Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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giovedì 9 aprile 2009

Portami con te o resta...

Lui doveva partire.
Lui era innamorato di Lei, come un folle.
Ma Lui doveva partire.
Portami con te, gli disse.
Dove andava Lui, Lei non poteva andare.
Resta con me, gli disse.
Lui non le lasciò una foto, una dedica, un'immagine di sé.
Lui le lasciò se stesso: rimase.
Lui partì, rimanendo. Rimase, partendo.
Le disse: io sono con te tutti i giorni fino alla fine del mondo.
Lei rimase con Lui e con Lui partì.
Contemporaneamente rimaneva e partiva.
La sua casa era con Lui.
Con Lui, partito e rimasto.
In Lei. Con Lei. Per Lei.
Lei, di carne.
Lui, di pane.



Io non conosco festa più bella di quella di oggi.
Non c'è niente di più bello su questa terra dell'Eucarestia.
Chi non ci crede o ci crede poco, non sa cosa si perde.
La vita tutta intera.

giovedì 26 marzo 2009

Nuove forme d'arte

In metropolitana il mio sguardo è attratto da una pubblicità di un centro di bellezza e fitness.
La trovata per attirare clienti è questa: "Liposcultura della pausa pranzo".
Ci metto un po' prima di capire che non si tratta di una nuova forma di arte contemporanea...
L'immagine che si forma nella mia testa è quella di un mostro che lavora senza posa, mangia compulsivamente tutto quello che riesce a comprare con i soldi che guadagna lavorando. Poi quando sta per esplodere rinuncia eroicamente alla pausa pranzo per farsi estrarre qualche etto di grasso accumulato. Meglio non perdere tempo di lavoro per questa forma d'arte, meglio riempire la pausa pranzo. Il mostro lavora, mangia quando e quanto può e ingrassa. Poi si fa estrarre il grasso nella pausa in cui avrebbe dovuto mangiare. Il ciclo ricomincia. Tutto comodamente seduti: lavoro, cibo, liposcultura...
Sì, senza ombra di dubbio è una forma d'arte contemporanea.
La prossima biennale dovrebbe presentare queste liposculture della pausa pranzo.
La intitolerei "La ricerca della modella perduta".
Sarebbe un successone...

martedì 10 febbraio 2009

Testamento biopsicologico (corpo e anima)

A te Dio Padre, erede unico,
lascio tutto quello che ho e sono: corpo e anima

ho paura di morire
ho paura di soffrire

ma la vita me l'hai donata tu e solo tu hai il diritto di riprendertela,
mi fido di te
che sei l'unico a conoscerne il segreto

se puoi riprendertela senza farmi soffrire ti sono grato
sin da adesso
se invece ci saranno dolori io li accetto
sin da adesso

non ho trovato mai una spiegazione soddisfacente al dolore,
ma un senso sì,
nel tuo Figlio

tutte le volte che hai permesso il dolore
mi sono ritrovato con un amore più grande per gli altri e per me
e quindi più felice
e se per amare di più e provocare più amore il dolore sarà necessario
io lo accetto sin da adesso (se non sarà necessario, ancora meglio...)

ma poco (dolore), ti prego, perché - lo sai - io non sono un granché in resistenza
e sai quanto scalpito quando soffro

ho paura di soffrire e di soffrire a lungo
ma io mi fido di te
che mi vuoi per sempre con te

e una manciata di giorni nel dolore non è paragonabile all'eternità nella gioia

io mi fido di te.
a te restituisco la mia vita
a te affido la mia morte
e a nessun altro.

Alessandro - Prof 2.0