se nel mondo l'adolescente trova persone che lo aiutino a dare risposte, prima ancora che a farsene carico.Tutte le volte che qualcuno mi dà fiducia, rispondo.
Non la paura, non l'imposizione, non la minaccia rendono responsabili.
Solo la fiducia.
Per chi fosse interessato al tema lo consiglio.
martedì 2 dicembre 2008
Colloqui con i genitori
Nella scuola dove insegno c'è una stanza ampia e dai soffitti alti, rimessa da poco a nuovo. La musica classica accompagna sussurata il chiacchiericcio. Le pareti sono calde come i termosifoni. Sparsi per la stanza divani e poltrone vellutate: accoglienti anch'essi. Questa stanza è deputata ai colloqui con i genitori. Oggi era piena di genitori, per lo più mamme, e professori. In quella stanza trovi sempre persone che si prendono cura dei ragazzi, ciascuno nel suo ruolo, ma accomunati dal fine educativo. Mi chiedo spesso perché scorgo per lo più solo mamme. Solo le mamme educano i figli? O solo le mamme hanno il tempo di farlo? E i papà? I papà sono al lavoro, è vero. E perchè le mamme no? Ma quanto è efficace poter parlare con entrambi i genitori e quanto sono contenti i figli quando sanno che vengono sia mamma sia papà! E chissà perché i figli/alunni guardano con orrore a quella stanza: se entrassero la troverebbero piena di persone che si prendono cura di loro; di persone che cercano di aiutarli a crescere e migliorare, con tutto (almeno ci provano...) l'amore e la professionalità che possono. Forse la guardano giustamente con orrore, quando temono che in quella stanza si possa fingere o non dire la verità. Ma quella stanza è la più importante della scuola. In quella stanza si fanno le più grandi alleanze sul futuro: i giovani. Per questo è bella e calda, non certo solo per divani, pareti, termosifoni e musica di sottofondo: questi passano, l'amore no.sabato 29 novembre 2008
Living Room - Seconda serie
Dopo il successo della prima stagione è ripartito anche quest'anno: Living Room. Nel soggiorno dei sempre splendidi F. e V. si riunisce un gruppo di amici (ieri poco più di 20) e dopo un'ottima cena preparata da V e E, con il libero contributo di tutti, visione di una puntata di una serie americana (in questo caso il suggestivo "Pushing daisies") e dibattito. Tema dell'incontro "Il sogno dell'amore per sempre". Perchè se tutti desideriamo un amore unico e per sempre, in realtà poi troppe storie d'amore finiscono? Perchè sempre più assistiamo a amori senza storia piuttosto che a storie d'amore? L'amore scade come lo yougurt? Perchè si ha paura di farsi conoscere per quello che si è? Perchè i film raccontano sempre il corteggiamento e la conquista e mai la vita quotidiana? Ma il matrimonio è davvero una fregatura? Vissero felici e contenti?"Sciegliere non è provare";
"Amare è ricreare la persona amata così come è, se non esistesse, con pregi e difetti; o comunque se togli un difetto devi togliere anche un pregio";
"Le relazioni si costruiscono, non si improvvisano";
"Ci si innamora delle qualità di una persona, si ama invece la persona intera";
"Questa torta è veramente buona! Chi l'ha fatta?".
Oscar della serata. Fotografia: Enrico. Effetti speciali non programmati: champagne e dintorni. Migliori attori protagonisti: Federico ed Elena. Carriera: Vanessa. Costumi: la cravatta gialla di Giovanni.
Tornando a casa assisto ad una rissa violentissima all'uscita di un locale. Una rissa tra "amici".
lunedì 10 novembre 2008
Anche i genitori piangono
Passi di una mail giuntami a commento del post del 7 novembre, che mi ha costretto ad esaminarmi. Estendo l'invito a tutti i figli, più o meno giovani, che mi leggono...Caro prof anche io sono un genitore e ti posso garantire che essere genitori è difficilissimo, anche se tu fai tutto quello che annoti nel tuo post, spesso ti ritrovi contro i tuoi figli, capita di sentirti definire nei modi più sconfortanti... ma nonostante tutto tu continui a dialogare ad essere presente a sostenere e voler condividere e ti ritrovi ogni sera a fare i conti con te stesso come genitore e metterti in discussione come tale. Sapessi quante volte ho pianto per il silenzio dei miei figli. Ho pianto per le loro risposte alle mie richieste. Sono stato quasi sempre molto disponibile, ho dedicato loro il mio tempo fuori dal lavoro, li ho sorretti, spalleggiati e coccolati li ho amati, li coccolo e li amo ancora di più ora, sono la vita mia e di mia moglie, ma credimi essere genitori è la missione più difficile...
Al mattino dico al Grande Padre: pensaci Tu te li consegno.
Prof, ti prego di' ai nostri figli quanto li amiamo e quanto cerchiamo molte volte in loro uno sguardo che ci indichi il momento di parlare e di esserci.
venerdì 7 novembre 2008
Non so come fare: qualche ideuzza
Ieri ho incontrato un bel gruppo di genitori per parlare con loro del tema "media ed educazione". Come sempre una bella occasione per sondare insieme i problemi educativi della MTV generation. Spesso devo provare a rispondere a domande molto specifiche: Come posso fare per...? E mi ritrovo a dire che le mie risposte non rispondono, perché sono generiche: ogni figlio, ogni alunno richiedono una soluzione diversa e specifica, che solo la creatività dell'amore saprà trovare. A volte nelle situazioni di crisi con un figlio adolescente la soluzione non esiste neanche, ma è sostenere la crisi senza alzare il volume, affiancando la difficoltà del figlio, facendo il percorso insieme con una presenza forte, sicura, anche se silenziosa. Senza drammatizzare.Spegnendo la TV durante i pasti e raccontando la giornata anche se si è stanchi.
Fermandosi a parlare dopo cena a tavola.
Facendosi spiegare dai propri figli come funzionino MSN, l'ipod, o facebook...
Commentando insieme una puntata dei Simpson.
Leggendo un libro che sta leggendo mia figlia e confrontandosi sui personaggi.
Scegliendo un film da vedere insieme magari con qualcosa di speciale da mangiare nel frattempo.
Giocando insieme alla playstation.
Gurdando qualche video di mtv insieme.
Raccontando cosa piaceva "ai miei tempi" e confrontandolo con quello che piace a loro.
Mettendo in gioco la vita tutta intera e lasciando a volte da parte stanchezza, risentimenti, incomprensioni.
Non è facile, ma dedicare qualche minuto ad "inventare" i rapporti con i propri figli giorno per giorno forse è il segreto per partecipare alla loro vita, senza essere falsamente invadenti.
E voi ragazzi smettetela di rifiutare l'aiuto di chi non vuole altro che vedervi felici.
giovedì 23 ottobre 2008
Uomini e cipolle
domenica 5 ottobre 2008
Metamorfosi di una nuvola
Seduto sui gradini di un meraviglioso castello a osservare il panorama. Nel cielo terso galleggia soltanto una nuvola. Due bimbi incuriositi dall'atteggiamento "infantile" del Prof che guarda il cielo, si seggono accanto a lui e guardano nella stessa direzione, alla ricerca di qualcosa. Comincia il gioco. A cosa somiglia quella nuvola? Così in cielo comincia a galleggiare una balena, poi uno squalo che insegue un pesciolino, anzi no, uno squalo col figlioletto (i bimbi hanno sempre ragione), poi una medusa, poi un ombrello, poi un albero caduto... Finchè la nuvola svanisce, in uno sbuffo candido. Imparo dalla meraviglia dei bambini e capisco perché il regno dei cieli è loro: perchè per loro le cose non sono mai scontate, non sono mai solo sè stesse, non sono mai vecchie o desuete. Per loro il mistero è reale. Alla fine chiedo chi l'abbia messa lì quella nuvola, da sola, nel cielo vuoto e poi se la sia riportata via. La bimba senza pensare: "Gesù".giovedì 3 luglio 2008
Autenticità
Amare è lasciarsi amare.

