Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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lunedì 5 gennaio 2009

In principio era la fiducia

Quando parlo dei miei alunni sento spesso la fatidica frase che bolla gli adolescenti di oggi come irresponsabili, cioè letteralmente "persone incapaci di rispondere" (dal latino respondere). E sono solito rispondere che l'adolescenza è proprio l'età in cui il bambino uscendo dal suo egocentrismo magico comincia a percepire il mondo e a rispondergli. Il punto quindi è se nel mondo l'adolescente trova persone che lo aiutino a dare risposte, prima ancora che a farsene carico.
Come si fa questo? Io ho trovato solo una ricetta: la fiducia.
Tutte le volte che ripongo la mia fiducia nella capacità che ogni persona ha di fare ciò che è buono e bello, quella persona si mostra realmente capace di ciò che è buono e bello. La fiducia ha quasi un potere creativo: trasforma la persona in cui è riposta in una persona degna di fiducia e questo la rende responsabile. In poche parole la fiducia è dare del tu alle persone. Ma un tu reale. Solo se do del tu ad una persona risveglio in lei la capacità di rispondere. In un clima di sfiducia l'altro non è un tu, ma un quello, un anonimo della massa. Non ci si aspetta che risponda, perché non si crede neanche che esista e sia capace di qualcosa di buono e bello...

Tutte le volte che do questa fiducia ad un alunno, anche debole, risponde.
Tutte le volte che i genitori danno questa fiducia al figlio, risponde.
Tutte le volte che qualcuno mi dà fiducia, rispondo.
Non la paura, non l'imposizione, non la minaccia rendono responsabili.
Solo la fiducia.
***
Il libro di cui vedete la copertina ne parla sotto forma di romanzo spassoso e paradossale.
Per chi fosse interessato al tema lo consiglio.

venerdì 21 novembre 2008

Decalogo del prof - III


Ed ecco allora il terzo comandamento del decalogo del prof detto anche "l'ingrediente segreto".

3) Credi nei tuoi alunni più di quanto loro credano in sé stessi.

domenica 6 luglio 2008

La cosa più triste nella vita è il talento sprecato

Rileggendo oggi la parabola dei talenti, che è una delle sue preferite, a Prof 2.0 è tornato in mente un episodio londinese. Al corso di inglese in un questionario, alla voce "la persona che ami di più" un ragazzo aveva scritto: "my father, because he made me stronger than i was" (mio padre, perchè mi ha reso più forte di quanto io fossi). A prof è tornato in mente questo passaggio del film Bronx, tanto caro a sceneggiatrice-cuore-pensante.

Per i genitori che amano davvero, i figli sono sempre pieni di talenti e quando un figlio sente su di sé quello sguardo fiducioso il talento sboccia davvero, anche dove non c'era... E questo vale per qualsiasi educatore.

Ps. "Andiamo a prendere il gelato". Questo sì che è educare!

mercoledì 4 giugno 2008

Pigmalione

Pigmalione era uno scultore. Un giorno, deluso dal comportamento delle donne, concepì l'idea di fare una statua della sua donna ideale. Prese da ogni donna che aveva conosciuto il meglio e scolpì una statua di bellezza straordinaria. Tanto era bella la statua che finì con l'innamorarsene: aveva tutte le perfezioni, ma gliene mancava una... la vita. Così chiese ad Afrodite di dare vita a quella statua. Un giorno provò a baciarla e la labbra della statua si fecero improvvisamente calde e morbide, abbandonando la freddezza marmorea. Quando la ragazza aprì per la prima volta gli occhi vide "assieme al cielo, colui che la ama".

A questa storia magistralmente raccontata da Ovidio (Metamorfosi, X) si ispira il cosiddetto "effetto pigmalione", cioè la capacità che abbiamo di fare accadere le cose in cui crediamo o non fare accadere quelle in cui non crediamo. A scuola è un effetto comprovato: a parità di condizioni di partenza, l'alunno in cui il prof crede, ha risultati migliori di quello in cui il prof non crede. Da come "guardiamo" (crediamo nelle) le persone dipende la possibilità di dare loro (più) vita. Il nostro sguardo deve sforzarsi di "confermare" chi abbiamo di fronte e il suo mondo, anche se non ci è simpatico. Solo lo sguardo amante della mamma e del papà confermano al bambino la sua importanza, la fiducia in sè e il desiderio di costruire qualcosa, che vede in anticipo negli occhi di chi lo ama. Un bambino privato di quello sguardo farà fatica per tutta la vita ad accettarsi come importante.

Il segreto della crescita di un legame (soprattutto educativo) è essere pigmalioni e provare a dare (più) vita a chi entra in contatto visivo con noi, perchè quello sguardo dica, in silenzio: è bello che tu esista.

PS. Solo a Pigmalione è stato concesso di sposare la donna ideale... e si tratta di una favola! Per i comuni mortali si tratta di rendere "ideale" (che non è, si badi bene, idealizzarla) una persona reale: insomma fare il contrario di Pigmalione, ma questa è un'altra storia...