Cercasi rifugio per prof affaticato.
Prezzi modici, buona cucina, vista mare.
Sogni
6 anni fa
Ieri (oggi) sono rimasto a parlare con un amico su una panchina di Shit City fino a tarda notte.
Periodicamente vado in una piccola libreria vicino casa, dove mi sono fatto un'amica. Una simpatica signora direi sopra la sessantina che, oltre ad essere una delle proprietarie, è una divoratrice di libri. Insomma mi faccio suggerire quello che vale veramente la pena leggere nel panorama attuale. Lei sa che sono prof e che un po' deve consigliarmi libri adatti ai miei gusti un po' deve sorvegliare il panorama dei romanzi che possano piacere anche ai miei pargoli. Così cominciamo una lunga chiacchierata durante la quale mi sottopone almeno una ventina di romanzi e poi io scelgo quelli che mi attraggono maggiormente. Dopo averli letti ci confrontiamo e ricomincia il gioco. Grazie a questa amicizia sto conoscendo libri e autori che non avrei mai letto, né avrei avuto il tempo di andare a scovare. Questa amicizia mi arricchisce, mi fa risparmiare tempo e mi garantisce buone letture. E come sempre puoi contagiare agli altri solo ciò che ti appassiona, e a volte è proprio lei a sconsigliarmi un libro pur sapendo di perdere un guadagno...
amico impari a conoscerti e comunichi con te stesso… Capita che l’amico sia una figura silente, che per suo tramite si riesca a parlare con se stessi, a ritrovare la gioia dentro di sé, in pensieri che divengono chiari e visibili grazie alla cassa di risonanza del cuore altrui. L’amico è colui che ti perdona debolezze, difetti e vizi, che conosce e conferma la tua forza, il tuo talento, i tuoi meriti. E l’amico è colui che, pur volendoti bene, non ti nasconde le tue debolezze, i tuoi difetti, i tuoi vizi. L’amicizia si fonda dunque sulla somiglianza, ma si manifesta nella diversità, nelle contraddizioni, nelle differenze. Nell’amicizia l’uomo cerca egoisticamente ciò che gli manca. E nell’amicizia tende a donare munificamente ciò che possiede.
Ieri ho passato una giornata insieme ad un amico. Oltre ad avere salvato il mondo e la letteratura almeno un paio di volte (cosa che puoi fare solo con i veri amici), abbiamo salvato anche un po' noi stessi, che è quello che veramente due amici possono fare reciprocamente.Lui doveva partire.
Lui era innamorato di Lei, come un folle.
Ma Lui doveva partire.
Portami con te, gli disse.
Dove andava Lui, Lei non poteva andare.
Resta con me, gli disse.
Lui non le lasciò una foto, una dedica, un'immagine di sé.
Lui le lasciò se stesso: rimase.
Lui partì, rimanendo. Rimase, partendo.
Le disse: io sono con te tutti i giorni fino alla fine del mondo.
Lei rimase con Lui e con Lui partì.
Contemporaneamente rimaneva e partiva.
La sua casa era con Lui.
Con Lui, partito e rimasto.
In Lei. Con Lei. Per Lei.
Lei, di carne.
Lui, di pane.
Questa figura retorica serve a sostituire un nome proprio con un nome comune che viene elevato a modello e simbolo di quello stesso nome o viceversa: l'Apostolo (per S.Paolo), il divino Poeta (per Dante), un giuda (per indicare un traditore), un dongiovanni (per indicare un corteggiatore spregiudicato).
Dopo una lunga lezione dedicata alla fenomenologia dell'amicizia della settimana scorsa oggi Alunnasorrisoradioso mi si avvicina, felice...
Avverto una diffusa paura negli adulti di fronte a strumenti come la chat e Facebook. Vengono spesso bollati come strumenti di fuga dalla realtà. Il virtuale diventa presto sinonimo di demoniaco. Ma attenzione "virtuale" non è opposto di "reale" (il cui opposto è "possibile"), ma di "attuale".
...mentre stai perdendo tempo a leggere questo post c'è un amico o un'amica che ha bisogno di te, fosse anche solo una telefonata.