Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore... Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore... E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla...

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domenica 17 gennaio 2010

Zibaldino domenicale


Supponete di trovarvi in cammino verso casa mentre piove, assorti con il pensiero nelle questioni del vostro lavoro. Le strade e le case vi scorrono accanto senza che voi la notiate; anche le persone scorrono accanto; insomma, nulla invade i vostri pensieri eccetto i vostri interessi e le vostre ansietà. Poi, improvvisamente, il sole esce dalle nubi e un raggio di luce illumina tremulo un vecchio muro di pietra al bordo della strada. Voi date una occhiata al cielo e alle nuvole che si sparpagliano, e un uccello esplode nel canto in un giardino di là dal muro. Il vostro cuore si colma di gioia e i vostri pensieri egoistici si dissipano. Il mondo vi sta davanti, e voi siete contenti del solo guardarlo lasciandolo così come esso è. Avete fatto esperienza del mondo come dono.
Roger Scruton, "La bellezza e il sacro"

Più scrivo e più mi rendo conto che la scrittura, sempre a caccia della bellezza, non è altro che il tentativo di fare dono del mondo agli altri, o meglio, di fare agli altri il dono di percepire il mondo come dono.

domenica 3 gennaio 2010

Zibaldino domenicale



Sanctius his animal mentisque capacius altae 
deerat adhuc, et quod dominari in cetera posset. 
Natus homo est, sive hunc divino semine fecit 
ille opifex rerum, mundi melioris origo, 
sive recens tellus seductaque nuper ab alto 
aethere cognati retinebat semina caeli, 
quam satus Iapeto mixtam pluvialibus undis
finxit in effigiem moderantum cuncta deorum; 
pronaque cum spectent animalia cetera terram,
iussit et erectos ad sidera tollere vultus. 


Ma ancora mancava l'essere più nobile che, dotato
d'intelletto più alto, sapesse dominare sugli altri.
Nacque l'uomo, fatto con seme divino da quell'artefice
del creato, principio di un mondo migliore;
o plasmato dal figlio di Giàpeto, a immagine di dei
che tutto reggono, impastando con acqua piovana
la terra recente che, appena separata dalle vette
dell'etere, ancora del cielo serbava il seme nativo;
se gli altri animali contemplano a testa bassa la terra,
la faccia dell'uomo l'ha sollevata, ordinò che vedesse
il cielo, che fissasse, eretto, il firmamento.

Ovidio, Metamorfosi I, 76-85

domenica 22 novembre 2009

Zibaldino domenicale

Mentre prendevano nota dell'occhio di Grisa, il responsabile del carcere d'isolamento, reso allegro dalla situazione, non riuscì a non ridacchiare.
"Quello un braccio, quest'altro una gamba, un orecchio, la schiena, e questo qui: un occhio. Stiamo raccogliendo tutto le parti del corpo. E tu che hai?".
"Tu cosa ci dai? L'anima?"
"No" dissi. "L'anima non ve la do".

V.Salamov, I racconti della Kolyma, Adelphi p.470

domenica 25 ottobre 2009

Zibaldino domenicale

"Ed ecco un’altra cosa che può sembrare strana, ma che è vera: nella trincea quotidiana in cui si svolge l’esistenza degli adulti non c’è posto per una cosa come l’ateismo. Non è possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono.

La sola scelta che abbiamo è su che cosa adorare. E forse la più convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare è che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finirà per mangiarvi vivo.

Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembrerà di non averne mai abbastanza. È questa la verità.

Adorate il vostro corpo e la bellezza e l’attrazione sessuale e vi sentirete sempre brutti. E quando i segni del tempo e dell’età si cominceranno a mostrare, voi morirete un milione di volte prima che abbiano ragione di voi.

Adorate il potere, e finirete per sentirvi deboli e impauriti, e avrete bisogno di avere sempre più potere sugli altri per rendervi insensibili alle vostre proprie paure.

Adorate il vostro intelletto, cercate di essere considerati intelligenti, e finirete per sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere scoperti [...]"

David Foster Wallace, Questa è l'acqua, Einaudi

domenica 4 ottobre 2009

Zibaldino domenicale

Frammenti settimanali che frammenti non sono:


"Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! E' forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?"
F.Dostoevskij, Le notti bianche

"E tu che avresti potuto essermi strappato dalla morte, ahi,
neppure dalla morte potrai essermi strappato"
Ovidio, Metamorfosi, IV, 152-153

"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo - e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi"
C.Pavese, Il mestiere di vivere

domenica 6 settembre 2009

Zibaldino domenicale

"Credo che l'incapacità di guardare tranquillamente in faccia la rovina della propria vita esteriore e farsene carico sia la conseguenza di un difetto di prospettiva rispetto alla vita eterna" (Edith Stein)
F.Salvarani, Edith Stein, Ares 2009, p.37

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"La perfezione è sempre ad un gradino dalla perfezione"
P.Maurensig, La variante di Luneburg, Adelphi 2008, p.101

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"Per altro, prosegue, dolori e imbrogli della qualità e della forza di quelli che abbiam raccontati, non ce ne furon più per la nostra buona gente: fu, da quel punto in poi, una vita delle più tranquille, delle più felici, delle più invidiabili; di maniera che, se ve l'avessi a raccontare, vi seccherebbe a morte"
A.Manzoni, I promessi sposi, Mondadori 2009, p.644