Lo spirito del blog - La vita: commedia o tragedia?
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venerdì 25 luglio 2008
Compiti per le vacanze...
giovedì 24 luglio 2008
The Eagle and the Child
martedì 22 luglio 2008
lunedì 21 luglio 2008
Shit City Hunt
Un ragazzo chiede ad un altro in merito all'ambiente in cui si trova l'amico "C'è molta figa li'?" (traduzione silmultanea: ci sono molte ragazze belle?).
Un ragazzo, con voce entusiasta e invidiosa, racconta ad un altro, "Si è fatto una modella, una certa XY, vai a vedere le foto su internet" (il verbo farsi ricorda le dipendenze...).
Abbiamo trasformato il mondo degli adolescenti in una grande caccia. Non si parla piu' di storie d'amore, ma di prede e delle loro parti piu' prelibate...
La donna, una specie tutt'altro che protetta, paga per tutti...
sabato 19 luglio 2008
Ascoltare
giovedì 17 luglio 2008
Annibale
mercoledì 16 luglio 2008
Superficialità 3
martedì 15 luglio 2008
Identità ristrette
lunedì 14 luglio 2008
Superficialità 2
Fino a che punto ne è responsabile? Questione di età. Non ha colpa se chi aveva il compito di educarlo non ha avuto la capacità di aiutarlo in questo viaggio. A proposito cito un commento illuminante di mamma E.R. al primo post sulla superficialità:
Ai giardini pubblici due bambini giocano. Uno si mette a piangere e l'altro che lo guarda stupito non comprendendo il senso di quel pianto, chiede spiegazioni alla mamma che gli dice: "forse vorrebbe il tuo giocattolo"e lui all'improvviso glielo porge. Il primo bambino si acquieta, l'altro ora deve fare i conti con questa nuova sensazione, da una parte le sue mani vuote e dall'altra il desiderio di riappropriarsene con un gesto prepotente, non sa tenere insieme i due desideri. In questo frangente una mamma può aiutare il figlio a capire la complessità della realtà oppure ha la possibilità di restare alla superfice di essa, se alla prima domanda sul pianto risponde: non lo so, affari suoi. Ecco la perfetta legge dell'estraneità che ci fa restare sempre alla superfice delle cose e di noi stessi.
I bambini e gli adolescenti sono per natura superficiali. Cominciano a conoscersi partendo dalla superficie e giocano tutto sulla superficie. Solo gradualmente scoprono la propria profondità e quindi identità. Ma se gli educatori non li aiutano in questo viaggio al centro della terra, incoraggiandoli a scoprire e far fiorire i propri talenti, i giovanissimi andranno coerentemente alla ricerca della profondità attraverso la superficie. Così cercheranno di raccontare la loro identità profonda esclusivamente in superficie, attraverso la sperimentazione (aspetto, piercing, tatuaggi...) e il prestito di identità attraverso i marchi: tutte forme di racconto, che gradualmente dovranno essere sostituite dalla narrazione della propria identità a partire dalla conoscenza di sé e della realtà. Per potere dire "io" occorre raggiungere quel luogo profondo in cui questa parola nasce e a ha senso. Come fare? Senza quel luogo si potranno dire molteplici "io" presi in prestito e dislocati sulla superficie del corpo come una specie di affresco. A che prezzo?
sabato 12 luglio 2008
La pioggia non cade, canta.
“Davvero l’acqua è diventata adesso più bella di quanto il mio cuore avesse potuto immaginare. I miei pensieri segreti non avevano concepito il fiocco di neve, né in tutta la mia musica era contenuto il cadere della pioggia”
Grazie agli artisti la realtà diventa abitabile, meravigliosa, grazia. Persino la pioggia, che da queste parti non cade e basta, ma canta...
venerdì 11 luglio 2008
Superficialità 1
giovedì 10 luglio 2008
Prof vive e lotta con voi
martedì 8 luglio 2008
Presente e futuro
Un filosofo diceva che siamo uomini perchè sappiamo coniugare i verbi al futuro. Ma senza la fiducia nel presente il futuro non esiste. Posso dire: mangerò, scriverò, partirò... perchè ho fiducia nel fatto che il mio essere potrà farlo, quando verrà il momento. Ho fiducia nel mio esistere.
"Chi è senza speranza non solo non scrive romanzi, ma, quel che più conta, non ne legge. Non ferma a lungo lo sguardo su nulla, perché gliene manca il coraggio. La via per la disperazione è rifiutare ogni tipo di esperienza, e il romanzo è senz’altro un modo di fare esperienza". Così la grande scrittrice Flannery O'Connor.
Chi fa esperienza profonda della realtà, ne ha fiducia, la accetta e non la fugge, costui è ricco di presente e quindi di futuro. Costui spera.
Chi non fa esperienza della realtà, ne ha paura, la rifiuta e la fugge, costui è senza presente e privo di futuro. Costui dispera.
Chissà come mai oggi spesso si dice che chi spera si illude. Età cinica la nostra. Per carenza di presente?
lunedì 7 luglio 2008
Due vite, due racconti
domenica 6 luglio 2008
La cosa più triste nella vita è il talento sprecato
Per i genitori che amano davvero, i figli sono sempre pieni di talenti e quando un figlio sente su di sé quello sguardo fiducioso il talento sboccia davvero, anche dove non c'era... E questo vale per qualsiasi educatore.
Ps. "Andiamo a prendere il gelato". Questo sì che è educare!
sabato 5 luglio 2008
Stereotipi
Ma paradossalmente, a Shit City, a volte decidiamo di "stereotiparci" proprio per essere accettati (il bello, il simpatico, lo spiritoso, la rampante, la ricercata, la cacciatrice...). Sposiamo così punti di vista che sono delle gabbie, pensando che siano ciò che ci rende vincenti...
E invece agli occhi degli altri quello è il momento in cui ci rendiamo ridicoli e abbiamo cominciato a fare ridere!
venerdì 4 luglio 2008
La formula
giovedì 3 luglio 2008
Autenticità
Amare è lasciarsi amare.
mercoledì 2 luglio 2008
La città è la tastiera di Dio
"L'evoluzione è ciò che accade mentre dormiamo, la rivoluzione è ciò che accade quando siamo svegli". Allora forse l'amore, più che di ogni evoluzione, è motore di ogni rivoluzione.
Ricordate il film "La leggenda del Pianista sull'Oceano" tratto dal monologo teatrale di Baricco?
Il protagonista decide di scendere dalla nave quando si innamora. Una rivoluzione nella sua vita, non una semplice evoluzione. Anche se poi quella rivoluzione viene repressa... per paura dell'ignoto.
L'amore accolto è una rivoluzione.
L'amore non accolto, per paura dell'ignoto e del dolore, è un'involuzione.
martedì 1 luglio 2008
Qualcosa e Qualcuno al bivio
Fu allora che Qualcuno capì che gli rimaneva una via di salvezza: interrompere bruscamente il suo percorso e smettere di urlare, tornare indietro e raggiungere Qualcosa esattamente dove si trovava, ripercorrendo a ritroso la strada.
Ma quale fu lo sorpresa di Qualcuno quando, giunto al bivio, si vide venire incontro Qualcosa, che aveva avuto esattamente la stessa idea...
Erano di nuovo di fronte al bivio, non sapevano quale fosse la strada giusta.
Ma questa volta avevano la soluzione.

